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'Play, guardia o ala: marco tutti, anche se americani'. Ecco Matteo Negri, il mastino della Poderosa

matteonegri maglia

La nuova ala gialloblù: “Quattro anni con Pilla mi sono trovato molto bene. Mi ha dato molte responsabilità e fiducia. Ho parlato con vari amici che hanno avuto Pancotto e tutti me ne hanno parlato bene. Ci siamo sentiti al telefono, spero a breve di conoscerlo di persona”.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO - Direttamente da Bologna, Matteo Negri è arrivato a Porto San Giorgio. “Mi sono fatto tutto il lungomare, bello”. Appuntamento al Tropical, ma non conoscendo ancora la città dove giocherà per due anni, ha firmato un 1+1, è partito da nord e passo dopo passo è arrivato. Del resto, correre non è mai stato un problema per il 27enne, occhi chiari e 193 centimetri di muscoli, cresciuto alla Virtus tra amici tifosi della Fortitudo.

“Squadra forte, conosco bene Amoroso e Corbett, mi sono ritrovato con Taini in qualche raduno della Nazionale. Un buon equilibrio”.

Come si gioca insieme a Corbett?

“Metà stagione due anni fa. Mi sono trovato bene, è un top player. Sono contento di non doverlo marcare la domenica, ma solo che gli devo passare la palla”.

Un anno fa a Treviso, cosa è successo?

“Sfortuna e acciacchi fisici mi hanno fermato per più mesi. Quando sono rientrato ho fatto fatica. Ho scelto Montegranaro anche perché parlando con coach Pancotto mi ha garantito minuti, gioco. Voglio responsabilità e voglio fare bene”.

Che tipo di giocatore è Negri?

“Di intensità, a livello offensivo e difensivo. Corro, mi piace attaccare il ferro. So passare la palla e mi sento un buon collante”.

In difesa?

“Non ho problemi per marcare dall’uno al tre. Sia con sia senza palla. Penso di poter marcare chiunque, anche l’americano non mi preoccupa”.

Si sente un giocatore da quintetto?

“Mi sentivo anche un anno fa da quintetto. A Treviso c’era un roster in cui tutti potevamo girare. Penso che sarà anche qui. Il coach deciderà per il meglio”.

Da Pillastrini a Pancotto, solo grandi coach per lei?

“Quattro anni con Pilla mi sono trovato molto bene. Mi ha dato molte responsabilità e fiducia. Ho parlato con vari amici che hanno avuto Pancotto e tutti me ne hanno parlato bene. Ci siamo sentiti al telefono, spero a breve di conoscerlo di persona”.

Società Bigioni, che idea ha?

“L’anno scorso giocavo con Barbante e mi ha parlato dell’entusiasmo di questa società. Non vedo l’ora di calarmi dentro Montegranaro”.

Barbante cresce?

“Fisicamente deve lavorare. È leggero. Ma è bravo, sveglio, educato e ha doti tecniche molto importanti. Un raggio di tiro ampio, per essere un 210. Qualità difficili da trovare”.

Campogrande, il suo predecessore, voleva la A e ci è andato, quale è il suo obiettivo?

“Mi piace questo campionato, vorrei essere protagonista. Giocare minuti mi farà bene. Non ho l’obiettivo della serie A, poi la valuterò se dovesse arrivare”.

Che impressioni del prossimo campionato?

“Mi sembra che ogni anno il livello si alzi. Le squadre tendono a prendere Usa di livello sempre più alto. E tanti italiani che dalla serie A preferiscono scendere in A2. Livello alto, come la Poderosa”.

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