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Var, il calcio è pronto per la rivoluzione. L'arbitro Morganti: "Moviola solo per i casi più gravi"

var

“Noi non abbiamo mai avuto problemi con il mondo televisivo, sappiamo che le telecamere sono più brave di noi. Diciotto telecamere vedono sicuramente meglio di un arbitro in mezzo al campo" aggiunge Morganti.

FERMO - Sta cambiando il calcio. E non perché i diritti tv non li vuole nessuno, ma perché stiamo per entrare nell’era della moviola in campo. L’arbitro non sarà più l’infallibile giudice, ma l’uomo o donna che potrà verificare un fischio dubbio nel giro di pochi secondi, prima che inizi il processo serale in televisione. “Il messaggio da far arrivare ai tifosi con l'utilizzo della Var è far capire che servirà a togliere i gravi errori arbitrali dovuti anche alla velocità del gioco o al fatto che c’è' un giocatore davanti all'arbitro. La Var cambierà solo sui gravi ed evidenti errori arbitrali, non sui giudizi che si possono dare su un'azione in corsa, o su semplici falli, rimesse o corner”. A spiegare quel che accadrà è Emidio Morganti, ex arbitro di serie A di Ascoli Piceno, oggi membro della commissione CAN A.

“Noi non abbiamo mai avuto problemi con il mondo televisivo, sappiamo che le telecamere sono più brave di noi. Diciotto telecamere vedono sicuramente meglio di un arbitro in mezzo al campo" aggiunge Morganti. Dopo un anno di esperimenti offline, si parte: “Il lavoro fatto in cinque anni di addizionali è importante, perché l'arbitro centrale è già abituato a ricevere informazioni durante la gara e a filtrare quello che può servire".

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