Maurizi segna, la Fermana sorride: il 2018 è da incorniciare. Ma non tutti lo capiscono

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Se subisce gol difficilmente vince la squadra canarina, ma se la difesa tiene, e alla fine otto gol nelle ultime sette giornate non erano un dramma, si può anche vincere.

FERMO – Una sconfitta: depressione. Una vittoria: play off. Due sconfitte: dramma. Una vittoria: play off. Ecco il mondo della fermana visto da fuori dal campo. Non certo da Flavio Destro, il tecnico che oggi si gode la vittoria a Verona contro una compagine che si è dimostrata inferiore sotto tanti aspetti.

Vince la Fermana, chiude il 2018 con il sorriso e manda un messaggio ai tanti critici: questi siamo, una volta perdiamo, ma di certo non molliamo. Se subisce gol difficilmente vince la squadra canarina, ma se la difesa tiene, e alla fine otto gol nelle ultime sette giornate non erano un dramma, si può anche vincere. Certo, bisogna metterla dentro e a Verona ci ha pensato nel secondo tempo Maurizi, caldo fin dai primi minuti. Inizia e termina in attacco il suo match la Fermana che ha scoperto il portiere Marcantognini e ora potrà riposare e ricaricare le pile. E si sa, per giocare alla Destro servono gambe in forma e tanta voglia di faticare.

L’anno lo chiude al terzo posto, a meno che il Ravenna non vinca nel posticipo, con nove vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte. Ci vuole calma, quella che non perde mai il patron Vecchiola che silente osserva e manda i suoi input senza pressioni. Quella che ogni tanto sembra perdere il presindete Simoni, ma solo per troppo amore, non certo per rabbia. Quella che, invece, esplode ogni tanto sui social, la piazza virtuale che è meglio dimenticare piuttosto che esaltare.

r.vit.