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Un solo errore, ma vale un rigore: la Fermana perde e al Recchioni si spengono anche le luci

lucistadio5

Mai come oggi i gialloblù sono stati ordinati in campo con Giandonato che ha dimostrato ancora una volta che se resta concentrato con il pallone tra i piedi fa quello che vuole.

FERMO – Neppure il black-out salva la Fermana. Una cosa è certa, se questa è la capolista, la Fermana deve solo rimpiangere di non avere un attaccante in grado di centrare la porta. Perché se fossimo in un ring, la vittoria ai punti tra canarini e Pordenone sarebbe andata alla squadra di Destro. Solo che se sei la capolista ti basta anche un lampo, magari un errore dell’avversario, per trasformarlo nel gol che vale tre punti. E questo è accaduto a dieci minuti dalla fine. Peccato, meritava di la Fermana.

Mai come oggi i gialloblù sono stati ordinati in campo, pur dovendo fare a meno di capitan Comotto, perno della regia difensiva. Scrosta non ha fatato notare l’assenza e in mezzo al campo Giandonato ha dimostrato ancora una volta che se resta concentrato con il pallone tra i piedi fa quello che vuole. Impreciso Maurizi, che raramente ha azzeccato due passaggi di fila, praticamente inesistente davanti Zerbo, che da Lupoli sta prendendo la parte meno interessante, ovvero i tuffi e le proteste. Il 29 gialloblù ha corso ininterrottamente coprendo ogni angolo del campo, come si fa poi a chiedergli di inquadrare la porta nell’unica occasione che gli capita dopo un ottimo inserimento di Sperotto. L’attaccante e Iotti sono i due polmoni, che non appena calano nella spinta fanno tremare tutta la linea difensiva. Destro ha provato a metà secondo tempo a dare un po0 di verve inserendo Malcore, ma l’attaccante ha ancora qualche chilo di troppo e gli manca lo scatto. In una gara come questa in cui l’unico modo per infilare il Pordenone è correre, non è esattamente il compagno di reparto ideale per Lupoli.

Nessun rischio per Marcantognini che fino all’80esimo non ha neppure mai dovuto fare un tuffo. Gli uomini di Tesser, che hanno un piede in serie B, hanno fatto vedere ben poco della squadra decanta capace di irretire gli avversari con il bel gioco. Ma va anche detto che la Fermana, sotto il gelido vento fermano, ha trovato un alleato in più, il terreno di gioco. Impossibile giocare con la palla a terra e con il vento anche i lanci lunghi hanno trasformato ogni tentativo di apertura in un rischio di contropiede avversario. Meglio per i canarini, che non fanno del palleggio il biglietto da visita, ma peggio per il calcio.

Ci voleva l’errore per decidere il match. E purtroppo lo ha commesso al Fermana con Soprano che rinvia contro a Urbinati, la palla rimbalza e finisce nei piedi un attaccante del Pordenone che Iotti non può fare altro che abbattere. Calcio di rigore, senza proteste e a Burrai non resta che segnare. È l’80’ quando il muro difensivo della Fermana cade. Vorrebbe rimontare la Fermana, Destro inserisce anche Van Der Heijden, solo che i lampioni improvvisamente si spengono a cinque minuti dalla fine. I giocatori restano in campo, l’arbitro si confronta con i tecnici, lo speaker dopo 7’ annuncia che entro cinque minuti si riparte. Ogni luce che si riaccende è accompagnata dal boato, almeno rispetto al 2017, quando le luci si spensero e del fumo uscì dal generatore, i pompieri non sono dovuti intervenire.

La lunga sosta, tredici minuti, non fa perdere la concentrazione al Pordenone nonostante le urla di Destro che ha cercato di spingere i suoi verso il pareggio. Passa la capolista che continua la sua fuga in campionato. Ai canarini resta solo l’amarezza di un punto perso.

Raffaele Vitali

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