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Una (Campo)grande Poderosa batte Roseto. Vittoria e secondo posto

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La fortuna della Poderosa è che Roseto non è abituata a vincere. Cosa che invece sa fare benissimo Powell che in attacco è una Ferrari, peccato che in difesa diventa un’autostrada.

di Raffaele Vitali

ROSETO – Senza ritmo per venti minuti, in controllo nel terzo quarto, masochista nel quarto periodo. Che partita stana quella della Poderosa a Roseto, sempre più inversione diesel. Di buono c’è la vittoria (85-91), a cui si aggiunge l’ottima prestazione offensiva di Luca Campogrande, ma trovarci altro è difficile.

I primi due quarti in realtà la partita l’avevano già indirizzata. E per fortuna che Campogrande entra in trance agonistica e da solo trasforma una gara complicata, la Poderosa insegue per 11’ (21-13) in una sfida equilibrata che, se solo Amoroso facesse l’Amoroso, sarebbe in controllo (21-22 al 14’) dopo che Campogrande completa la rimonta insieme a una tripla di Maspero. Il problema è che Roseto difende e la squadra di Ceccarelli (il commento del coach) fa fatica a leggere le azioni. Poca circolazione e quando invece i gialloblù riescono a raggiungere il quarto passaggio è il tiro che resta corto o Marulli, peperino in difesa, ci mette la mano. Chiudere il secondo quarto in vantaggio di quattro punti. Dopo aver tirato con il 19 per cento da te è stato il miglior segnale per Rivali e compagni, sorretti da oltre cento tifosi.

Il piano partita forse era quello visto che aveva funzionato domenica al PalaSavelli. Ma non sempre funziona giocare al gatto col topo e così la Poderosa ha dovuto sudare fino alla fine anche perché Contento si veste da Matt Carlino e fa canestro da ogni posizione, incluso uno spettacolare contropiede con cambio mano dietro schiena (68-75 a- 35’). La fortuna della Poderosa è che Roseto non è abituata a vincere. Cosa che invece sa fare benissimo Powell che in attacco è una Ferrari, peccato che in difesa diventa un’autostrada.

Nella confusione generale, che riporta la squadra di Emanuele Di Paolantonio fino al -3, c’è tanto su cui lavorare in settimana per Ceccarelli: Rivali che in attacco non produce nulla, anche quando viene battezzato e lasciato libero dagli avversari; gestione degli ultimi tre minuti in cui Corbett, ovvero il principale terminale, riesce a prendere solo un tiro e nel cercare il secondo, innervosito, sfonda; Carlino che segna un canestro in 5 secondi riportando i suoi a -4 quando la gara poteva già essere finita.

Poi, che Powell con un pizzico di volontà non abbia rivali in questo campionato, lo sanno tutti. Anche lui, solo che se lo ricorda a corrente alternata. Ma se l’accende impazzisce anche il pubblico avversario, perché l’alley-oop del 34-46 costruito con due passaggi è di quelli che fanno bene al basket.

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