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Il paradiso è gialloblù: la Poderosa prima illude Jesi e poi la schiaccia

jesipode

Il basket è numeri e i 27 di Corbett con 10/20 al tiro sono imponenti come sembrano pochi, ma pesano come un macigno, i 5 di Rivali, un appoggio in lob a inizio quarto periodo e i due tiri liberi che chiudono la partita a un soffio dalla sirena.

di Raffaele Vitali

JESI – Difficile dire se è più bella la vittoria (71-76) o l’entusiasmo dei 400 tifosi della Poderosa arrivati a Jesi. Difficile dire se la partita l’ha persa Jesi, che non ha capitalizzato due quarti perfetti, o l’ha vinta la Xl Extralight. Ma sta di fatto che ora al secondo posto con la Fortitudo Bologna ci sono i gialloblù di Ceccarelli. Ha sette vite come i gatti questa squadra. Domenica contro Forlì ha vinto senza fare canestro da tre punti, oggi ha vinto dovendo recuperare dieci punti. Insomma, la Poderosa sa vincere in ogni condizione.

Il motivo è semplice: la squadra non si sfalda. Anche quando gioca male, come successo nei primi due quarti. Il basket è fatto di numeri e quelli di Jesi erano incredibili: 26 punti segnati in 10 minuti, 48 all’intervallo lungo. Il piano partita di coach Cagnazzo era fino a quel momento perfetto. Il problema è che la Poderosa lo aveva accettato supina, non cambiando mai ritmo, cosa che invece poteva fare benissimo affidandosi alla regia di Rivali. “Ci stavano umiliando a rimbalzo, l’unica cosa che ho chiesto è di smettere di subire almeno quelli in attacco” spiega Ceccarelli.

Siccome il basket è numeri, nel terzo periodo succede qualcosa: l’Aurora non fa più canestro. Forse un eccesso di fiducia, forse la convinzione di avere già vinto, sta di fatto che i padroni di casa tirano sempre dopo un passaggio e non segnano mai. Dopo 8’ sono due i punti segnati. Mentre crescono quelli della Poderosa. Chiudere 6-18 il terzo periodo è stato il segnale che vincere era possibile, perché si partiva 0-0.

Il basket è numeri e i 27 di Corbett con 10/20 al tiro sono imponenti come sembrano pochi, ma pesano come un macigno, i 5 di Rivali, un appoggio in lob a inizio quarto periodo e i due tiri liberi che chiudono la partita a un soffio dalla sirena dopo aver recuperato una palla vagante, “una di quelle che nei primi venti minuti Jesi prendeva, andava al bar a prendere il caffè e poi segnava tanto eravamo fermi” ribadisce il coach. Un numero da cancellare in fretta è il 5 nella casella falli di Powell, che ha rischiato di vanificcare la rimonta (65-65 al 35') e lo 0/8 da tre oouti di capitan Amoroso, che ha però saputo rifarsi in difesa nela giornata no dell'attacco.

Il pubblico si è divertito e si è caricato con le palle rubate di Corbett, chiuse con un paio di contropiedi da prestigiatore, e le triple di Campogrande, protagonista assoluto con 8 punti consecutivi nel terzo periodo, quello che ha cambiato il match. Serviva il protagonista a sorpresa, da aggiungere anche il tap in di Zucca quando Jesi stava scappando di nuovo (68-67). Mattoncini che senza il calore del pubblico della Poderosa, trascinato dai Boys guidati da Pizzuti e La Porta, non sarebbero mai diventati la casa del secondo posto in A2.

@raffaelevitali 

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