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Poderosa in versione made in Italy: Piacenza domina, poi arriva la valanga azzurra

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È lì che la partita è cambiata, perché Ceccarelli si ricorda che in panchina ha Maspero, l’unico capace di cambiare il ritmo con uno scatto, una difesa aggressiva e magari un tiro ‘ignorante’ da tre punti.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – La vittoria del made in Italy. Nella disperazione totale di una partita da cui non sapeva più come venirne fuori, con la squadra precipitata a -14 (30-44) quando mancavano solo tre minuti alla fine del terzo quarto, coach Gabriele Ceccarelli fa quello che non ti aspetti: mette gli americani in panchina. Uno in realtà ci si era mandato da solo qualche minuto prima per evitare lo scontro fisico con Guyton, che è poi arrivato nel tunnel degli spogliatoi, l’altro, Corbett, lo ha fatto sedere sulla panca dopo che ha sbagliato una schiacciata senza senso frutto di una sua sfida personale con il canestro, oggi nemico.

È lì che la partita è cambiata, perché Ceccarelli si ricorda che in panchina ha Maspero, l’unico capace di cambiare il ritmo con uno scatto, una difesa aggressiva e magari un tiro ‘ignorante’ da tre punti. Che puntuale arriva insieme a quelli di Amoroso, Gueye, Campogrande, di nuovo Amoroso e per finire il filotto che porta al 20 a zero di parziale ancora Maspero (50-44).

Questo è il basket: tecnica, senza dubbio, allenamenti, fondamentali, ma poi ci vuole cuore. E i panchinari, trascinati dal solito incredibile Amoroso, ne hanno messo tanto. Andrea Zanchi, uno che dal PalaSavelli ci è partito qualche decennio fa, sarebbe entrato in campo. Con le mani faceva il segno della paura, perché i suoi a un certo punto hanno tremato, hanno smesso di fare canestro, anche quelli facili. L’inerzia del match era cambiata.

Maspero ha alzato il livello difensivo, Amoroso contro Infante ha giocato al non farsi male e alla fine il lungo piacentino ci ha rimesso, perché poi il capitano gialloblù ha più frecce al suo arco. In mezzo a questa scarica di adrenalina si è inserito Gueye che ha cominciato a subire falli, tramutati con precisione impeccabile in tiri liberi. Il brivido lo fa correre di nuovo Reati con la tripla del 54-55 che riporta avanti Piacenza.

Ma è il canto del cigno di una partita che la Poderosa aveva fatto sua con la grinta. Vedere Corbett e Powell seduti in panchina, uno vicino all’altro che confabulavano, è solo stata una ulteriore scarica di energia per un gruppo solido in cui anche le stelle devono stare al loro posto. Corbett è una forza della natura, ma non può innervosirsi appena non tocca il pallone e non può cercare di vincere le partite da solo quando dall’altra parte ha avversari che fisicamente non lo temono. Non lo stava capendo oggi, glielo ha fatto capire Ceccarelli che per 27’ ha faticato a leggere il match, anche perché era quasi incredibile quello che stava vedendo, poi con Maspero ha trovato il coniglio bianco e a quel punto ha avuto il coraggio e la lucidità di insistere su un piano partita neppure immaginato.

Dagli altri campi arriva il nuovo ko di Trieste, questa volta a Imola, e la vittoria di Ravenna su Udine e di Bologna nel derby con Ferrara: il che significa gialloblù saldamente al secondo posto. Ripensando al – 14 del 27’…che meraviglia il basket.

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