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Torneo internazionale con 450 cestisti e un solo sogno: giocare la finale in piazza del Popolo

basketfermopiazza

Nel basket vince la squadra e questo vale anche per l’organizzazione: “Da quest’anno abbiamo intitolato il trofeo all’azienda Asso calzature, che crede in noi. Anche perché sanno che abbiamo vicino l’Amministrazione”.

FERMO – Un campo da basket in piazza e otto squadre. La convinzione di Luciano Romanella, insieme ai vulcanici Marco Marilungo e Maria Principini, ha convinto tutti nel 2007, quando il logo con il bambino con la palla, stile mondo, sopra la testa invase Fermo. Oggi le squadre partecipanti alla 12esima edizione del Torneo internazionale di minibasket città di Fermo sono 32, con Polonia, Romania, Libano e Ungheria a dare il tocco internazionale. “Sette edizioni vissute in prima linea, come assessore e sindaco. È uno degli eventi sportivi che dà lustro alla città, sotto tanti punti di vista”. Dal lato sportivo, “riferimento per molte società italiane”, a quello turistico, “l’indotto coinvolto è importante, visto che vengono riempiti i pochi hotel a disposizione in città con gli atleti” sottolinea il sindaco Paolo Calcinaro.

La bellezza della finale in piazza rimane un fotogramma che ogni baby cestista si riporta a casa. “Un torneo che coinvolge le famiglie, che richiama i cestisti che oggi giocano in categorie superiori ma che sono partiti da queste sfide giovanili” ribadisce Calcinaro che vorrebbe allungare la competizione a due fine settimana.

Maria Principini, Basket Fermo, sottolinea invece i valori che ruotano attorno al torneo: “I ragazzi comunicano tra di loro grazie allo sport, pur non parlando la stessa lingua”. Una settimana di festa, impegnativa per i genitori guidati da Marco Marinangeli. “Parliamo di un successo costruito in dodici anni che ha saputo varcare i confini. 450 atleti tra ragazzini e allenatori, di cui 100 arrivano da Paesi stranieri”.

Nel basket vince la squadra e questo vale anche per l’organizzazione: “Da quest’anno abbiamo intitolato il trofeo all’azienda Asso calzature, che crede in noi. Anche perché sanno che abbiamo vicino l’Amministrazione”.

Il coach è Marco Marilungo, perno fondamentale che parla con umiltà. “Senza i genitori sarebbe difficile realizzarla. Questo torneo sta crescendo, anche troppo, bisogna che ci sediamo e riflettiamo insieme. Anche perché già abbiamo delle squadre da Praga pronte a venire dal 2019. E pronte sono anche due compagini da Dubai”. Tra le 32, Fermo parte come favorita insieme a una squadra polacca. “E poi ci sono due squadre molto forti nel torneo aquilotti: i rumeni e i libanesi”. E chissà che non esploda qualche altro talento come Davide Moretti, che passando per Fermo è poi arrivato in serie A con Treviso e oggi sta in un College americano.

Roberto Ilari chiude con un numero: “Gireranno mille persone durante il torneo.  Una grande festa”. “Questo torneo è il primo esempio che ha legato sport e turismo a Fermo. Riempire strutture e far portare Fermo in ogni angolo di Europa e ora anche del mondo con il Libano è un unicum che ci vedrà sempre vicini” la conclusione di Alberto Scarfini che deve però lasciare lo scatto finale a due atleti, Irene Peroli e Filippo Grandoni. “La mia famiglia ha vissuto tutte le edizioni. Quest’anno lo gioco con la mia squadra, sperando di vincere” sottolinea Filippo. Mentre Irene fa emergere il lato amicizia: “Una nuova esperienza, prima volta con una squadra femminile. Il bello di questo torneo è che si creano amicizie e si fa il tifo per qualcuno che non si conosce ma che giorno dopo giorno diventa il nostro preferito”. Palla a due a ogni ora, dalle 830 del mattino alla sera in attesa del gran finale, sabato 14, in piazza del Popolo.

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