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Coach 'professore' Childress: "Montegranaro nel cuore, voglio venire ad allenare in Italia"

childresscoach

Il play: “L’esperienza di Montegranaro ha un sapore tutto suo, in quanto è una città piccola e nessuno si aspettava che potessimo vincere il campionato. Ma tutto ha funzionato tra noi e con coach Pillastrini”.

MONTEGRANARO - Per il figlio a casa è ‘dad’, per i tifosi italiani era e resterà sempre il ‘professore’, per tutti oggi è ‘coach’.: Randolph Childress. Uno degli ultimi veri grandi playmaker del basket moderno si è raccontato al sito basketballncaa.com tra un allenamento e l’altro con Wake Forrest. Lasciata l’Italia, la sua seconda casa, il prof è stato accolto a braccia aperte da una leggenda Nba, Danny Manning, che lo ha voluto nel suo staff fino a farlo diventare primo assistente.

“Ho un sogno, venire ad allenare in Italia”. Le sue parole hanno fatto il giro del mondo e sono arrivate fino a Montegranaro dove l’articolo è diventato virale. Il sogno di Childress diventa il sogno di chi crede che sia ancora possibile vedere la Sutor Montegranaro in serie A. Un sogno gialloblù, colore che oggi caratterizza anche la Poderosa della famiglia Bigioni, che in A2 sta e che sta facendo di tutto per essere la squadra amata da tutta Montegranaro. Come tutti amano Childress, l'uomo che con il bacio alla coppa simbolo del campionato vinto in A2 è diventato un'icona.

Sono pronto per fare il primo allenatore. Ho fatto la gavetta” ribadisce Childress. Ed è vero, perché quando Wake Forrest lo ha chiamato, con tanto di cerimonia di ritiro della sua maglia con il numero 22 con cui giocava assieme a Tim Duncan, lui ha accettato senza neppure chiedersi quello che avrebbe fatto. Ed è partito dal basso, dal primo posto utile, quello di assistant to athletic director. Ma per sperare in una chiamata italiana, serve il salto di qualità, che sia con la sua università o altrove, a cominciare dall’Italia.

Dove ha vestito tante maglie, ma una in particolare se l’è sentita cucita sul petto, quella della Sutor: “L’esperienza di Montegranaro ha un sapore tutto suo, in quanto è una città piccola e nessuno si aspettava che potessimo vincere il campionato. Ma tutto ha funzionato tra noi e con coach Pillastrini”. Tre anni incredibili, bissati poi a Varese e Caserta, con cui ha vinto altri campionati, “ma il posto speciale è Montegranaro”. Non resta che sognare e crederci: magari il prossimo coach di una squadra gialloblù, che sia Sutor o Poderosa, potrebbe davvero essere il professore, soprannome che ha avuto durante gli anni con Pillastrini e che mai più ha abbandonato. (leggi intervista integrale)

r.vit.

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