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Le mani di Olczak sui sogni della Fermana: "Sbaglia anche Buffon, ma io odio le papere"

olczak

Dalla Toscana alle Marche, cosa è cambiato? “Pistoia era vicino a Firenze, qui sto a Montegranaro. Forse questa è la differenza principale”.

FERMO – Ottimo l’italiano, imparato sul campo, ma passaporto polacco e voglia di girare per il mondo: è Michal Piotr Olczak, il ventenne portiere della Fermana.

Olczak, 20anni e tante squadre, dove è iniziata la sua carriera?

“Un anno a Pistoia, avevo 17 anni. Con quella squadra abbiamo vinto il campionato di serie D, io h giocato tre partite. Poi mi hanno confermato come secondo e ho disputato una decina di partite in serie C e a fine stagione è arrivata la chiamata della Fermana”.

cLa sua famiglia è in Italia con lei?

“La mia famiglia è in Polonia, un fratello gioca nella C polacca. Mio padre è un ex giocatore, faceva il portiere, e ora allena i giovanissimi”.

Giovane, ma sempre titolare, è stanco?

“Stanco no, di certo tutti abbiamo bisogno di una spinta, di un consiglio da parte di un over che può aiutare un giovane a crescere in campo. Una guida servirebbe sempre, ma volendo crescere, giocare è il miglior modo”.

Per il portiere un errore è decisivo, come lo vive?

“Sbaglia anche Buffon, che è campione del mondo. Faccio di tutto per non sbagliare e questo mi dà forza”.

Come giudica il suo rendimento in questa stagione?

“Impossibile dirlo, ci pensa il mister”.

La parata più bella?

“MI è piaciuta quella quando abbiamo peso con Campobasso e anche ad Agnone”

Le papere?

“Me le ricordo molto di più di una buona. Impossibile dimenticare l’errore contro la Samb, con la palla che mi è passata sotto le gambe”.

Due grandi attacchi, Fano e Matelica, e un solo gol. Era preparato?

“La difesa ha girato alla perfezione, io sapevo cosa fare. La concentrazione è massima perché in questa fase di stagione il dettaglio decide il match”.

In casa da alcune settimane uscite sempre sconfitti, come mai?

“Spesso un tiro e un gol. E questo mi fa arrabbiare tanto, perché ti fa pensare che qualcosa non ha funzionato. Succede, ma non succederà più”.

Domenica l’Isernia, gara per il salto di qualità?

“Guardiamo sempre a chi ci sta dietro, perché se guardi avanti ti riprendono quelli che inseguono”.

Pronto per andare anche all’estero?

“Sono pronto per giocare ovunque e spero in serie superiori”.

Dalla Toscana alle Marche, cosa è cambiato?

“Pistoia era vicino a Firenze, qui sto a Montegranaro. Forse questa è la differenza principale” conclude sorridendo il numero uno canarino mentre i compagni lo chiamano in campo, è tempo di sudare e parare.

Raffaele Vitali

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