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La prima della Poderosa tra un buon Corbett e le gambe pesanti. Pancotto, prime urla gialloblù

pancopode

Contatti da campionato, che hanno anche animato un po’ gli animi. Un paio di pezzi di plexiglass che sono volati dalla curva hanno rallentato il ritmo del match.

MONTEGRANARO – Non facile valutare la prima uscita di una squadra completamente nuova, con un allenatore che da due settimane ha i giocatori sotto le sue mani e un avversario pieno di giocatori atletici e con qualche giorno in più di lavoro nelle gambe. Ma una certezza per la Poderosa Xl Extralight c’è: Corbett ha sempre la mano dritta.

Una Poderosa che parte con il quintetto annunciato: Palermo in regia, Corbett e Negri esterni, Amoroso e Simmons a dominare nell’area pitturata. Chi deve entrare ancora in ritmo partita è il play. Ma non deve stupire, in campo è quello che deve pensare almeno per tre, visto che mentre palleggia ha lo schema da chiamare e i movimenti da valutare prima di passare il pallone. E se il taglio non arriva al momento giusto, ovvero quello disegnato dalla lavagnetta di coach Pancotto, è facile che poi ci sia la palla persa.

Le gambe sono pesanti, di rimbalzi se ne sono visti pochi e, soprattutto, c’è un’alchimia difensiva da migliorare. È la prima uscita, è il primo momento in cui ogni giocatore non ha avuto di fronte il suo compagno di squadra ma un avversario. Che tra l’altro, va reso merito a Roseto, è arrivato con il chiaro intento di vincere e soprattutto di non far giocare la poderosa.

Contatti da campionato, che hanno anche animato un po’ gli animi. Un paio di pezzi di plexiglass che sono volati dalla curva hanno rallentato il ritmo del match. Dopo un paio di quarti dinamici, la Poderosa ha ceduto il passo alla freschezza abruzzese, dove militano molti giovani interessanti. Dopo 8’ senza toccare palla, è cresciuto l’apporto offensivo di negri, che ha preso fiducia grazie a un paio di penetrazioni di qualità. Ha un buon primo passo, è un giocatore che ama crearsi l’azione, diversamente da Campogrande. Chi invece ricorda l’ex ala è Mastellari. Piedi sulla linea da tre punti che aspettano solo di ricevere palla per poter colpire, implacabile, dai 675.

Se il gioco corale crescerà, con tempi di passaggio più rapidi tra Palermo e i lunghi che devono aprire il gioco, visto che sono entrambi pericolosi e quindi oggetto di raddoppi, gli esterni gialloblù potranno divertirsi. Non hanno giocato Treier e Testa, altri due che amano il tiro da tre punti, ma si è capito che il potenziale dall’arco è alto.

Poi, quando cala la concentrazione e si aprono buchi in difesa, ci pensa Pancotto a richiamare tutti all’ordine. Urli, tanti, e pure qualche faccia a faccia per il coach che ha ripreso possesso del suo luogo naturale, il parquet dopo un’assenza troppo lunga. Due le fotografie del coach nel match. La prima quando richiama Petrovic in panchina, reo di avere sbagliato, protestato e non essere rientrato in difesa. “Questa è una squadra, non sei solo tu in campo. Quindi corri e recuperi”. Petrovic, ottimo l’impatto fisico sul match, si è seduto in panchina e le urla del coach sono diventate le parole di Amoroso che l’ha preso sotto braccio e gli ha dato altri consigli. Ecco il duplice lavoro campo fuori che con Pancotto puoi permetterti senza uscire dai binari.

La seconda cazziata è arrivata a Traini, che di certo non difetta di energia. Un paio di errori difensivi e Pancotto si è infuriato. Ha zittito il play davanti a tutti. Ma poi, durante il time out successivo, mentre parlava si rivolgeva sempre a lui. Perché il leader in campo va sempre tutelato. Si cresce così, anche perdendo la prima amichevole, ma tornando in palestra lavorando per poter essere poi pronti alla prossima partita. Tanta gente per la prima uscita e questo è un primo segnale per una squadra che ha un enorme potenziale. Quintetto solido ed esperto, ma al momento macchinoso. Panchina brillante e tignosa. Almeno quando i muscoli appesantiti dal carico a ottobre saranno pronti a esplodere.

Raffaele Vitali

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