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Fermana in vetta non per caso: unica squadra ad aver vinto dieci partite

russofermana

Non è una squadra che brilla per fantasia, non è una che può dominare la partita, dando sempre l’impressione di poter fare male all’avversario, ma è una squadra quadrata, con equilibri sempre più definiti, che ha davanti, o meglio sulle fasce, giocatori pronti a inserirsi e andare in rete.

di Raffaele Vitali

FERMO - E se avesse ragione Flavio Destro? “Questa Fermana a me va bene anche così come è. Il punto è solo uno: se qualcuno vuole andare via, lo lasciamo. E allora prendiamo qualcuno che compensi l’uscita”. Poi magari capita che chi arriva faccia subito bene, vedi D’Angelo, e chi sta a lavorare in palestra faccia ben sperare, Mandorino.

Questa Fermana è stata costruita con un criterio, ormai è evidente. A dirlo non sono i numeri, secondo posto in classifica con 32 punti, ma il modo di giocare. Non è una squadra che brilla per fantasia, non è una che può dominare la partita, dando sempre l’impressione di poter fare male all’avversario, ma è una squadra quadrata, con equilibri sempre più definiti, che ha davanti, o meglio sulle fasce, giocatori pronti a inserirsi e andare in rete: 26 i gol segnati fino a oggi a fronte di 16 subiti.

Le ultime prestazioni di Russo, Petrucci, lo stesso Cremona, che è punta ma molto più esterna di un Molinari, lo stanno a dimostrare. Attraverso questo equilibrio, i canarini vincono senza strafare con quel gol di scarto che spesso fa storcere la bocca ad avversari e tifosi ma che a oggi ha spesso significato tre punti.

Che sia una squadra capace di offendere contro chiunque lo dimostra un dato: 10 vittorie. Unica del girone a esserci riuscita. Ma non solo, di queste e dieci 5 sono arrivate al recchioni e cinque in trasferta, a dimostrazione di un gruppo che non teme gli stadi più caldi. Anzi, inizialmente il vero tabù era proprio il Recchioni, ma i primi gol di Molinari sotto la curva sud, da un paio di gare diventata tribuna laterale per aumentare il calore della quadra, hanno cambiato il destino.

E il mercato è sempre aperto. Scoperto che Degano era una boutade per svegliare Margarita, la Fermana è vigile sul mercato, conscia che proprietà e sponsor, a cominciare da Vega sempre più coinvolto, la C non solo la guardano, ma la mirano. Senza proclami, senza pressioni, ma con la consapevolezza che in questo girone, fatto di ottime squadre, non ci sono più né Samb, né Fano, compagini un anno fa costruite con budget superiori alla media e, giustamente, arrivate in LegaPro. San Nicolò e Vastese, al momento ai piani alti, non hanno nulla in più della Fermana. Certo, il Matelica è sempre lì, due punti dietro i canarini, e tutti sono consci che i nomi prima o poi porteranno risultati. Ma fino a che non accadrà, difesa e contropiede, pochi fronzoli, anche se il piede di Omiccioli capace di cambiare gioco mancherà, e cinismo sotto porta. Così si vince, così si darà ancora una volta ragione a Destro e a chi la squadra l’ha costruita rispettando i conti, Fabio Massimo Conti.

@raffaelevitali 

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