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L'era Pancotto è iniziata: "Poderosa, gna vegne". Tre sfide: giovani da far crescere, società da maturare, partite da vincere

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Riccardo Bigioni: “Oggi scriviamo una nuova pagina di storia di questa giovane società. quando Pancotto ci ha aperto la porta, eravamo già soddisfatti. Poi, strada facendo abbiamo trovato l’accordo".

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – “Un saluto a tutta Montegranaro che da oggi è la mia casa sportiva”. Che l’era Cesare Pancotto abbia inizio. Non è un fidanzamento quello tra l’allenatore di Porto San Giorgio e la Poderosa Montegranaro, ma un vero matrimonio. Camicia bianca d’ordinanza, sorriso stampato sul volto che supera lo sguardo severo che lo ha reso famoso in tutta Italia. Lo hanno voluto i Bigioni e lo hanno blindato per tempo, prima he suonassero le sirene di grandi piazze, soprattutto del nord Italia.

“Oggi scriviamo una nuova pagina di storia di questa giovane società. quando Pancotto ci ha aperto la porta, eravamo già soddisfatti. Poi, strada facendo abbiamo trovato l’accordo. Per noi, dopo la A2 vissuta da protagonisti, c’era il bisogno di crescere anche a livello societario. Il profilo perfetto era quello di Pancotto. Ci abbiamo provato e ci siamo incontrati. A tutti noi un grande in bocca al lupo, di certo meglio partire non era possibile” sottolinea Riccardo Bigioni.

“Questa città – prosegue Endrio Ubaldi, assessore allo Sport – ha una tradizione sessantennale per il basket a Montegranaro, che da sempre ha un legame forte con Porto San Giorgio. una scelta migliore e più forte per radicarsi nel territorio non poteva farlo. Dopo un grande anno la Poderosa riparte. Un mondo diverso da quello della Sutor, realtà che si rispettano sapendo che alla A2 la Xl Extralight unisce anche una grande attenzione al settore giovanile”.

“Dobbiamo consolidare la società e la categoria. Dopo il suo sì, dobbiamo essere bravi a costruire una squadra con il budget simile a un anno fa. Non siamo più una neopromossa, ma una realtà. Apprezzo Pancotto che ha colto questa sfida, visto che ripetersi non è mai facile. Insieme a Bolognesi, che è molto ambito in Italia, costruirà la squadra” ribadisce Ronny Bigioni.

Non ha avuto grandi dubbi Pancotto e lo ammette subito dopo il grazie a Montegranaro e alla famiglia Bigioni: “Mi hanno fatto sentire desiderato”. Da una battuta tra i fratelli e il procuratore Bernardi è nato un progetto: “Per l’uomo Pancotto ci sono dei valori importanti. Ho chiesto tempo, non per dei dubbi sulla Poderosa, ma sul ruolo in società. Ed è un accordo a bassi costi (ribadisce ridendo) fatto tra persone per bene”. Una grande sfida, non lo nega Pancotto: “Mai fatto pensieri strategici nella mia carriera, ma a quello che avrei raggiunto”.

I punti chiave della sfida: “In primis la possibilità, che superano le difficoltà. I giovani corrono e gli esperti conoscono la strada: alla Poderosa ci sono i primi, io porto l’esperienza. Siccome i risultati sono andati oltre ogni aspettativa, dobbiamo lavorare insieme per i pilastri che sostengono tutto”.

Struttura e gerarchie chiare nel lavoro: “Ogni giocatore avrà un ruolo, così per i dirigenti. Per consolidarsi, come dobbiamo fare, prima servono i muscoli. Base è il rispetto per Montegranaro che abbina capacità imprenditoriale e passione per il basket. Noi vogliamo diventare l’orgoglio della città, le nostre non son promesse ma lo stimolo per il lavoro”.

Il ruolo alla Poderosa di Pancotto non è in dubbio: “Sono un allenatore di basket, poi posso contribuire e condividere la mia conoscenza. Già come allenatore ho responsabilità importanti, poi darò il mio contributo nell’organizzazione. Vogliamo crescere insieme, contributo e condivisione. Giovane di cuore ed esperto di testa, la mia accoppiata vincente”.

Alessandro Bolognesi è il primo che trarrà vantaggio: “Avendo lacune, visto che sono giovane, so che potrò crescere con Pancotto. Noi vogliamo attirare più gente possibile”. Torna sul concetto di Montegranaro: “Manterremo la struttura in questa città. Esigenza della società è di allargarci al territorio. Faremo allenamenti itineranti, perché dobbiamo conquistare simpatie e aumentare il pubblico, per far parlare di Montegranaro come città che assembla il territorio”.

Il suo rapporto con chi scende in campo sarò una delle chiavi per la crescita della squadra: “Il giovane avrà la possibilità di sbagliare, per poter migliorare. Un giovane non può pensare al posto fisso. Nella modernità del basket, Lebron James a parte, c’è una suddivisione di responsabilità e valore. Ed è quello che dobbiamo migliorare”. Per il roster verranno abbinati desiderio e necessità. “Ora abbiamo desideri, speriamo di non doverci trovare con le necessità. Partiamo da quello che è stata un anno fa la Poderosa sapendo che c’è un nuovo progetto, ma la continuità è un fattore chiave”. Un anno fa la squadra era neopromossa e con grandi motivazioni, quest’anno arriva come rivelazione dell’anno. “Userò Pancotto come biglietto da visita, da un lato vogliono vendere a noi per far giocare i migliori con lui, dall’altro Pancotto fa anche alzare i prezzi perché pensano che siamo pieni di soldi” aggiunge Bolognesi. E Ronny precisa: “Ci siamo affacciati sul mercato e non è facile. Il prossimo campionato sarà duro, perché le tre promozioni diventano la grande occasione. Ma è vero che molti procuratori ci contattano perché avendo noi Pancotto qualche giovane interessante potrebbero farlo crescere da noi”.

L’obiettivo è fare una quadra giovane: “Non facile portare giovani promettenti in una squadra che da poco è in A2. Noi vorremmo strutturarci con contratti pluriennali, per costruire una squadra competitiva nel tempo” prosegue il Gm che vuole stupire ancora. Sui giovani Pancotto è pronto a lavorare: “Non dimentichiamo gli esperti da abbinare. Noi non offriamo tanti soldi, ma offriamo miglioramento, lavoro, futuro. Oggi è un mercato drogato, in questo momento c’è un 20% in più di richiesta perché siamo all’inizio. Diamoci il timing, ci vuole pazienza. Noi abbiamo idee e un progetto, ma deve sposarsi con quello che vogliono fare gli altri”.

In attesa del sì di Powell, Pancotto parlerà con Eugenio Rivali “per capire i suoi sogni, desideri e fargli capire cosa vuole fare la società da adesso in poi”. Il play è un perno, ma va inserito al meglio in una squadra che conferma parte dello staff tecnico, “Stefano Vanoncini è il mio vice”, rinnovandolo con Squarcina che arriva dalla Pms Torino,” dove gestirà il campionato d’Eccellenza, lavorando con Zanchi”. Si parte, con la sciarpa dei Boys al collo e tanta voglia di fare bene dopo un anno passato alla finestra a guardare gli altri allenare: "Gna vegne" è il grido di battaglia del sangiorgese conquistato dal gialloblù..

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