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La Fermana lascia la serie D tra fumogeni e cori: il Recchioni è uno spettacolo

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Basta un lancio perfetto di Gadda per Petrucci che vola sulla fascia destra, rientra e dal limite scaglia un sinistro su cui il baby Sarini poco può fare. Sette minuti e la Fermana, nel giorno della festa, è già in vantaggio.

di raffaele Vitali

FERMO – "Nessuno, nessuno ci toglie la C1". Maglia gialla con il nome di ogni giocatore e un samurai stampato davanti. È il regalo di mister Destro ai suoi giocatori. Entrano così in campo per il riscaldamento. Poi indossano la maglia dell’Anpof, l’associazione che assiste i malati di tumore all’ospedale Murri, perché anche nel giorno di festa la Fermana resta quella di sempre: la squadra della città.

Prima del fischio d’inizio, mentre finiscono di sfilare tutti i calciatori del settore giovanile, entra in campo, in giacca e cravatta, il direttore generale, Fabio Massimo Conti e al suo fianco che esce con una targa e una maglia celebrativa per le 100 partite in maglia gialloblù Misin, 100 partite in maglia canarina è l’inizio della serata perfetta che la Curva Duomo trasforma in unica con una coreografia splendida fatta id luci e fumogeni, seguiti da cori mai cantati così forte. Il Romagna Centro però non è arrivato per fare la vittima sacrificale e lo dimostra nei primi minuti, quelli che scaldano i tifosi gialloblù, visto che i fraseggi della giovanissima compagine romagnola spaventano.

Ma basta un lancio perfetto di Gadda per Petrucci che vola sulla fascia destra, rientra e dal limite scaglia un sinistro su cui il baby Sarini poco può fare. Sette minuti e la Fermana, nel girono della festa, è già in vantaggio. “Din don, din don, intervengo dal Recchioni, la Fermana è in Lega Pro”. E se non fosse chiaro, Molinari posiziona sul filo d’erba giusto il pallone, prende bene la rincorsa e segna il 2-0 con una micidiale punizione dai venti metri. È il 26’ del primo tempo e la partita sembra già finita. Ma Clemente si distrae e Bussaglia, che ha il colpo di tacco facile, lo brucia al 35’: recupera palla, anticipa Comotto e trova l’angolino ala sinistra di Valentini, che si distende senza fortuna. Si vede che la concentrazione non è al massimo, perché Gagliardi avrà anche trovato il tiro della domenica, ma che un attaccante avversario riceva fuori area di spalle tra Comotto e ferrante e con tutta calma si giri e tiri senza essere contrastato quest’anno non si era mai visto. È il 2-2, meritato, al 38’. Che non dispiace a nessuno, i tifosi sono troppo carichi e il ‘din don’ torna come un mantra assieme al classico ‘Grazie ragazzi’.

Il secondo tempo è un continuo fraseggio, con un paio di cori contro Titone, l’attaccante del Matelica che provò a zittire la curva, e la girandola di cambi. A cominciare dalla standing ovation per Misin, mister 100 presente e metronomo, con Gadda, di una Fermana cresciuta giornata dopo giornata e il gaucho Molinari. Anche se l’applauso più grande è per Cremona, il bomber che non perdona. Per fortuna Valentini è in serata di grazia, perché tra il 20’ e il 30’ compie due miracoli. Alla fine si accontentano tutti, c’è solo voglia di festeggiare. “Tutti in piedi per la Fermana” e per non perdere le buone abitudini: “Chi non salta è un ascolano”. La Fermana è davvero tornata.

@raffaelevitali 

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