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Il bilancio. Un anno di Poderosa: Ceccarelli, giocatori, tifosi e "il nuovo coach (forse Pancotto) entro dieci giorni"

podegrazie

“Abbiamo creato una bella macchina, ora bisogna saperla guidare” precisa Ronny Bigioni che entro dieci giorni chiuderà il contratto con il nuovo coach.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – “Quest’anno abbiamo vinto. E il prossimo anno vinceremo ancora mantenendo la categoria. Perché l’A2 è il nostro posto” chiarisce subito Ronny Bigioni, che con il fratello Riccardo guida la Poderosa Montegranaro Xl Extralight..

Tempo di bilanci, un anno di Poderosa che inizia con un ‘Grazie’ alla squadra per le 22 vittorie e al territorio per il sostegno. Un lavoro complicato quello di far diventare la Poderosa una squadra non solo di Montegranaro, “superando il lutto sportivo”, come lo chiama il responsabile marketing Walter Cassetta, ovvero la fine della Sutor della Triade. Un anno concluso che apre le porte a importanti novità dopo “un anno andato oltre ogni aspettativa”.

“Abbiamo creato una bella macchina, ora bisogna saperla guidare” precisa Ronny Bigioni che entro dieci giorni chiuderà il contratto con il nuovo coach. E Cesare Pancotto è la priorità “ma dobbiamo decidere per evitare poi aste che ci vedrebbero perdenti”

La società

“Dopo un anno abbiamo un prodotto di valore. Possiamo migliorare, ma come primo anno i numeri ci gratificano. Pensando che fino alla serie B avevamo 300 persone di media alle partite” aggiunge Riccardo Bigioni che ora punta a tutto il Fermano e i suoi 174mila abitanti, “sapendo che poi anche il maceratese e il piceno son due bacini che guardano a noi con interesse”. L’immagine che il vice presidente si porterà con sé è il PalaSavelli caldo e coinvolto delle ultime partite.

“Quest’anno abbiamo vinto lo stesso, come quando siamo saliti dalla serie B. Abbiamo vinto ogni scommessa. Un anno fa abbiamo festeggiato la promozione, ma la mattina eravamo già, con la faccia cadaverica perché avevamo di fronte la A2. Abbiamo vinto nella scelta tecnica: super Alessandro Bolognesi nel costruire la squadra, con noi che dicevamo solo sì la sera” sottolinea Ronny Bigioni. “Bravo lui nella scelta dei giocatori, bravo lui nella scelta di investire su qualche giovane ancora scommessa”. E considera vincente anche il PalaSavelli: “Secondo me adesso stiamo più tranquilli dal lato organizzativo, ma non siamo per nulla appagati. La prossima stagione ripetersi, in campo e fuori, è una nuova sfida”.

Lato tecnico

Ci saranno 5 retrocessioni e tre promozioni. “Le squadre sono già partite e si stanno organizzando. E gli italiani costano sempre di più. perché chi vuole prendersi una delle prime otto posizioni sa che l’asticella salirà, vista la possibilità di fare il salto”. Da lunedì il programma per l’anno prossimo, anche se Bolognesi è già in azione “e il settore giovanile ad esempio lo ha programmato da un mese”. Ora l’obiettivo è chiaro: “Non fare errori”.

Il Gm

Alessandro Bolognesi è il più giovane della serie A ed è molto richiesto “ma da qui non si muove. Faremo del tutto per tenerlo con noi. E poi lui ha il cuore tatuato con il simbolo della Poderosa” sottolineano i due fratelli. Anche il figlio d’arte, il padre è il Ds e l’ha cresciuto a pane e basket, parte dal pubblico. “Con Ceccarelli eravamo convinti di avere una buona squadra, avevamo il dubbio sulle persone. E riuscire a convincerli ci ha fatto dire abbiamo vinto”. Poi finiscono i cicli: “Ci dispiace chiudere con Ceccarelli. Siamo cresciuti insieme. È arrivato da Falconara dove era un secondo e noi arrivavamo dalla Final Four persa. Scommessa per noi, ma scommessa che ha vinto lui per primo. Ora, dopo vari colloqui, le idee erano diverse tra noi e lui”.

Si è data una linea la Poderosa: “Non possiamo fare il passo più lungo della gamba. Tre certezze, più Rivali, e giovani hanno funzionato. Ora dobbiamo scommettere ancora. E quindi abbiamo separato le strade. Lo ringraziamo di tutto” aggiunge Bolognesi. Scommettere significa portare giovani di qualità, riuscire a metterli sotto contratto e con loro costruire operazioni come Treier. Campogrande e Maspero.

“Vinto insieme, ognuno deve qualcosa all’altro. Dopo due anni di successi abbiamo pensato che è meglio, di fronte ad alcune divergenze, non rovinare il buono fatto e lasciarci da vincenti. È determinato e ha qualità, Ceccarelli può fare bene già da domani. Non c’era un momento ‘migliore’ per chiudere il percorso. Noi dobbiamo pensare al futuro della società, alla solidità che deve partire dallo staff” prosegue Riccardo.

Via Ceccarelli, via Formato, che è “rimasto per tre anni e ora chiudiamo con un grazie e un lungo applauso”. Per il bene e per la crescita, parola che Ronny ribadisce con forza, bisogna scegliere. “Zanchi è il profilo individuato per il settore giovanile. Pancotto non è il solo profilo che stiamo valutando, soprattutto perché non ha solo noi che lo cerca. Una di quelle che non va su tra Trieste, Udine e Treviso si fionderà su di lui. Ma è chiaro che ci piace e solo il fatto che con noi parli e sia interessato dimostra quanto bene stiamo facendo”. “La porta aperta ci riempie di orgoglio e sarebbe un sogno poterlo avere” ribadisce Riccardo Bigioni che sottolinea il ruolo anche di marketing che avrebbe la presa di un coach locale: “Gliel’ho detto subito a Cesare: coach, a prescindere dal curriculum infinito, se non eri di Porto San Giorgio non ti venivamo a chiamare. Un profilo troppo alto, ma ci ho provato visto che è del luogo. Sono convinto che Zanchi e Pancotto sarebbero due richiami importanti. Quello fatto con Amoroso che ha riscaldato Montegranaro”. E comunque tra dieci giorni la partita si chiude.

La squadra

Assetto a sette senior, se non sei considerando che dall’ottavo in più si pagano migliaia di euro. “Ora ripartiamo da Corbett, Treier, che lo cerca mezza serie A, e Campogrande. Ma Luca ha una uscita abbastanza alta. Per Nikolic, che l’anno scorso era il nostro pupillo, valuterà il nuovo coach, avendo firmato un 1+1 ma non avendo ancora avuto la possibilità di mettersi in mostra. Amoroso non ha contratto, ma vogliamo tenerlo e premiarlo anche per le cose incredibili che ha fatto. Per noi sarà la prima conferma con qualunque coach” prosegue Bolognesi che poi con il coach deciderà sui play attuali. Una certezza è che non resteranno sia Maspero sia Rivali, troppo piccoli insieme.

Il marketing

“Ci siamo attivati per costruire una identità forte, facendoci conoscere e cercando di trasformare i nostri tifosi storici in ambasciatori dei valori” prosegue Cassetta. Poderosa Family, Boys e vecchia guardia sono stati i tre pilastri attorno al campo, insieme ai bambini, almeno 400 ogni partita. C’è stata poi la ‘Poderosa experience’ vissuta tra Manuel Ritz Hospitaliity, il Globo Baby Parking, il merchandising, la mascotte e il terzo tempo, “idea di Franco Del Moro che ci ha reso unici nel panorama nazionale cestistico”.

I numeri

Siamo passati da 50 abbonati a 1523. “Siamo la prima realtà sportiva della provincia di Fermo”. Superate le 30mila presenze, siamo l’ottavo pubblico della serie A2 con una media spettatori di 2mila: “Numeri che possiamo solo migliorare per cercare di riempire il PalaSavelli”. Nel mondo dei social media, con Instagram abbiamo raggiunto 1500 utenti, Facebook con 5240 fan e il nuovo sito che è la nostra fotografia con la chicca della radio per le cronache: “Le dirette delle trasferte hanno almeno 300 contatti a partita, 600 con Trieste” precisa Marco Pagliariccio, addetto stampa e speaker.

Il territorio

“Siamo andati a prenderci le persone sul territorio con 35 tappe del Poderosa Caffè per allargare i nostri supporters. Importante il rapporto con il Gruppo Gabrielli che ci ha messo a disposizione i centri commerciali” conclude Cassetta.

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