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Si parte, raduno e prime certezze. Pancotto: 'Meno centimetri, ma più attributi: ecco la mia Poderosa'

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Giudice della campagna acquisti sarà il campo, ma chi l’ha costruita oggi è soddisfatto. “Nuovi sponsor vicino a questa società. Significa che l’anno scorso abbiamo lavorato bene in campo e fuori" sottolinea Ronny Bigioni.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – “Ciao sono Matteo”. “Piacere, Andrea”. “Ehi man, are you doing”. “Ah, tu sei Filippo”. Benvenuti nel mondo della Poderosa serie A2 bis, benvenuti nel mondo di Dino Bigioni, il presidente che come sempre è il primo ad arrivare e ad accogliere i giocatori nella 'famiglia' gialloblù. Il raduno è sempre un momento speciale, perché non tutti conoscono tutti e il primo impatto, il primo abbraccio, il primo cinque volante può già stabilire il feeling che darà un senso alla stagione. Quella che immaginano di livello i tre che si siedono dietro al tavolo per la prima vera conferenza stampa stagionale: Alessandro Bolognesi, Ronny Bigioni e Cesare Pancotto.

Tre volti per dare il via alla seconda stagione in A2 della Poderosa Pallacanestro Montegranaro. “Teso ed emozionato” si definisce il patron. Una squadra nuova, perno resta il capitano Valerio Amoroso, con uno staff tecnico rivoluzionato, tranne il vice coach Stefano Vanoncini. “È una nuova avventura, con la squadra che volevamo e che siamo riusciti a costruire” aggiunge Ronny Bigioni.

Giudice della campagna acquisti sarà il campo, ma chi l’ha costruita oggi è soddisfatto. “Nuovi sponsor vicino a questa società. Significa che l’anno scorso abbiamo lavorato bene in campo e fuori, grazie al lavoro del nostro staff marketing (da Del Moro a Cassetta, ndr)”. 33.500 persone sono passate sui seggiolini del PalaSavelli, che dopo anni ha ritrovato il grande basket. “E sono persone che credono in noi. Come ci credono le famiglie che scelgono il nostro settore giovanile. Se crescono i ragazzini con la palla in mano, crescono i tifosi, quelli sani” prosegue Bigioni.

I buoni risultati del primo anno hanno aiutato la squadra a entrare nei cuori di uno zoccolo duro di pubblico: “Ripartiamo carichi, con entusiasmo e speriamo che la gente aumenti. Per convincerla organizzeremo molti eventi prima del campionato e durante la stagione”. Pancotto sul tavolo ha una serie di fogli scritti a mano, sottolineati. Sono i punti cardine da cui partire: “Ho trovato un grande attaccamento da parte della società nei confronti della città e un senso di responsabilità verso il territorio”. Per lui una squadra rinnovata e diversa rispetto a un anno fa: “Perché diverso è il campionato. Un conto è partire da matricola. Chi ha scelto la Poderosa ha condiviso un progetto, una idea. Amore e passione sono elementi che mi danno fiducia”.

Squadra costruita passando dal desiderio alla possibilità: “Bolognesi è stato il mio decoder verso i giovani che volevamo”. Il quintetto il coach lo definisce solido, la panchina piena di potenzialità. “Il quintetto dovrà trovare nuovi modi di esprimersi, la panchina può essere la forza nascosta”. Ma per capirla il coach deve allenarli. E dopo le visite di rito, da martedì si correrà.

Una squadra ‘bassa’, giovane, 25 anni di media. “Siamo piccoli come bonsai e duri come la quercia” è l’hashtag che Pancotto lancia e che deve far riflettere le avversarie. Bolognesi incassa i complimenti e spiega le scelte: “Dovevamo rinnovarla in alcuni spot, ci serviva più fisicità. E ci siamo riusciti. Vedremo poi il risultato”.

La Poderosa si dà degli obiettivi. E li riassume Bigioni: “In primis mantenere la categoria. Era la richiesta un anno fa, è quella che ribadisco. Per questo territorio la A2 è perfetta. Poi vogliamo divertirci e far appassionare la gente. Se riusciamo a giocare i play off sarebbe un bel quadro da appendere”. Bolognesi su questo aggiunge: “Se ogni nostro giocatore farà un campionato super, noi riusciremo a tenerlo. Oggi non abbiamo lo status, che non è solo una questione economia, per tenere chi vogliamo. Fare un campionato di livello ci permetterà di fare questo. Quest’anno ci consolidiamo, il prossimo anno faremo un ulteriore passo. È il motivo per cui abbiamo firmato un biennale con Pancotto”. E il coach riassume: “Salvezza come piacevole abitudine, play off come sogno. Parto da tre parole: umiltà, ambizione e presunzione. A noi la terza non serve. Sappiamo che i primi posti del campionato sono già stati occupati, anche se ci piacerebbero. Ma questo non mi toglie la voglia, io parto per competere. Prima devo conoscere la forza della mia squadra, dobbiamo farci i muscoli. Cercheremo di dare un senso a quelli che dicono dobbiamo vincere iniziando a dire: noi ci prepariamo per vincere”.

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