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Basket. Una squadra da play off ha bisogno del pubblico: la Poderosa riapre la campagna abbonamenti

boyspoderosa

Il ritorno si apre con un dilemma: comprare e diventare forti quanto le prime della classe anche in panchina o proseguire nel progetto di consolidamento di una squadra costruita con un sapiente mix tra esperti e talenti da far sbocciare?

MONTEGRANARO – Fuori dalla coppa, ma con la consapevolezza di valere uno dei primi posti del campionato, di certo uno dei primi otto che valgono i play off. E così, la Poderosa a pochi giorni dall’inizio del girone di ritorno, si parte alle 12 con la prima diretta televisiva su SportItalia, riapre la campagna abbonamenti. Una scelta ragionata che vuole premiare chi, fino a oggi, ha deciso di comprare il biglietto domenicale, con un notevole sforzo economico.

Ora, se uno vuole fare parte della realtà gialloblù, qui non si parla più di sogni, ha una chance al costo di 50, 70 e 90 euro, in base al posto che si sceglie di occupare nelle prossime otto partite (si comprano al Fashion Store di Montegranaro o il sabato mattina al PalaSavelli). Se uno fa i conti, l’abbonamento in curva costa meno di un posto al cinema, quello in tribuna laterale vale un posto al cinema 3D, che è bello ma di certo non coinvolgente come una partita di basket. Insomma, le ragioni per abbonarsi ci sono, anche perché è facile immaginare che poi gli abbonati avranno un occhio di riguarda della società se la Poderosa giocherà la fase a orologio che porta in serie A.

Il girone di ritorno tra l’altro vedrà al PalaSavelli tutte belle e affascinanti sfide, con il filotto delle ultime da brivido e che poi sarà quello che deciderà la griglia finale: Ferrara, Piacenza, Treviso, Jesi, Bergamo, Ravenna, Udine e Trieste. La campagna resta aperta per tutto gennaio, ma è chiaro che la logica vorrebbe che l’abbonamento diventi il primo regalo del 2018 dell’appassionato. La Poderosa per vincere ha bisogno dei tifosi, che si spera nel nuovo anno diventino anche un po’ più caldi. Ma su questo molto giocheranno i Boys, il gruppo nato da un paio di mesi che sta cercando di strutturarsi, di imparare qualche coro, ma soprattutto di diventare coinvolgente, evitando così di far fare il capo ultrà allo speaker Foresi, che rischia ogni partita l’espulsione dagli arbitri.

Chiudere il girone di andata al quinto posto, a una manciata di canestri da quel quarto, per non dire secondo che avrebbe regalato le Final Eight di Jesi, è il miglior biglietto da visita della società per il giorno di ritorno. Certo, ora si prono anche delle considerazioni ai Bigioni: comprare e diventare forti quanto le prime della classe anche in panchina o proseguire nel progetto di consolidamento di una squadra costruita con un sapiente mix tra esperti e talenti da far sbocciare? Il dilemma verrà sciolto nelle prossime settimane e forse anche questo dirà di più sui nuovi obiettivi gialloblù che hanno già messo in cassaforte la permanenza in A2 a metà stagione del primo campionato mai giocato prima.

Raffaele Vitali

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