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Last updateDom, 22 Apr 2018 6am

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Udine va battuta, la Poderosa alza il livello degli allenamenti. E sul parquet spunta l'americano Ciarpella

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La sfida con la Fortitudo non ha lasciato strascichi in casa gialloblù. Perdere ci stava. Di certo ha stimolato i più esperti, che si rendono conto prima degli altri che non si può calare nell’intensità.

FERMO - Il tempo di atterrare di ritorno dall’America per Francesco Ciarpella e già la canotta con la scritta Dino Bigioni era pronta. Allenamento con la Poderosa per preparare la gara chiave del finale di stagione, ma anche il suo march play off con la maglia Sutor di sabato pomeriggio a Pesaro. Perché vincendo domenica contro Udine i gialloblù non solo si garantirebbero i play off, ma anche una delle prime quattro posizioni alla fine del girone di andata. Il che significa eventuale bella in casa nel primo turno di play off contro un’avversaria dell’altro girone. Ma non sarà facile, Udine è forte e ambiziosa, come dimostra il nuovo americano acquistato che dovrebbe però non essere tesserato in tempo per giocare al PalaSavelli. Motivo in più per vincere.

Si suda in allenamento, perché coach Gabriele Ceccarelli vuole stancare. Esercizi per il contropiede, per cercare di non far schierare la compagine di Lardo, visto che il coach di Udine è da sempre uno dei maestri delle difese con cui riesce a imbrigliare gli attacchi avversari. Anche se il piano non gli è riuscito domenica contro la scatenata Bergamo di coach Sacco, che ha inserito la quarta, intesa come vittoria consecutiva.

Sta bene fisicamente Nikolic, che porta a spasso per il parquet i suoi muscoli e si abbina con Zucca e Amoroso, ma è arrugginito nei movimenti e soprattutto al tiro. Si corre cercando di limare i giochi, con i due lunghi dinamici che devono cercare di tenere l’area libera in modo da favorire le penetrazioni dei piccoli e spostare i chili di Udine, da Pellegrino a Mortellaro, lontano dal ferro.

Vuole vincere la Poderosa e quando ci si allena con questo obiettivo, ogni dettaglio diventa importante e si può discutere per piccole cose. Capita quando hai in squadra Amoroso che chiede a tutti uno sforzo in più per raggiungere il traguardo. E capita così che Zucca fisica anzitempo negli spogliatoi, reo di aver risposto al coach. Ma la ‘crisi’ dura due minuti, quelli necessari a sbollentare gli animi e a riprendere la corsa dallo stesso lato, quello che punta alla vittoria, anche se guardando i compagni correre stando seduto in panchina.

La sfida con la Fortitudo non ha lasciato strascichi in casa gialloblù. Perdere ci stava. Di certo ha stimolato i più esperti, che si rendono conto prima degli altri che non si può calare nell’intensità. Una lezione anche per Amoroso, che in campo è l’unico veramente insostituibile. Ma che deve, a sua volta, comprendere che stare qualche minuto in più in panchina fa bene a lui e quindi, di conseguenza, a tutta la squadra che ha bisogno di averlo in campo lucido e reattivo. Per riuscire in questo miracoloso equilibrio, però, Dario Zucca deve superare le sue pause mentali, che riescono ad annullare anche le indubbie capacità tecniche e atletiche. Ancora di più oggi che il neo arrivato Nikolic ha bisogno di tempo per riprendere il ritmo partita.

Domenica vincere è l’obiettivo, giocare bene e lottare la starda. Al pubblico, che si spera caldo, come in trasferta, e numeroso il compito di rendere il PalaSavelli un piccolo fortino.

r.vit.

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