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Bye bye Rivali, non è più tempo di bandiere. Il play guarda avanti: 'Sarei rimasto, tornerò in A2 con una nuova squadra'

rivaliesultapiacenza

“Le parti hanno provato a trovare l’accordo per proseguire il felice rapporto andato avanti per due stagioni, quella della cavalcata immacolata verso la A2 e la prima storica annata nel secondo campionato nazionale. Purtroppo, però, non si è riusciti a trovare un punto d’incontro” precisa la società.

MONTEGRANARO – “Purtroppo le cose cambiano, ma ciò che è stato resta” le parole della società Poderosa. Il ricordo non si cancella, ma quella che poteva essere la bandiera della Poderosa Xl Extralight viene ammainata e si riparte senza il faro. Eugenio Rivali pochi giorni fa era ‘di nuovo’ il play della compagine gialloblù, poi qualcosa si è rotto. Gli accordi verbali, a volte, durano il tempo di una cena.

“Le parti hanno provato a trovare l’accordo per proseguire il felice rapporto andato avanti per due stagioni, quella della cavalcata immacolata verso la A2 e la prima storica annata nel secondo campionato nazionale. Purtroppo, però, non si è riusciti a trovare un punto d’incontro” precisa la società.

Il reset del buono fatto negli ultimi due anni si va così completando. Del resto il play è la fotografia del coach in campo ed Eugenio Rivali era Gabriele Ceccarelli. L’ex allenatore non ha mai nascosto durante le sue due stagioni che per lui il giocatore da avere in campo per vincere o per gestire ogni azione chiave fosse il pesarese. E Rivali lo ha ripagato dando ben più della sua tecnica, rischiando anche il suo futuro giocando con i legamenti della caviglia al limite della rottura.

Non è bastato per correre ancora insieme, ma come scrive la società “ciò che è stato resta”.  Rivali ha dimostrato che si può essere anche piccoli rispetto alla tipologia di giocatore moderno, ma la tecnica e il cervello valgono più di un grillo salterino. Queste sue caratteristiche facevano ben sperare per il futuro, considerando che Pancotto è un coach che guarda alla tecnica e all’intelligenza.

Ma poi entrano in gioco equilibri e nuovi assetti tecnici, le scelte prioritari sono diventate altre e Rivali è diventato il rincalzo, ed è qui che si è fermato il vento che non ha fatto più muovere la bandiera. Voleva Tomassini la Poderosa, e soprattutto non voleva tenere Maspero e Rivali, giudicati incompatibili nonostante l’ottima stagione. Insomma, minata la fiducia si è cercato, fino a quando a fine giugno è arrivata la proposta di rinnovo, qualcun altro.

 “Mi sono sentito uno di famiglia a Montegranaro ed è stato merito di tutto voi: tifosi, società, tutti” le parole di Rivali, che si conferma quello che è stato: un leader, il numero 10 che il basket per una volta ha potuto copiare dal calcio. Avanti tutta ora in cerca del play titolare, vedremo se sarà lo scaligero Palermo, che possa dare i tempi giusti a Corbett, innescare la fisicità di Simmons, giocare a due con Amoroso e ridare verve a Negri, per fermarsi al quintetto. Servirà quindi un play che sa stare un pass indietro agli altri, pur diventando decisivo per tutti. Palermo da Verona? È cresciuto con Rivali a Santarcangelo ma questo non lo rende di per sé già adatto. Si vedrà. Di certo chi prenderà Eugenio avrà fatto bingo: probabilmente sarà una compagine ambiziosa di B (magari la 'nuova' Rimini), visto che per aspettare la Poderosa qualche treno di A2 è passato. “Sono carico, la caviglia sta bene, il dolore di fine stagione, dove ho dato davvero più del possibile per la Poderosa, è finalmente passato. Ci rivediamo in campo, in A2 ci tornerò” le ultime parole, ormai non più gialloblù, di Rivali.

Raffaele VItali

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