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Capitan Amoroso è duro: "La sconfitta della Poderosa è colpa dei senior. Io ero cotto, ma tutti senza idee"

amorosonero

Stanchezza fisica, forse anche mentale: “Fisicamente dovremmo stare bene. Oppure ci siamo preparati per essere pronti per il filotto contro l’alta classifica, ma oggi Bergamo ha dato di più".

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – Maglia nera, come l’umore. Il capitano Valerio Amoroso non ha mezze parole: “Partitaccia. Giocato sotto tono dall’inizio. È un problema da troppe settimane. Per me è un problema, cominciamo lasciando il ritmo agli avversari”. (LA PARTITA)

Entrando nel merito della sconfitta, Amoroso si prende le sue responsabilità, ma da buon capitano le condivide con i big: “. Ci siamo alleanti bene e poi siamo arrivati oggi cotti. Io per primo. è colpa dei senior. Questa la devono saper vincere i titolari. Quindi oggi non abbiamo dimostrato di non essere una grande squadra come fino a oggi. Oggi è la colpa dei giocatori e dei senior”.

Stanchezza fisica, forse anche mentale: “Fisicamente dovremmo stare bene. Oppure ci siamo preparati per essere pronti per il filotto contro l’alta classifica, ma oggi Bergamo ha dato di più”. E Bergamo in questo momento è una signora squadra: “Noi non possiamo permetterci di perdere in casa. Oggi vincendo restavamo terzi e con lo scontro diretto da giocare in casa. Era una buona opportunità”.

È arrivato cotto il lungo campano alla fine: “Io ero stanco, ho cominciato stanco e ho finto ancora più stanco. Di solito mi riprendo e invece sono crollato”. Eppure il capitano le responsabilità se le è prese, ma se è lui a tirare dieci volte da tre, diventa difficile: “All’inizio il tiro da tre punti mi è entrato. Allora ho cercato di lasciare spazio a Powell, perché lui va diretto verso il ferro, ma Marshawn non è stato aiutato dagli arbitri, molti contatti non glieli hanno fischiati a favore. Quando questo accade però, non possiamo rilassarci e arrabbiarci con gli arbitri. Se questo vale per Powell, allo stesso modo vale per me che non posso fissarmi sulla linea da tre punti. Ero cotto e mi sono accontentato. Ho preso i tiri, ma va anche detto che non avevamo idee e spesso ho preso il tiro della disperazione. Poi, magari, mi toccava recuperare perché dall’altra parte c’era Hollis ad aspettarmi. È dura così”. Ma da martedì di nuovo in palestra, c’è Mantova da battere. "Abbiamo bisogno di Nikolic, speriamo arrivi presto".

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