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Il progetto. La Poderosa ha la sua curva: ecco i Boys, cestisti Under 16 che tifano solo a favore

boyspoderosa

Hanno una maglietta che li identifica, “ma ne abbiamo tante negli scatoloni quindi è un gruppo totalmente aperto” spiega Pizzuti, hanno un tamburo, hanno dei colori, hanno una bandiera, hanno una squadra, “e loro sanno che devono tifare solo per la Poderosa, mai contro” prosegue.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO - La creazione di un pubblico è quanto di più complicato possa esserci. Perché la passione nasce da dentro e non si insegna. Ma si può invece indirizzare nel modo giusto, farla restare dentro i binari della correttezza. È quanto sta cercando di fare la Poderosa Montegranaro, squadra alla sua prima esperienza in serie A2. Non ha un tifo organizzato la famiglia Bigioni, ma domenica dopo domenica ha sempre più appassionati in tribuna. E così, dopo la prima giornata con la curva piena di bambini in festa, ha pensato di fare un passo in più.

Sono nati i Boys. Che non sono altro che una ventina di Under 16 uniti dallo stesso amore per la palla da basket. l’idea è venuta a Dino Pizzuti e Salvatore La Porta, due della vecchia guardia, di quelli che andavano in giro per l’Italia a tifare Sutor e che oggi si sono innamorati della squadra che rappresenta Montegranaro nel basket nazionale. Confrontandosi con la società hanno pensato di coinvolgere i settori giovanili. E così, partendo da uno zoccolo di otto ragazzini di Montegranaro, hanno allargato il giro e in maniera naturale il gruppo si è ampliato con giocatori che arrivano da tutto il circondario, che sia Montegiorgio o Sant’Elpidio, Monte Urano e Porto San Giorgio.

Hanno una maglietta che li identifica, “ma ne abbiamo tante negli scatoloni quindi è un gruppo totalmente aperto” spiega Pizzuti, hanno un tamburo, hanno dei colori, hanno una bandiera, hanno una squadra, “e loro sanno che devono tifare solo per la Poderosa, mai contro” prosegue, e hanno una chat su whatsapp che li fa parlare di basket. Ed è questo uno dei temi principali: “Chi si siede in quella curva lo fa perché ama il basket, perché gli piace guardare questo sport e vuole aiutare i giocatori con la propria passione” aggiungono i promotori del gruppo Boys.

Che ha debuttato bene contro Verona e che d’ora in avanti sarà lì, in mezzo a quella curva non curva, che resta uno spazio aperto, uno spazio di tutti, come nella prima giornata quando con dei cartoncini gialli e un po’ di triple a segno si è trasformato il pubblico in tifosi. Quelli belli che non gridano contro ma che pensano solo alla Poderosa. L’era dei Boys è iniziata, una strada non facile per una società che ha dovuto creare tutto da zero, tranne il talento dei giocatori che scendono in campo. E come dicono i Boys: ‘Il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei sogni’.

@raffaelevitali

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