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Play off gara tre, l'intervista. Chiarastella, l'argentino 'sangiorgese' di Biella che ama Pedaso e vuole la serie A

chiarastella

Ma come mai da Bahia Blanca escono tanti campioni di basket, vedi Ginobili? “Noi siamo la capitale del basket argentina. Siamo circa 450mila abitanti e ci sono 21 squadre di basket".

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO - L’accento argentino non si perde, anche se vivi in Italia da vent’anni, anche se gli ultimi sei, prima di Biella, li hai passati ad Agrigento, anche se sei cresciuto con una nonna di Porto San Giorgio che a Bahia Blanca ti raccontava il suo mondo fatto di mare, profumi, passeggiate.

Gara 3 di play off tra poderosa e Biella. In campo tutti vogliono vincere, ma la notizia è il ritorno del sangiorgese di Bahia Blanca, Albano Chiarastella. Ma l’hanno mai chiamata così?

“Nessuno a dire il vero, anche perché ho scoperto l’origine da mia nonna Maria Pia. Lei ci tiene tantissimo. Lei ha tantissimi ricordi”.

Sente un ritorno alle origini in questo viaggio da Biella a Porto San Giorgio?

“Mia nonna ci ha trasmesso l’amore per questa terra. Lei partì dopo la guerra ed è tornata una sola volta in Italia nel 1995. Tra figli e cugini stiamo cercando di convincerla a ritornare, per vedere di nuovo la sua città. Il volo è lungo, non è convinta, ma son certo che ci riusciremo”.

Cosa conosce di Porto San Giorgio?

“Il mio primo contatto sono state le parole, i racconti di mia nonna che era la migliore amica della mamma di Pino Rutolini. I suoi genitori erano il mio riferimento. Poi le coincidenze. Lui era nel basket (arbitro e poi dirigente federale) e abbiamo mantenuto i contatti. Il primo anno che arrivai in Italia corsi subito a Porto San Giorgio a conoscere la terra di mia nonna. Volevo vedere il porto, di cui parlava sempre, e la sua casa vicino alla stazione, a due passi dal caffè Novecento”.

Ma lei è legato anche a Pedaso, come mai?

“Chicco e Anna Rosati è la risposta. Nel mio secondo anno in Italia, un mio caro amico venne a giocare a Pedaso e divenne molto amico della famiglia Rosati (la foto troneggia nella loro tipografia). Quando venni a trovarlo, li incontrai e siamo diventati subito amici. Da quando la loro figlia è andata a vivere in Argentina, le nostre famiglie sono diventate un tutt’uno. Chicco e Anna per me sono come dei genitori. Mi seguono: gioco a Rieti e mi vengono a vedere. E così nelle trasferte dove possono arrivare. Sono i miei portafortuna, avranno il 95% di vittorie”.

Quindi domani sera i Rosati verranno lasciati fuori dal PalaSavelli?

“Ve lo consiglio. Scherzo sempre con loro, ho detto alla società di fargli un abbonamento da trasferta”.

Pedaso come seconda casa?

“Sono stato cinque sei volte a Pedaso. Sono anche rimasto per una settimana. Una cittadina che respira basket, amata dagli italo argentini”.

Mai giocato contro squadre fermane?

“Ho giocato a Jesi, Recanati, a Osimo. Ma mai al PalaSavelli”

Dopo tanto sud Italia, più simile all’Argentina, Biella. Ambizione o opportunità?

“Una grande opportunità. Dopo tanti anni ad Agrigento, avevo finito il mio ciclo. Sei anni sono tanti, dalla B2 fino ad accarezzare la serie A. Ho colto subito la proposta di Biella, piazza storica, dove sapevo che si lavorava bene”.

Soddisfatto?

“Sono passato da una società piccola a una affermata. Nord Italia, ma i tifosi sono caldi come al sud e il palasport è meraviglioso: strutturalmente la società è pronta per la A”.

Un anno fa a un passo, quest’anno meno ambizione?

“Forse meno talento offensivo ma più squadra di cuore, che alla fine è riuscita a superare le aspettative di tutti. Stagione regolare buona sempre tra le prime quattro e ora vediamo”.

Gara 1, 5 punti in 36 minuti, 10 rimbalzi e 4 assist. Gara due zero punti, ma tanto sudore. Quale voce riassume Chiarastella?

“Sono un giocatore altruista. Non guardo mai le statistiche. Il mio ruolo in primis è dare tutto in difesa, portare intensità e agonismo anche nei compagni. Poi in attacco il mio ruolo è dare equilibrio alla squadra. Se ho il tiro me lo prendo”.

Non facile emergere in questo modo.

“Le persone non verranno mai al palazzetto a vedere la ‘bomba’ di Chiarastella. Lo so, io sono invisibile, ma so che i miei compagni apprezzano. Il mio ruolo non lo vuole fare nessuno, ma serve sempre un giocatore così”

Chiarastella, ma la Poderosa è davvero una matricola?

“Una squadra neopromossa, che non ha le pressioni di chi deve vincere. Ma ha un roster con nomi importanti, considerando i due americani più Amoroso. E poi ci sono giovani di valore. C’è tanto talento, se li lasci giocare possono fare male in ogni modo”.

La vedremo passeggiare per Porto San Giorgio?

“Saremo in un albergo sul mare. Un giro me lo farò visto che restiamo fino a domenica. Sabato avrò più tempo a disposizione e incontrerò gli amici. Gli amici di Pedaso”.

Chi va in serie A?

“Tolta la mia Biella? Le squadre del girone Est secondo me sono molto forti. Punterei su Trieste e Treviso, che mi pare in questo momento la meglio attrezzata”.

Ultima domanda, ma come mai da Bahia Blanca escono tanti campioni di basket, vedi Ginobili?

“Noi siamo la capitale del basket argentina. Siamo circa 450mila abitanti e ci sono 21 squadre di basket. Ogni squadra ha il suo palazzetto. Si parte dal minibasket ai grandi che fanno tornei locali con serie A e serie B. Siamo seguiti da televisioni e pubblico. Poi le squadre che hanno ambizioni, possono partecipare ai tornei regionali e nazionali. Il basket ce lo abbiamo dentro”.

@raffaelevitali

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