Fermana in campo per il riscatto e per le donne. Simoni: "I tifosi la nostra forza"

fermanaallenamento

Prima del match verrà letto questo messaggio: “Il vero uomo conquista con la forza del suo cuore, non con quella delle mani. Le donne non sono proprietà di nessuno, se non di loro stesse, non sono la metà di niente, sono persone".

FERMO – Allo stadio con le donne nel cuore e sul braccio. I giocatori della Fermana e del Pineto, come tutti quelli della serie D, scenderanno in campo con un nastro di colore rosso, simbolo del No alla violenza sulle donne. Una gara importante per la Fermana, che deve riscattare il ko con il Matelica, che ha lasciato più rabia agonistica che delusione. Vuoi anche per l’abbraccio e il lungo applauso dei tifosi, oltre un centinaio, a fine partita. “Al ritorno avremo la nostra vendetta. Testa comunque già a domani, quando spero che la nostra squadra scenderà in campo con determinazione – sottolinea il presidente Simoni - per mantenersi ancora nel posto che riteniamo possa essere quello di sua competenza, nei cosiddetti quartieri alti della classifica”.

Prima della partita verrà letto anche questo messaggio, su tutti i campi dalla A ai dilettanti:

“Il vero uomo conquista con la forza del suo cuore, non con quella delle mani. Le donne non sono proprietà di nessuno, se non di loro stesse, non sono la metà di niente, sono persone. Persone che troppo spesso, in nome di una ignoranza che si ammanta di presunta superiorità muscolare, vengono sopraffatte, umiliate, ferite nel corpo e nella dignità.

La violenza sulle donne è subdola, felpata, spesso non gridata, produce lividi nell’anima oltre che nel corpo; si fa forza e cresce nel silenzio, nell’omertà e nel grigiore di quotidianità fatte di paura e sopruso. Violenza è anche uno sguardo non voluto, un apprezzamento volgare, un’attenzione non richiesta. Noi diciamo basta. Non una di meno. Il Dipartimento Calcio Femminile, la Lega di Serie B, la Lega Pro e la Serie D sposano il progetto della ‘giornata contro la violenza sulle donne’,

e le calciatrici ed i calciatori indossano al polso un nastro rosso, simbolo di passione, coraggio e volontà, ma anche del troppo sangue innocente versato da uomini indegni di tale nome. Lo sport, il calcio, possono e devono essere palestra della persona, insegnando i valori del rispetto di sé e dell’avversario, mai diverso, mai più debole, mai inferiore”.

@raffaelevitali