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Dalla panchina alla schiacciata: quando gioca con il sale in Zucca diventa un fattore per la Poderosa

zuccacorbett

È cresciuto Zucca. “Sono più reattivo. Ho superato una fase personale difficile. Ora sono tornato a crescere e mi impegno".

PORTO SAN GIORGIO - Mission possible: ribaltare la differenza canestri dopo la sconfitta di 14 punti dell’andata. “Avevamo questo obiettivo, dovevamo raggiungerlo e ci siamo riusciti”. Dario Zucca, l’uomo che più di ogni altro viene richiamata in campo, viene stimolato, viene cazziato, ha chiuso tra gli applausi la sfida contro Ferrara e se solo il ferro non si fosse frapposto tra lui e la gloria avrebbe trascinato il PalaSavelli in una giocata in stile Nba.  “C’ho provato a fare quel tap in a due mani in schiacciata. Se entra esplode il palazzetto, altrimenti ti morsichi la lingua. E non è entrato”.

Inizio molle della Poderosa, poi l’impatto importante dei panchinari: “Dopo l’intervallo siamo cresciuti. All’inizio un po’ assonanti, forse anche per lorario. Poi abbiamo ingranato la marcia. Noi più leggeri e veloci, meno statici dovevamo correre”. È cresciuto Zucca, che ha chiuso con 13 punti e il 50% al tiro, che diventa un 5/5 dalla lunetta. “Sono più reattivo. Ho superato una fase personale difficile. Ora sono tornato a crescere e mi impegno. Non sempre riesco a essere protagonista, ma so che do sempre il massimo alla squadra”. E la squadra lo ripaga, con assist al bacio: “In questa Poderosa la palla si passa in base alla posizione. L’extra pass è fondamentale per trovare l’uomo più libero. Ho avuto il pallone da diversi giocatori e a quel punto mi gioco le carte che ho. La fiducia c’è in allenamento e in partita. In una squadra così variegata per età e luoghi di nascita, c’è necessità di fiducia”.

Vincere lasciando gli avversari sotto di 24 punti aumenta la consapevolezza e l’autostima: “Seguo la linea di Powell, siamo tra le prime tre squadre del campionato. Come dice un rap ‘il cielo è il limite’ quindi dobbiamo guardare in alto”. E di certo è più facile farlo se Zucca diventa un fattore che permette a Caeccarelli di far riposare un po' Amoroso, dopo mesi sceso sotto i 30' minuti di utilizzo.

r.vit.

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