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Coppa amara, Bigioni, Poderosa: "Noi meglio fuori che in campo. Pensiamo al campionato"

Il presidente della Poderosa: “Roma più forte? Una squadra non si giudica in una partita. Sono altri i fattori che la decidono. La differenza non c’è, non con questo punteggio".

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di Raffaele Vitali

RIMINI – Ci sono le battaglie e c’è la guerra. La prima la Poderosa l’ha persa, male, contro Roma in semifinale di Coppa Italia. La seconda riprende domenica a Bisceglie e vale la promozione in Legadue.

Riccardo Bigioni, perché la Poderosa ha perso?

“Difficile dirlo, rispetto agli altri abbiamo avuto meno intensità, meno aggressività soprattutto nel terzo periodo”.

Eppure eravate pronti?

“Lo credevo, ma a quanto pare anche loro l’avevano preparata bene. Il motivo della sconfitta non c’è. Ma il terzo quarto ci ha condannato. Abbiamo segnato dieci punti in otto minuti. Lì il match ha preso la piega sbagliata”.

Roma è così più forte?

“Una squadra non si giudica in una partita. Sono altri i fattori che la decidono. La differenza non c’è, non con questo punteggio. Noi sotto tono, forse l’emozione della prima volta”.

Già, la prima volta: comunque soddisfatti?

“Il risultato era il sogno. Essere tra le migliori quattro era un premio. Partecipare era l’obiettivo, vincere era la speranza”.

Montegranaro si è distinta anche fuori dal campo?

“Mi sono emozionato nel vedere una macchia gialla in tribuna. Significa che stimo lavorando bene e il verso è quello giusto”.

Cosa temi per la ripresa del campionato?

“Abbiamo perso, ma il vero obiettivo è vincere il campionato. L’esperienza deve farci crescere, non demoralizzare”.

Gli uomini più esperti hanno fallito la prova?

“Qualcosa in più me lo aspettavo, ma non li giudico per oggi”.

Ha visto giocare Orzinuovi e Forlì, impressioni?

“A livello fisico sono molto forti. Hanno investito molto e in campo il livello tecnico si nota”.

Chi vince la Coppa secondo Bigioni?

“Forlì facile” commentano Riccardo e Ronny, mai come in questa lettura uniti.

La speranza ora è che domani, nel girono delle finali, chi arriva si fermi prima nello stand realizzato e assaggi un pezzo di Marche, portandosi a casa un dépliant sul territorio: “Fuori dal campo diciamo che si parlerà di Montegranaro”. 

@raffaelevitali 

Una Coppa piena di veleno: la Poderosa schiacciata da Righetti saluta Rimini

Resta lo spettacolo del pubblico e la standing ovation per Giorgio Broglia, l’unico che dal primo all’ultimo minuto passato in campo ha fatto qualcosa per poter vincere. 

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di Raffaele Vitali

RIMINI – La tribuna è gialla e lo saprà tutto il mondo, visto che la partita è andata in diretta su Lnp Tv e la Legapallacanestro ha scelto di mettere a favore di camera i 300 tifosi arrivati da Montegranaro. Ma la semifinale si colorerà di bianco, il colore dell’Eurobasket Roma (71-85 il finale). Una squadra vera quella guidata da Davide Bonora, che trova canestri dopo 4-5 passaggi. Piedi a terra per Rizzitiello, Staffieri, Casale e fare canestro diventa facile. Tutto l’opposto la Podeorsa, mai così imprecisa. Tremano le mani, soprattutto a rimbalzo, quando la palla scivola via regalando secondi tiri agli avversari.

La delusione è tanta, le aspettative erano ben altre, ma la cronaca del match è impietosa: Roma sempre avanti, sempre in controllo del match e Poderosa incapace di trovare una chiave di lettura diversa. La partita si è decisa nel terzo quarto, quello in cui Furio Steffè non ha trovato il modo di cambiare l’inerzia del match e per otto minuti neppure gli uomini in campo. E il motivo è semplice: non può permettersi di ‘perdere’ i titolari in vista de rush finale del campionato, quello che davvero vale la Legadue.

Resta lo spettacolo del pubblico e la standing ovation per Giorgio Broglia, l’unico che dal primo all’ultimo minuto passato in campo ha fatto qualcosa per poter vincere. Il basket è una scienza esatta, se la palla non gira e non ti chiami Jordan, canestro non lo fai. Roma lo ha capito, Montegranaro, purtroppo, no.

Primo quarto

Il primo possesso è di Roma, i ritmi sono alti, le mani calde, fino a quando, dopo 3’ non crescono le difese. Ma Roma ha tante bocche da fuoco e così, dopo l’avvio veemente del pivot Dip, sono Stanic e Righetti a mettere il turbo (18-25 al 9’). Rientra male in difesa la Poderosa nei primi minuti di gara. E il motivo è semplice, troppa fretta in tacco, con tiri che arrivano dopo un passaggio e uno o due blocchi. L’opposto dell’Eurobasket che trova le sue triple dopo una eccellente circolazione di palla iniziata con un classico penetra e scarica di Stanic. Il rimbalzone di Gatti a pochi secondi dalla fine, con canestro, viene però vanificato da una tripla sulla sirena di Casale che vale il 21-28.

Secondo quarto

IN due minuti di pausa Steffè rivoluziona le menti dei suoi uomini che entrano in campo e in un amen prima pareggiano, poi sorpassano (30-28). Il break è figlio di un paio di giocate da campioni di gatti e Trionfo, ma è al difesa, con due palle recuperate, a cambiare il ritmo. Fino a quando Davide Bonora chiama time out. L’inerzia però +è gialloblù e il break si allunga (32-28). È la fuga? Purtroppo no, perché una palla persa e una forzatura di troppo bloccano l’allungo. E ci si mettono anche i difensori di Roma ad aumentare l’intensità e a usare le mani, prontamente viste dagli arbitri. E infatti, 5 falli Roma 0 Poderosa dopo 4’ di gioco. Diomede fa e disfa: una penetrazione da serie A contro Righetti e poi una banale infrazione di passi e così torna Di Trani. La partita si blocca e solo un fortunoso tiro di Dip rianima Roma (34-33 al 16’). La Dino Bigioni spreca e contro la squadra che sta dominando il girone C non è ammissibile (38-44 con Petrucci).

Terzo quarto

Roma ha fatto una scelta: spingere, raddoppiare e non far entrare Montegranaro in area. Piano perfetto anche per i primi 3’ di terzo quarto che diventano una lunga salita per i gialloblù di Steffè che non hanno nulla da Sanna, tranne le proteste. Il coach della Dino Bigioni, però, non cambia, nonostante il -12 che una tripla di Simone Di Trani lenisce al 25’ (44-53). Il coach chiama time put, prova a calmare i suoi e continua con lo tesso quintetto che non sta riuscendo a capire come attaccare la difesa di Bonora.

Caos in campo, la palla non gira, uno gioca da solo e così, con la difesa piena di maglie bianche, il canestro diventa piccolo. E invece, Roma, con calma, dopo gli errori, ritrova la lucidità e fa girare il pallone che così diventa leggero ed entra bruciando la retina (46-61 al 28’). Finalmente Steffè si ricorda che il break nel secondo quarto l’ha fatto con Trionfo, Diomede e Gatti. E l’effetto si vede negli ultimi dieci minuti.

Quarto periodo

Non è arrivato alla Poderosa per stare in panchina, scalpitava e al rientro dopo i 2’ di break lo dimostra. Due conclusioni da tre punti e la gara si riapre, perché la Dino Bigioni torna a -9 con 4 lunghi minuti da giocare. Che diventano però un incubo (foto Jacopo Pirro).

@raffaelevitali 

LEGGI - INTERVISTA A RICCARO BIGIONI

Intervista. Steffè: "Di Trani tira meno? Ha capito come può far vincere la Poderosa"

Dino Bigioni prima in classifica: "Dobbiamo essere oggettivi, su sei partite che restano ne abbiamo due in casa e quattro fuori: Taranto, Bisceglie, Ortona e Falconara. Quindi abbiamo il campionato più difficile di tutte le prime tre”.

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MONTEGRANARO – Lunedì di relax, con i giocatori immersi nelle vasche calde dell’hotel Horizon e Furio Steffè a ragionare su quello che si può migliorare in vista della semifinale di Coppa Italia a Rimini contro l’Eurobasket. E per migliorare oggi si riparte da quanto visto domenica. “Campli è una squadra compatta, che gioca bene. Ero preoccupato. Noi siamo stati bravi a non pensare che a questa partita. Siamo partiti forte, difendendo. Abbiamo avuto un calo a livello difensivo concedendo canestri facili, ma il vantaggio accumulato all’inizio ci ha lasciato tranquilli”.

Coach, cosa le è piaciuto in particolare?

“La squadra dà di più in meno tempo. Tutti sono coinvolti e abbiamo più falli da spendere”.

Campli ha usato molto la zona, la ‘vecchia’ Poderosa faticava di più. Cosa è cambiato?

“Muoviamo bene la palla, coinvolgendo anche i lunghi anche se di passaggio perché l’area di Campli era molto chiusa. Abbiamo però brontolato troppo con gli arbitri. Dobbiamo pensare a giocare e meno a protestare. Quando invece siamo determinati e concentrati riusciamo a fare la scelta giusta”.

Sanna ha avuto due minuti di follia, per lui insoliti. Il coach come li spiega?

“All’inizio lo battezzavano al tiro: lui ha segnato ed è partito bene. Il cambio, la panchina, non l’ha aiutato. Ma giocando 20 minuti deve essere bravo ad attivarsi. E infatti alla fine, ritrovata la tranquillità, ha messo un’altra tripla”

Veniamo all’ex bomber, oggi diligente giocatore. Quale è il vero Simone Di Trani?

“E’ una sua scelta quella di passare di più la palla. Lui si sente utile. Ha visto che nelle ultime quattro partite vinciamo quando lui crea gioco per i compagni. Che fosse un egoista, nel caso qualcuno ancora lo credesse, è falso”.

Steffè, l’altra bella notizia è che San Severo ha perso.

“Pensiamo a noi e alla nostra forza. Fa capire una cosa importante: in queste sei partite che restano, sono difficili tutti ii campi. Se molli un attimo sono tutti pronti a farti lo sgambetto. E poi dobbiamo essere oggettivi, su sei ne abbiamo due in casa e quattro fuori: Taranto, Bisceglie, Ortona e Falconara. Quindi abbiamo il campionato più difficile di tutte le prime tre”.

Coppa Italia, come la prepara?

Abbiamo preparato tutte le tre avversarie. Video e schemi pronti per affrontare l’Eurobasket e chi speriamo arriverà in finale. E poi ci alleneremo tutta la settimana nell’orario, le 1530, in cui giochiamo a Rimini”.

Raffaele Vitali

Quando gioca così, il Trionfo per la Poderosa è scontato: Campli e San Severo vanno ko

E’ evidente che la Poderosa sta cambiando pelle e così modo di giocare. Una scelta obbligata che Steffè sta cercando di rendere tecnicamente vincente.

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di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Tutti a Rimini. E da primi in classifica. Domenica stellare per la famiglia Bigioni. Una grande vittoria (82-61) quella della Poderosa contro Campli. Squadra ostica quella abruzzese con delle ottime individualità, Petrazzuoli su tutti, che Mellina fa girare alla perfezione, soprattutto in difesa. Continui cambi difensivi e lunghissimi minuti a zona per l’allenatore accolto a Montegranaro con la standing ovation per il suo glorioso passato in maglia Sutor. Ma non basta quando la Poderosa gioca di squadra. Al contempo, una grande sconfitta quella di San Severo che inciampa contro la classe di Mocavero a Monteroni e lascia il primo posto della classifica a Montegranaro, che ora è di nuovo artefice del suo destino.

E’ evidente che la Poderosa sta cambiando pelle e così modo di giocare. Una scelta obbligata che Steffè sta cercando di rendere tecnicamente vincente. Nuovi equilibri in campo, con i protagonisti del girone di andata che stanno lasciando tiri e minuti nelle rotazioni allungate. È così che Simone Di Trani da prima opzione offensiva si sta ritagliando un ruolo da comprimario di lusso che sa anche difendere. Prende pochi tiri, penetra meno del solito, ma soprattutto ha migliorato il timing del passaggio decisivo, quello che diventa assist se viene chiuso nel raddoppio.

Certo, in vista della Coppa Italia un Di Trani in doppia cifra farebbe piacere anche a Steffè, ma se la Poderosa gioca come i primi due quarti contro Campli sarà difficile batterla. Quando ti trovi a fronteggiare una zona mobile come quella abruzzese hai una sola chance: girare il pallone. E i gialloneri l’hanno fatto alla perfezione per quasi tutta la partita, fuorché un passaggio a vuoto a fine secondo quarto che riporta Campli a -12. Un fuoco di paglia che solo due minuti di follia di Sanna, errori e tecnico, possono alimentare (42-33). A quel punto entra in gioco Steffè: fuori il 7 dentro Trionfo, e quando Meo è in giornata per la Poderosa il risultato è scontato: vittoria.

Nella festa giallonera entra a pieno titolo Simone Gatti con triple e schiacciate che gasano il pubblico. Se non fosse per la voglia incredibile di Petrazzuoli di non mollare, Campli di punti ne prenderebbe 30, ma l’ala grande che gioca da play illumina la serata con un passaggio no look dietro schiena degno di un paio di categorie in più (74-57).

Steffè, seconda buona lettura del match, ferma tutto con il time out. Chiede calma ai suoi, che hanno in campo Fabi al posto di un Rossi implacabile da tre punti e si affidano alle braccia forti di Rosignoli, che ha subito Tomasello solo nei punti personali. Alla fine tutti sotto la curva, con i giocatori a cantare con i tifosi che esplodono all’annuncio della sconfitta di San Severo. E ora tutti a Rimini, c’è una coppa Italia da vincere.

@raffaelevitali

Più siamo, meglio giochiamo: Matteo Fabi e la Poderosa in vetta con Diomede

Domenica però si cambia avversario e arriva Campli. Partita con i favori del pronostico, quantomeno per un posto tra i grandi, gli abruzzesi hanno ceduto i due totem sotto canestro e hanno ricominciato a vincere.

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MONTEGRANARO – Perdi i migliori, Giuliomaria e Fattori, e continui a vincere. Perdi i migliori, Tessitore e Maganza, e continui a vincere. Se la Poderosa si guarda dietro le spalle vede due squadre con il coltello tra i denti che fanno canestro, difendendo, e che inseguono a due e quattro punti. Due squadre, Campli e Falconara, che hanno migliorato gioco e risultati dopo due cessioni eccellenti. Accade nel basket, se l’allenatore è bravo, se il resto del roster è di livello e se senza il cappello dei più forti e pagati ognuno si responsabilizza.

La Poderosa ha scelto la strada opposta, e vince lo stesso, aggiungendo, anziché togliere, nel reparto piccoli con l’acquisto di Diomede. Che ha già conquistato pubblico e, soprattutto, compagni. Anche quelli a cui toglie minuti come Matteo Fabi.

Il play di Porto Sant’Elpidio ha iniziato la sua stagione in sordina avendo il ruolo di comprimari. Non facile per chi l’anno prima gestiva 35’ di gioco all’Ecoelpidiense. Ma il numero 6 giallonero non si è perso d’animo e si è ritagliato un ruolo di rottura, con i suoi arresto e tiro da tre punti e di difesa, sa essere asfissiante sul play avversario. Da qui il crescere del minutaggio, anche ora che da un paio di settimane la Poderosa ha inserito l’ex stella di Ortona.

“Il vero merito di Manuel Diomede è stato quello di entrare nel gruppo a livello caratteriale. Ne parlavamo proprio qualche giorno fa: sembra che stia con noi da inizio anno, sia in campo che fuori”. Quale miglior benvenuto per un nuovo giocatore? Che Fabi abbia il cuore grande lo dimostra anche l’accoglienza avuta nella sua ex Porto Sant’Elpidio durante il derby stravinto dalla Poderosa: “La cornice di pubblico è stata fantastica, ovvio che fossi emozionato. La gara l’avevamo preparata molto bene e siamo riusciti a lavorare al meglio per arginare i loro punti di forza e a gestire la partita fin dall’inizio”.

Domenica però si cambia avversario e arriva Campli. Partita con i favori del pronostico, quantomeno per un posto tra i grandi, gli abruzzesi hanno ceduto i due totem sotto canestro e hanno ricominciato a vincere: “E’ una squadra solida che ha un fattore campo decisivo. Ha cambiato qualcosa nel roster, ma ha una tale mentalità che in ogni caso riescono sempre a fare bene. Per questo stanno continuando a macinare”. Domenica alle 18 ultima sfida prima delle finali di Coppa Italia a Rimini: concentrazione e determinazione, nulla di più chiede coach Furio Steffè.

Raffaele Vitali

Poderosa, il basket a Rimini diventa spettacolo: app per indovinare chi vince e pullman per tifosi

La quota di iscrizione è di 17 euro a persona (5 euro per i bambini da 0 a 6 anni) e comprende viaggio in pullman, biglietto d’ingresso e t-shirt celebrativa.

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MONTEGRANARO – Chi vincerà le finali di Coppa Italia in programma a Rimini dal 4 al 6 marzo? I tifosi potranno dire la loro e farlo attraverso una applicazione per il cellulare. È il progetto Real Fan Lnp, realizzato dalla Lega Nazionale Pallacanestro con la start up TrackAbile. 

“Attraverso questo progetto i fan delle squadre partecipanti alla IG Basket Cup e tutti gli appassionati di pallacanestro potranno esprimere pronostici sulle 15 gare in programma nelle tre giornate, utilizzando la app TrackAbile, gratuita e disponibile per piattaforme iOS e Android”. Alla fine, chi avrà azzeccato più risultati verrà premiato. I primi tre in classifica saranno eletti Real Fan 2016. I migliori 10 vinceranno “esperienze o gadget” esclusivi proposti da TrackAbile: accrediti per una gara della squadra del cuore, esclusive T-shirt autografate, abbonamenti Lnp Tv Pass.

Anche la Poderosa guarda ai tifosi e ha organizzato un pullman per la partita di sabato a Rimini contro l’Eurobasket Roma, in programma alle 1530. La partenza è per le 10 del mattino dal palasport. La quota di iscrizione è di 17 euro a persona (5 euro per i bambini da 0 a 6 anni) e comprende viaggio in pullman, biglietto d’ingresso e t-shirt celebrativa. Per info 335 8218490.

Rosignoli show: la Goldengas non si accende e la Poderosa stravince

Nota finale di coach Steffè per il gioiellino di casa, Simone Barbante: “Ha segnato quattro punti, sono felice”.

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MONTEGRANARO – La Poderosa sta cominciando a giocare da grande squadra. E lo dimostrano le ultime tre partite chiuse non con semplici vittorie, ma con prove di forza imponenti. Ultima malcapitata sotto le mani del gruppo di coach Steffè è la Goldengas Senigallia (89-57). Una partita temuta all’inizio che è invece volata vi in un amen, con il 12-2 iniziale.

Tutti protagonisti i gialloneri, con il totem sotto canestro a prendersi la palma di migliore in campo, se non altro per la precisione al tiro. Rosignoli ha chiuso con 20 punti e un quasi perfetto 8/9, inclusa una tripla.

La Dino Bigioni domina sotto canestro con il trio Broglia, Rosignoli e Gatti, capaci di prendere da soli più rimbalzi di Senigallia. “All’andata era stato un match molto equilibrato. Le due squadre hanno avuto un atteggiamento sportivo sin dall’inizio ed è bene sottolinearlo. Noi siamo stati bravi a mantenere alta l’intensità difensiva sulla scia della partita di Porto Sant’Elpidio, cercando di concedere sempre tiri difficili”.

Nota finale per il gioiellino di casa, Simone Barbante: “Ha segnato quattro punti, sono felice”. È la dimostrazione finale di una partita in cui ognuno ha messo un mattoncino, e i 24 assist finali ne sono la rappresentazione.

Basket. La Poderosa trova il suo Dio(mede) e annienta l'Ecolepidiense

Rossi da una parte e Torresi dall'altra i due migliori in campo in un derby corretto anche sugli spalti.

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di Raffaele Vitali

PORTO SANT’ELPIDIO - Uno contro tutti non si vince. Anche se qualcuno ha braccia e orgoglio più grandi di tutti. Diego Torresi si merita un lungo applauso. Per il resto, la Poderosa si è rivelata una corazzata. Squadra lunga, completa con nove giocatori che possono fare i titolari, al contrario di una Ecoelpidiense più corta, tradita da Tortù, quello che doveva essere il faro della partita.

Nella sfida tutta pesarese tra Broglia e Tortù, il lungo biancoazzurro ha scelto di non giocare. Ha commesso falli in serie, si è innervosito e ha pure sbagliato una schiacciata in contropiede tutto solo. Giornata da dimenticare e così meglio finire in panchina, commettendo il quinto fallo dopo pochi minuti di terzo periodo.

Steffè deve averli caricati alla perfezione i suoi uomini, perché vedere la Poderosa così concentrata in difesa è raro. Aiuti puntuali, pressing non appena superata la metà campo e, soprattutto attenzione sul primo passo dell’avversario, di solito lasciato penetrare senza difficoltà.

Non se l’aspettava questa aggressività coach Schiavi, che di solito è abituato a stremare gli avversari proprio con le armi che ha subito. L’unico vantaggio dell’Ecoelpidiense è il 2-0 di Boffini. Illude tutti il capitano che da quel momento inizia una sua personale battaglia, che perde, con il canestro. E così si va poco lontano. Perché Rossi è nullo, al contrario del Rossi giallonero che per 20’ è il migliore in campo e decide il match. Canestri da campione quelli del play: triple dall’angolo, dopo un blocco centrale, sullo scarico. È il campione che Steffè stava cercando.

Tra l’altro, con lui in panchina, la Poderosa non cambia e non rallenta, tolte le solite pause che consentono agli avversari in meno di un minuto di passar dal -20 al -12 con palla in mano (43-55). L’altra buona notizia per Steffè è l’inserimento di Diomede, ormai perfettamente riuscito. 15 punti per il play che si conferma alternativa a Rossi e complementare a Di Trani e Fabi.

Se mai ne avesse avuto conferma, ora coach Steffè sa di avere un roster lungo e completo. Sembravano due squadre di categoria diverse. Perché ogni rientro dell’Ecoelpidiense è stato frutto di fatica e impegno, mentre la Dino Bigioni andava a segno con facilità, spesso anche dopo cinque passaggi consecutivi. Merce rara fino a oggi. Ma con la squadra rinforzata e tutti gli uomini a posto, le possibilità d’azione aumentano, come i giochi che il coach deve preparare.

Se questo doveva essere un esame, la Poderosa ha preso 27, che come si diceva all’università era il voto dei bravi che sbagliano una risposta. Per il 30 bisogna superare Senigallia e Campli, le prossime due prima delle finali di Coppa Italia. E farlo senza regalare minuti preziosi agli avversari che con orgoglio provano la rimonta.

La nota più bella, infine, è per i tifosi dell’Ecoelpidiense. A fine partita, con la squadra sconfitta di 20, hanno cantato con i giocatori per 5’ sotto la curva. Tutti insieme, senza insulti e senza fischi. Un esempio da seguire, perché i beniamini si sostengono anche dopo le sconfitte. Soprattutto se si perde contro qualcuno che è davvero molto più forte, ma dando tutto. Torresi insegna. 

@raffaelevitali 

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