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Scuola di vita oltre che di tecnica: nuova sede per i 250 atleti dello Sporting Basket P.S.Elpidio

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Merito del presidente, che ha messo a disposizione i locali dove troneggiano le coppe, tante quelle vinte da Torresi (presente al taglio del nastro con il sindaco Franchellucci, l’ex Andrenacci e don Andrea) e Ciribeni, per citare due degli ultimi prodotti del vivaio rossoblù.

di Raffaele VItali

PORTO SANT’ELPIDIO – “Una realtà non solo sportiva che continua a rappresentare anche un modello di vita”. C’è questo dietro lo Sporting Basket Club Porto Sant’Elpidio che da oggi ha una nuova sede, di fronte alla pineta, confinante con uno degli asili più frequentati, coni bambini che così respireranno fin da piccoli l’odore della pallacanestro. Merito del presidente, che ha messo a disposizione i locali dove troneggiano le coppe, tante quelle vinte da Torresi (presente al taglio del nastro con il sindaco Franchellucci, l’ex Andrenacci e don Andrea) e Ciribeni, per citare due degli ultimi prodotti del vivaio rossoblù.

Presidente Enzo Catalini, ma quanti siete?

“Circa 250 ragazzi iscritti tra il 2000 e il 2010. Siamo nati con il millennio come settore giovanile, ma già nel 1988 era attivo il minibasket”.

Sempre stati società indipendente?

“Nei primi anni un collegamento diretto con il Porto Sant’Elpidio Basket. Noi reclutavamo e poi loro li tesseravano. Oggi invece noi reclutiamo e formiamo, mentre con la serie B collaboriamo. Questo perché la volontà dei migliori è quella di giocare nella squadra della città”.

Presidente, guidare un settore giovanile è impegnativo. Ma chi glielo fa fare?

“È un investimento sul futuro. Ho cominciato perché ho il basket nel sangue. Prima giocatore e poi dirigente. Passione per il basket, anche se non si gioca o allena, resta. E poi c’è l’entusiasmo nel lavorare con i ragazzi anche se vorremmo avere risultati ancora migliori, visto che quando va bene riusciamo a produrre uno o due ragazzi di alto livello”.

Quali campionati giocate?

Provinciali, regionali e nazionali con l’Under 18 e l’Under 16. Dopo Scavolini, Ancona, Senigallia e Jesi siamo arrivati noi. Under 16 può crescere, pur essendoci ragazzi con grandi potenzialità”.

E poi avete coach Gianluca Pizi.

“Abbiamo investito in lui, un allenatore capace che si muove con grande entusiasmo dalle sette alle 20 di sera. Guida un gruppo di tre allenatori, tre istruttori di minibasket, un preparatore e due ragazzi che stanno crescendo”.

Chi finanzia la struttura?

“Le quote iscritti coprono il 40% della spesa e poi abbiamo i premi Nas che coprono un altro 40%. Il restante con un po’ di sponsor”.

Spesso per i settori giovanili i problemi vengono dalle palestre, voi come vi muovete?

“Abbiamo gli impianti e possiamo lavorare su tre strutture e quindi possiamo rispondere bene. Purtroppo il Comune non riesce più a darci contributi diretti che ci aiutavano a pagare le strutture, ma non ci fa mancare i campi da gioco”.

Cosa può migliorare?

“Dobbiamo prendere gente sempre più capace da un punto di vista di coaching e ci piacerebbe aumentare i numeri nel minibasket. Abbiamo potenzialità per crescere”.

Accordi con i comuni vicini?

“Stiamo programmando un accordo con Fermo e Porto san Giorgio per cercare di fare dei gruppi di profilo più alto”.

Nessuna collaborazione con la Poderosa?

“Non abbiamo buoni rapporti, le piccole società si trovano in difficoltà quando viene imposto un modello senza discutere. Noi abbiamo deciso di proseguire e fare rete con chi vuole puntare su un settore giovanile di qualità”.

Presidente, come gestite i genitori?

“Gianluca Pizi è veramente bravo a gestire i genitori. Non abbiamo avuto più problemi, è molto bravo. Tanto lavoro di prevenzione. Quando uno fischia un arbitro sugli spalti, tutti lo criticano. Si impara così. Piano piano sta scomparendo il vizio di prendersela con il coach o un avversario. Abbiamo da sempre una nostra scuola di tifo e ci teniamo particolarmente. Ho sempre trovato odiosa la volgarità”.

Quanto costa giocare a basket?

“30-35 euro al mese. Minimo tre allenamenti garantiti a tutti e uno studio di fisioterapia a disposizione con le due prime visite omaggio. Diamo consigli anche sull’alimentazione”.

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