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"Nessuno ci toglie la C1". Destro indovina i cambi, la Fermana domina il Matelica

cremonarigore
coreografia

La ripresa si apre con Cremona che entra al posto di Misin e Destro che aumenta il peso in attacco della squadra, immeritatamente in svantaggio. E infatti, ecco il gol.

di Raffaele Vitali

FERMO – Un piede in Lega Pro. La Fermana batte il Matelica al termine di una grande partita in cui gli ospiti sono passati in vantaggio prima di essere raggiunti d Molinari e sorpassati da Cremona. Una grande Fermana che ha vinto meritatamente perché al Matelica ha concesso solo 20’ di bel calcio nel primo tempo. Per il resto, Valentini si è sporcato un paio di volte i guanti più per le fotografie che per necessità. Dopo il triplice fischio finale la squadra si ferma sotto la curva, piena e festante, si siede davanti alla porta e ascolta i cori dei tifosi: “Nessuno, nessuno, ci toglie la C1”.

La partita

Dieci minuti, piano tattico chiaro: il Matelica costruisce, attacca, prova a servire a turno Titone o Boldirini usando Evacuo come sponda; la Fermana chiusa e ordinata riparte come un razzo usando D’Angelo, Petrucci e l’attenta regia di Misin, che tocca quasi tutti i palloni. E proprio D’Angelo al 12’ fa sognare i tifosi gialloblù alzandosi in aria e coordinandosi per colpire in rovesciata il perfetto cross di Petrucci. Ma Marcantognini è piazzato e il tiro gli finisce tra le braccia.

Tanti passaggi per il Matelica, ma dopo D’Angelo è Molinari con una punizione dai 20 metri a dare l’illusione. Il tiro supera la barriera, il portiere ospite fa il passo dal lato sbagliato, ma il pallone finisce a un metro dal palo. Peccato, l’urlno resta nella gola degli oltre tremila tifosi.

Quando Clemente accelera sulla fascia, dopo il pallone perso a centrocampo da Esposito, Bartolini non può che stenderlo. Lo strapotere fisico della Fermana nei primi trenta minuti è impressionante, sembrano uno in più in campo gli uomini di Destro per la capacità di intercettare i passaggi e ripartire.

Balla la difesa del Matelica, che si fa infilare sempre con tagli improvvisi, ma la porta resta inviolata. Il silenzio cala al 40’ quando prima Valentini si lascia sfuggire il pallone delle mani e poi Boldrini a colpo sicuro, passando tra i centrali gialloblù tira. Ma fuori. Protesta, voleva il rigore, perché è stato sbilanciato al momento del tiro, ma Miele di Nola, sempre molto vicino, lascia correre.

Ma non può non fischiare al 45’ quando Misin si fa superare da De Cerchio appena entrato in area e lo trattiene in maniera plateale. Rigore. Prende palla Esposito, passano quasi due minuti dal fischio al tiro per le proteste gialloblù. Nel mentre Titone sposta Esposito, lo vuole tirare lui. Esecuzione da dimenticare, Valentini si allunga e para, ma non trattiene. E così Titone riprende il pallone e segna. Esplode la panchina del Matelica e la tensione si trasforma in una quasi rissa, con spintoni e insulti tra i ventidue in campo e quelli che ancora hanno le pettorine. L’arbitro osserva e poi, quando ha capito che non c’è modo di riprendere, fischia la fine del primo tempo.

Al rientro due soli assenti: Sene, dalla panchina della Fermana, e Monaco, allenatore del Matelica. Nulla per Titone, padrone indiscusso del campo tra belle giocate, abili provocazioni e corse sotto la Curva Duomo dopo il vantaggio.

La ripresa di apre con Cremona che entra al posto di Misin e Destro che aumenta il peso in attacco della squadra, immeritatamente in svantaggio. E infatti, ecco il gol. È l’8’ quando Cremona lascia correre una rimessa laterale, la insegue e di prima mette in mezzo: Molinari taglia in mezzo, stoppa, guarda Marcantognini e segna.

Il Recchioni esplode, Molinari diventa il gaucho leader della curva, Cremona è abbracciato da tutti. Il clima cambia e non poteva che essere così, perché la Fermana gioca e bene, il pari dopo un terzo di ripresa è il minimo. Destro continua a dare indicazioni, urla. Ha azzeccato il primo cambio, ma ancora non basta. D’Angelo, il migliore del primo tempo è nervoso, sbaglia qualche tocco, parla con gli avversari. E così, ecco l’allenatore che sa leggere la partita. E serve, perché De Cerchio, inspiegabilmente sostituito al 26’, ha il piede caldo. Come le mani di Valentini che respinge.

Il tecnico ascolano fa scaldare Valdes e al 19’ il cambio con il 10 gialloblù che si accomoda in panchina. Purtroppo per il mister, il terzo cambio arriva dopo poco. Molinari dopo un colpo di testa si ferma e si tira la gamba, crampi. Tocca a Gadda e la Fermana dopo venti minuti di 4-4-2 torna alla punta unica con un occhio in più alla difesa.

Questo fino al 30’ quando Valdes viene “abbracciato” in area da Rosania. Rigore, senza esitazione il fischio di Miele. La palla la prende Cremona. Stadio in silenzio e poi: goooooool. La Fermana passa in vantaggio al 31’. Mai vantaggio fu più meritato. Valdes è indiavolato, corre come se si stesse allenando da mesi e non fosse arrivato in corsa dopo un periodo di inattività. Il pubblico lo capisce e lo incita, applaude ogni sua giocata, soprattutto quelle che fanno impazzire il malcapitato Rosania. Finisce così, con il Matelica che tira da 40 metri e Destro finalmente inf esta abbracciato da tutta la panchina. Il migliore in campo sarebbe lui, ma i gol, alla fine, li fanno i giocatori.

@raffaelevitali 

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