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Treviso-Poderosa, il ritorno di Pillastrini: Corbett e Powell, "gli Usa più forti", Rivali, "è incredibile", e il basket a Montegranaro

Stefano Pillastrini poderosa

Intervista all'ex coach Sutor: "Trieste e Bologna sono il top, ma ci saranno sorprese, penso anche a Montegranaro. Perché a livello di quintetto ci sono molte buone squadre. La differenza la fa la panchina. Chi avrà anche qualche giovane che esplode o uno inatteso può fare il campionato di vertice".

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Di Montegranaro è cittadino onorario. Di Montegranaro è stato l’allenatore che ha fatto un pezzo di storia. Per anni idolo indiscusso, poi un ritorno infelice, “che non avrei mai dovuto fare” e i rapporti che si incrinano. Non con tutti, ma con una parte di città sì. Eppure, Stefano Pillastrini è davvero qualcosa di speciale per il basket veregrense e nazionale in generale. Coach di Treviso, domenica condividerà dopo anni il parquet con una squadra di Montegranaro, non la storica Sutor ma la nuova e brillante Poderosa.

Coach, partiamo dal presente. È a Treviso da quattro anni, un posto speciale?

“Insieme a Montegranaro è l’esperienza più lunga della mia vita professionale. A dire il vero alla Fortitudo rimasi nove anni ma ero molto giovane.

Analogie tra Treviso e Montegranaro?

“Molte. Treviso L’ho presa in A2 Silver, che sarebbe la B dei tempi della Sutro. La differenza principale è che Montegranaro era una piazza con grande tradizione di basket, ma non di vertice. Mentre qui c’è una storia importante come top team a livello europeo. A livello personale qui si sono affidati molto a me, siamo partiti molto bene. Esperienza bellissima, come è stata la prima volta a Montegranaro”.

Cosa cambia davvero?

“A Montegranaro tutto era bello, perché era la prima volta. Qui è la bellezza della ricostruzione, dopo aver toccato il fondo. Come in ogni cosa, pian piano l’appetito vien mangiando”.

Il sogno è sempre la serie A per Treviso?

“Sono stato anche a Pesaro e Varese in periodi di ricostruzione. Il punto è così sempre. All’inizio sei contento di esistere, poi perché lotti e poi dopo un po’, ancora non è così, si chiederà lo scudetto. Questa città è abituata all’alto livello”.

Vincere la stagione regolare non basta più?

“All’inizio allestimmo un gruppo pieno di scommesse. Vincemmo la Silver, poi una prima Gold con tutti esordienti e arrivammo primi uscendo in semifinale. L’anno scorso abbiamo perso con la Fortitudo. Ora ci riproviamo”.

Quest’anno è cambiato il programma?

“Abbiamo una squadra forte, con giocatori accreditati. Prima avevo giocatori molto forti, ma in crescita. E molti giocano in serie A o come Moretti in America. Adesso sono giocatori di categoria. Abbiamo preso il meglio di quello che c’era. Poi è chiaro che la Fortitudo ha Mancinelli e Cinciarini, Trieste Cavaliero e Fernandez. Ci sono più squadre accreditate, ma sappiamo che possiamo dare molto”.

L’inizio balbettante perché?

“Giochiamo in condizioni difficili. Siamo senza un americano per scelta. Numerosi infortuni, prima Fantinelli e poi Antonutti. Condizione difficile, oltre al fatto che dopo aver vinto tre stagioni regolari consecutive, il refrain che si sente sempre è partiamo piano perché vincere la stagione regolare non conta. Ma non è vero. Noi nel passato volevamo vincere ogni partita per crescere. Oggi sappiamo che siamo forti e vogliamo arrivare ai play off in condizioni buone”.

Tutti tranquilli a Treviso?

“Precampionato giocato senza metà giocatori. Inizio stagione con troppe lacune. No è facile per una squadra che tradizionalmente con me cresce in palestra. Perdere tempo, o meglio di non usarlo in maniera ottimale, non mi piace. Però c’è molto impegno e voglia di fare. Sono fiducioso. Domenica abbiamo vinto giocando molto bene”.

E ora Montegranaro, stupito dalla Poderosa?

“No, stupore proprio no. Powell e Corbett è la coppia che avevo nell’anno di esordiente. E se non avessimo avuto problemi con Corbett avremmo vinto anche i play off. Due giocatori eccellenti, forse la miglior coppia del campionato. Avendoli riportati in Italia so quanto valgono e li stimo”.

E poi c’è Amoroso.

“A questo livello è un top player. E con lui c’è Rivali, giocatore di grande concretezza, molto bravo. E ho stima di Campogrande. Insomma, il quintetto è di livello”.

Panchina giovane.

“Ragazzi che stanno già facendo bene. E c’è Gueye che qualche partita te la fa vincere. È una matricola solo di nome. Può avere ambizioni importanti, è giusto che li abbia. Poi ha tutti i vantaggi dell’essere matricola in cui tutto viene preso con grande umiltà. Arriveranno fino in fondo”.

Come sta andando Simone Barbante, ex talento gialloblù su cui avete puntato?

“Sta lavorando molto bene. In precampionato ha avuto molto spazio. Chiaramente non è ancora un giocatore pronto per la A2. Lo sarebbe da un punto di vista tecnico, ma è ancora molto leggero. Come talento e tecnica è un ragazzo interessante”:

Treviso ci crede in lui?

“Assolutamente sì. Pur essendo prematura la cosa. I lunghi maturano più lentamente, ci vuole tempo. Ancora cresce. Non possiamo permettere che sia da A2, ma ha un futuro davanti a lui”.

La Sutor è ripartita, le fa sempre effetto?

“Non può non fare effetto è una parte importante della mai vita. Ho vissuto due momenti molto diversi, come tutta la città di Montegranaro. Il tempo fa ricordare le cose positive. Chiaro che rimane il grande errore di quando sono tornato, un errore che non avrei dovuto commettere. E non lo volevo fare, ma mi convinsero. Il fatto che ritorni o provi a ritornare è entusiasmante”.

E poi la allena Marco Ciarpella.

“Lo conosco e i genitori mi dicono sempre che allena per colpa mia. Gli avevo dato dei consigli e lui ha iniziato emi fa piacere che abbia questa opportunità. È un ragazzo, questa è una bella occasione, ma non deve farsi prendere dalla tensione”.

Pillastrini, tornano in A2, quali sono le avversarie?

“Trieste e Bologna sono il top, ma ci saranno sorprese, penso anche a Montegranaro. Perché a livello di quintetto ci sono molte buone squadre. La differenza la fa la panchina. Chi avrà anche qualche giovane che esplode o uno inatteso può fare il campionato di vertice. Le prime tre sono quelle costituite con nomi e forza, ma ci sono tante altre che possono ambire a un posto importante e Montegranaro ha veramente qualità. Quando hai una coppia di americani così e poi Amoroso e Rivali, puoi fare qualsiasi cosa”.

Le piace proprio questa Poderosa.

“Powell, Amoroso e Rivali son tre giocatori che passano la palla come nessuno. Uno che corre come Powell non ce l’ha nessuno. E Amoroso che arriva a rimorchio e tira da tre”.

Rivali è un play fuori dal tempo?

“Rivali è splendido Lo conosco benissimo. Quando ero alla Scavolini faceva le giovanili e non godeva di un grande credito. Poi ha fatto bene a Ravenna dove lo allenava un mio amico, Ceccarelli era assistente e mio figlio ci si allenava. Oltre a essere un play vero, ed è una categoria in via d’estinzione, è un giocatore con capacità di fare le cose per vincere. Ed è una cosa rarissima. Lui che si è abituato a non tirare mai, poi se serve fa i punti. Sa fare quello che serve. A lui di segnare non importa. Contro Verona ha dominato la gara, ma senza mai tirare. A Piacenza ha fatto tutti i canestri che contavano. Non ha bisogno di mettersi in partita con i punti. Lui è felice quando i compagni segnano e la squadra vince. Cosa chiedere di più a un play?”.

@raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com 

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