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Il derby ridà una certezza alle avversarie della Poderosa: mai 'battezzare' Rivali

rivalilibero

Bigioni: “Le emozioni ho iniziato a provarle già prima della palla a due, per questo ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno trasformato la giornata di domenica in realtà”.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – Ritrovare il sorriso è importante quando si deve affrontare il rush finale. La Poderosa domenica sarà a Orzinuovi, poi riposerà mentre otto compagini si affronteranno a Jesi per vincere la Coppa Italia. Meritava quel posto, ma una sconfitta di troppo nel girone di andata le è costata un posto che l’avrebbe resa la mina vagante. Ma quel ruolo non glielo toglie nessuno, anche in vista dei play off che si son fatti più vicini per i gialloblù dopo la vittoria nel derby di domenica contro Jesi. Se in campo i protagonisti sono stati diversi, è in tribuna che un pezzo di vittoria è stato costruito. Lo riconosce il vicepresidente Riccardo Bigioni che al palazzo si alterna tra un urlo, u battere le mani e un bacio all’ultima arrivata di casa, che dopo pochi mesi di vita già è parte della Poderosa Family. “Le emozioni ho iniziato a provarle già prima della palla a due, per questo ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno trasformato la giornata di domenica in realtà”. Un lungo elenco quello del dirigente che il primo pensiero lo ha ovviamente dedicato alla squadra capace di battere Jesi al termine di una grande partita: “Dico grazie ai responsabili della scuola basket, Lerici e Di Marco, che insieme a Franco Del Moro e Simone Del Prete (Fip) organizzano ogni volta nuove iniziative per coinvolgere bambini e famiglie. Il PalaSavelli brulicante di piccoli pesti, pronte ad esaltarsi per le giocate dei campioni che vedono in campo, è uno spettacolo. Grazie ad Avis, Aido ed Admo e ai Boys, un gruppo di giovanissimi che in pochi mesi si sono fatti traino del pubblico insieme a Salvatore La Porta e Dino Pizzuti”.

Un grazie a tutti loro, ma soprattutto a chi poi ha fatto canestro. Di Gueye si è parlato a lungo a fine partita, visto che tre sue giocate hanno cambiato volto all’ultimo e decisivo quarto, ma contro Jesi è andato in scena anche il Rivali che in B ha fatto la differenza. L’anno scorso nessuna squadra si sarebbe mai sognata di battezzarlo, ovvero lasciargli due metri di spazio per tirare. Quest’anno sì, perché il play pesarese ha spesso esitato nel tentare la conclusione, preferendo il passaggio in più. Eppure, quando tira, spesso segna. E la riprova è arrivata contro Jesi. Nel secondo quarto ha inserito il turbo e ha segnato otto punti, subendo falli in penetrazione, costringendo così la difesa di Cagnazzo a interessarsi a lui e lasciando qualche centimetro in più a Powell e ai tiratori. Poi, nel terzo periodo, di nuovo il Rivali play puro, che mette in ritmo i compagni e non guarda il ferro. Illusione per Jesi, perché negli ultimi minuti, il cervello di Ceccarelli è tornato protagonista nel momento più importante quando il suo avversario diretto infila la tripla del -6 (71-65) sfruttando un blocco di Rinaldi. Azione successiva, il play gioca il pick&roll, Green passa dietro, Rinaldi resta sul blocco del lungo gialloblù e Rivali si trova solo, un metro dentro la riga da tre punti. Lo lasciano libero, convinti che non tirerà e invece: canestro. Della serie: battezzatemi ma non troppo.

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