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Rimonta senza gioia. Poderosa, contro Udine va in scena la sconfitta dei rimpianti

powellamoroso flop

Iniziare il quarto periodo con dieci punti da recuperare, sapendo che ne hai segnati solo 47 in trenta minuti è una zavorra mentale. Che diventa leggera solo nei due giocatori che spesso prendono iniziative per molti ‘senza logica’ per loro naturali: Gueye e Powell.

UDINE – Quanti rimpianti sotto l’albero di Natale per i giocatori della Poderosa. Quanti rimpianti per Eugenio Rivali, che perde due palloni giocando a due con Amoroso, come mai successo fino a oggi in stagione. Che rimpianti per un Corbett che subisce 4 stoppate e tira col 30%. Che rimpianti per l’impegno messo ogni 5’ per rimontare il divario che raggiungeva la doppia cifra. Che rimpianti per Ceccarelli che per andare in Coppa Italia, nonostante il regalo di Ravenna ko con Mantova, ora avrà bisogno di un piccolo miracolo.

Un brutto primo quarto per la Poderosa, eppure Udine chiude solo con 5 punti di vantaggio. Palle perse in palleggio, infrazioni di campo e stoppate in serie subite da Corbett che non riesce a leggere le braccia di Pellegrino, dinamico lungo che in difesa chiude l’area e in attacco sbeffeggia Powell. Di buono c’è che peggio non poteva giocare la XL Extralight. Il paradosso è che Udine inizia malissimo per colpa di un Veideman fuori ritmo. Poi, minuto dopo minuto, l’estone ricorda perché secondo quasi tutti sia il miglior play del campionato: 12 punti in un amen e tre triple che proiettano la squadra di Lardo sul +8 (24-16). Nel mentre anche un tecnico a coach Gabriele Ceccarelli, che protesta alla terza stoppata subita da Corbett.

Il secondo quarto non inizia bene per i gialloblù, perché Lardo trova nella panchina un’ottima risorsa: Latorre segna anche di tabella, Mortellaro fa legna. Il -11 poteva spaventare chiunque, ma non Powell in versione deluxe che gli arbitri neppure li guarda concentrato solo nel fare canestro, spesso di mano sinistra partendo in palleggio. È la rimonta, che ha in Gueye, tripla su passaggio di Corbett, l’accendino. Si va avanti a strappi, il problema è che il primo lo dà sempre Udine, magari grazie alle triple dei lunghi, vedi Benevelli e Pellegrino che approfittano delle gambe lente di Amoroso e Zucca e di quelle di Powell concentrate, per due quarti, solo sull’attacco come confermano i 16 punti in venti minuti.

Udine è solida, costruisce le vittorie sulla difesa e la fisicità, che invece manca alla Poderosa in alcuni ruoli. Una carenza nota, compensata solitamente dalla verve offensiva di Corbett e dalle movenze di Amoroso, ovvero i due grandi assenti nei primi quarti al PalaCarnera. Il terzo periodo è una fotocopia dei due precedenti. Udine allunga, Montegranaro accorcia, Udine allunga addirittura a +14. Poi la sorte guarda in faccia Zucca che allo scadere dei 24 secondi lancia la palla verso il ferro e segna. Il problema è che la squadra di casa è in costante controllo del match, mentre gli uomini di Ceccarelli vivono di folate improvvise, mentalmente faticose.

Iniziare il quarto periodo con dieci punti da recuperare, sapendo che ne hai segnati solo 47 in trenta minuti è una zavorra mentale. Che diventa leggera solo nei due giocatori che spesso prendono iniziative per molti ‘senza logica’ per loro naturali: Gueye e Powell. Due triple in fila a cui si aggiunge una di Rivali, che colpisce il ferro ma poi vede il pallone entrare lo stesso, rendono il miracolo possibile 63-61. Mai così vicina la XL Extralight, mai così in difficoltà Udine. Peccato che Powell, senza dubbio il migliore per continuità dei gialloblù, sbagli un comodo appoggio in reverse. Dal possibile pareggio alla tripla chirurgica di Veideman. Finisce qui la partita, nonostante ci siano altri 5’. Perché Udine cancella la paura e si affida al semi gancio di Pellegrino (79-75 il finale).

Rimpianti, insomma, ma anche la conferma che questa squadra se la può giocare con tutte e in ogni campo, anche quendo il faro, Rivali, va a corrente alternata. 

r.vit.

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