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Stagione finita, Coach Ceccarelli saluta la Poderosa: "Non voglio andare via, ma decide la società" VIDEO

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L'allenatore gialloblù: “Ringrazio la famiglia Bigioni per quello che fa ogni giorno. E di fianco a loro la Poderosa Family. Poi c’è uno staff che ha fatto di tutto per riuscire a riempire questo palasport”.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – Il giro di campo a fine partita si può fare per due ragioni: ringraziare il pubblico o salutarlo. Gigi Buffon lo ha fatto per dire addio al popolo della Juventus e Gabriele Ceccarelli, nel suo camminare in mezzo al campo con gli occhi lucidi e la voglia di abbracciare uno a uno i tifosi della Poderosa Basket, ha dato la stessa impressione. Quella mano sul cuore si è fermata troppo a lungo. Poi, finito il giro, il passaggio sotto il tendone bianco che divide la parte pubblica dal palazzo dall’angolo dello staff tecnico. Ci è rimasto per venti minuti prima di presentarsi in sala stampa.

Poteva ringraziare lui personalmente lo staff e invece l’ha voluti tutto al suo fianco, altro segnale da fine avventura, vissuta per due anni a cento all’ora con una promozione dalla serie B e un play off in A2 perso per un paio di canestri e qualche fischio dubbio nei secondi decisivi contro Tireste. “Ringrazio la famiglia Bigioni per quello che fa ogni giorno. E di fianco a loro la Poderosa Family. Poi c’è uno staff che ha fatto di tutto per riuscire a riempire questo palasport”. Nomina tutti, uno dietro l’altro, che siano un dirigente o un medico: “Siamo partiti in un modo e abbiamo finito in un altro. E oggi siamo arrabbiati con gli arbitri perché perdiamo gara 4 e invece dobbiamo solo essere felici. Serve positività e dire grazie a tutti”.

Due begli anni, riconosce il coach che al detto ‘non c’è due senza tre’ risponde in maniera prima istituzionale, “ho un contratto, la società deciderà cosa fare”, poi in modo diretto: “Non voglio andare via. Le voci volano, i contratti restano e di certo nessuno si è mai offerto in giro. Soprattutto il mio procuratore che fa e ha fatto il suo lavoro per bene e non si è mai mosso in maniera scorretta”. Non nomina mai Ravenna, ma è chiaro il riferimento alla vicenda che qualche settimana fa lo ha portato al centro del toto allenatore, proprio in pieno play off contro Biella.

Come andrà a finire lo dirà la famiglia Bigioni tra qualche giorno, prima ci sono le ore di gloria, quelle che venerdì si chiuderanno con lo sponsor day voluto dai Vecchiola e dalla Xl Extralight. Tornando alla stagione, Ceccarelli ammette: “Ci eravamo preparati per finire il campionato 22 aprile. Quando firmavamo i giocatori si diceva salvezza e poi play off era seguito da “ehhh”. Alla fine ci siamo esaltati, abbiamo pensato di poter fare bene. Siamo arrivati dal lato di Trieste, peccato. Quest’anno ci ha ‘ammazzato’: per colpa di Trieste abbiamo perso la coppa e il quarto posto, poi ci ha eliminato. Ma abbiamo fatto qualcosa di grande, perfino pensare di andare a Bologna per vincere e chiudere con il 2-0 sulla Fortitudo. Questo ha reso complicato il rapporto con le sconfitte, soprattutto per i giocatori perché il ko sembrava una catastrofe. C’eravamo fatti la bocca buona, le sconfitte sembravano delle cose incredibili”.

Oggi, dopo la sirena resta una stagione difficilmente ripetibile: “Dobbiamo tenerla nel nostro cuore. Stasera eravamo a – 3 e palla in mano, ma la rimessa è stata data a loro. Pazienza”. Gara dopo gara, Ceccarelli, una specie di ice man del basket, si è sciolto e nelle ultime due partite è diventato quasi il capo ultrà: “Ho un passato da tifoso che ho abbandonato per andare in panchina. Mi sono sentito partecipe. Ci tenevamo tanto a questa serie. Perché volevamo dimostrare che tutto quello che abbiamo fatto non era fortuna, ma solo lavoro quotidiano”. E c’è riuscito, come è riuscito a trasformare una squadra ‘difficile’, formata da senior di alto livello e giovani, in una squadra vincente: “La scelta iniziale con il Dg Bolognesi, che ha spinto per farmi arrivare qua e che ringrazio, è stata chiara: budget su tre giocatori, riscommettere su Rivali e Campogrande. E sono state le prime due scommesse vinte. Tenere Gueye, scommessa vinta. Zucca come cambio dei lunghi, scommessa vinta. E due giovani come Treier e Maspero, che grazie al lavoro di Formato il lunedì con l’Under 20 hanno preso fiducia. È andata bene”.

E ora: “Torno a casa per qualche giorno, poi sarò qua e prenderò atto della scelta: comunque vada, mi sono divertito molto. Sono stati due bellissimi anni”. Finita l’intervista, parte il coro di un gruppo di tifosi e amici: “Ceccarelli uno di noi”. Almeno fino a venerdì, per contratto, salvo uscita reciproca, fino a giugno.

@raffaelevitali

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