Valdes, il bomber della Fermana che sogna Romario: "Siamo un gruppo straordinario"

valdes

Come è cambiata la Fermana con Destro? “Da luglio sono convinto che siamo forti. Ci ha dato molta consapevolezza, ci ha fatto capire cosa sappiamo fare se ci alleniamo bene".

FERMO - Sebastian Valdes ha un idolo, Romario, e un obiettivo, portare in alto la Fermana. E per raggiungerlo dà sempre il massimo, che sia in campo, o che il mister lo lasci in panchina ad incitare i compagni.

Nato a Buenos Aires, adottato dall’Abruzzo ancora giovane in serie minori, ha poi conquistato Osvaldo Jaconi che l’ha portato prima a Civitanova e poi a Fermo, dove era uno degli intoccabili, un punto fermo. Oggi, come tutti, si gioca il posto ogni domenica, magari dopo essersi mangiato una pagnotta di pane ai cinque cereali nel forno di Porto San Giorgio, dove ormai è di casa.

Valdes, domenica è tornato titolare e ha anche segnato esultando in odo strano. Ce la spiega?

“Ho fatto il t-rex. Un modo scherzoso per prendere in giro Urbinati che è soprannominato Trex. Siccome si capiva che avrei giocato, lui mi ha caricato molto in settimana. E per ringraziarlo l’ho omaggiato con gol ed esultanza”.

Gol facile, ma importante?

“Una gara come quella di domenica se non la riprendevamo subito finiva male. Se avessimo preso il 2-0 diventava difficilissima. Per fortuna ho segnato. Facile? A Isernia il loro portiere ha preso di tutto. Diciamo che domenica l’ho alzata bene”.

Dall’arrivo di Destro non aveva mai giocato. Come mai?

“Non mi aveva ancora usato, però in queste settimane ho sempre avuto l’impressione di poter giocare. ‘Chi si impegna e chi dà tutto con me gioca’ ha detto il mister. E io ho fatto tesoro di queste parole. Il primo approccio è stato per questo positivo. Sapevo che prima o poi sarei entrato”.

Le piace Fermo?

“Molto, starei più qui che a casa, più in campo e ad allenarmi che a leggere i miei libri”.

Ultima gara nel 2015 da capitano e poi?

“Poi il vuoto. Mi chiedo perché. Ma questo è un grande gruppo, in sette anni che sto in Italia mai trovato uno così coeso. Questo aiuta. A me piace sorridere e far star bene i compagni. In questo modo si affronta meglio anche la panchina”.

Quanto conta il gruppo in una squadra?

“Senza gruppo, ma con tanti soldi, fai poco. Guardiamo la Samb, non è una squadra di super fenomeni, ma hanno un gruppo strepitoso e hanno vinto il campionato”.

Quattro gol al Recchioni, e fuori solo pali, come pali?

“I due pali erano importanti. Quello con la Vis Pesaro, poi abbiamo perso, avrebbe forse cambiato la stagione”.

Ora il Giulianova, dove lei è un ex. Cosa ricorda?

“Ricordi non belli. Situazione paradossale, con una società precaria, con un circo anche tecnico con allenatori che cambiavano di continuo. La gara che mi aspetto, e così con la Fiolgore, è una partitaccia. La classifica li condanna, ma correranno e cercheranno di salutare il pubblico nella miglior maniera”.

Obiettivo è mangiare punti alla Recanatese oggi avanti di quattro lunghezze?

“Ogni tanto uno ci pensa, ma non guardiamo a questo. Affrontiamo il futuro gara dopo gara e allenamento dopo allenamento. Destro ogni giorno tira le somme”.

Come è cambiata la Fermana con Destro?

“Da luglio sono convinto che siamo forti. Ci ha dato molta consapevolezza, ci ha fatto capire cosa sappiamo fare se ci alleniamo bene. Siamo riusciti a cambiare approccio negli allenamenti, lavorando sodo. Cresciuta o cambiata, di certo la Fermana è migliorata anche a livello di umiltà”.

@raffaelevitali