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PalaSavelli, the place to be: è il giorno del basket, il giorno della Poderosa, il giorno della A2

rivalicorna

Quella di oggi è una giornata speciale, attesa da troppi anni. Da Porto San Giorgio che si è trovata orfana e con un palasport sottoutilizzato, dopo gli anni di gloria in cui ogni giornale nazionale parlava del PalaSavelli e i ristoratori la domenica riempivano tutti i tavoli inclusi quelli del rimpianto Novecento, a Montegranaro che si sente città da serie A.

di Raffaele VItali

PORTO SAN GIORGIO – Ci siamo, si gioca. La serie A2 torna al PalaSavelli. E torna con la Poderosa Pallacanestro Montegranaro. Alle 18 palla a due contro Roseto. Un cordone ombelicale unisce la città delle scarpe a Porto San Giorgio ed è alimentato dalla passione per la pallacanestro. Un connubio perfetto che porta vantaggi a tutti, sperando che diventai anche il volano per vittorie sul campo.

Il PalaSavelli torna a vivere respirando il suo sport, quello per cui è stato costruito. Il ritorno della Poderosa ha permesso al Comune di incassare lavori per 40mila euro che come amministrazione avrebbe avuto più di una difficoltà a fare. Lucidato il parquet, tinteggiati i muri, rimessa in funzione la palestrina. E tutto questo resta a Porto San Giorgio.

Del resto la Poderosa ha bisogno di questo palazzetto che a vederlo da fuori sembra vecchio, ma che entrando dimostra sempre che è uno die più belli d’Italia. Perché il gioco si vede bene da ogni seggiolino, perché è a due passi dal casello, perché si raggiunge da ogni angolo della provincia.

Ha bisogno della Poderosa la cittadina costiera, checché ne pensi qualche personaggio. La Poderosa porterà lavoro e immagine. Due dettagli non da poco per una città che ha perso appeal e che invece ha le potenzialità per dare risposte alle esigenze degli sportivi. Lo hanno subito capito pizzerie e ristoranti, su tutti come esempio il David Palace che ha creato il menu cestistico completo con tanto di vino a base di pesce: 25 euro e prima o dopo il match la domenica prende un altro sapore.

Ma ha bisogno la Poderosa dei sangiorgesi, perché il PalaSavelli è grande. In attesa di scoprire se Montegranaro la ama davvero e se saprà vivere questa nuova avventura gialloblù, che sono i colori della città e da quest’anno della squadra della famiglia Bigioni, le barriere cestistiche vanno abbattute. Non ci sono rivali sul territorio della Poderosa, ma solo compagni di viaggio. Perché tra settori giovanili e giocatori prestati, i Bigioni hanno cercato di avvicinare tutti, Sutor Basket compresa.

Insomma, quella di oggi è una giornata speciale, attesa da troppi anni. Da Porto San Giorgio che si è trovata orfana e con un palasport sottoutilizzato, dopo gli anni di gloria in cui ogni giornale nazionale parlava del PalaSavelli e i ristoratori la domenica riempivano tutti i tavoli inclusi quelli del rimpianto Novecento, a Montegranaro che si sente città da serie A ma che poi non riesce mai a vivere fino in fondo una gioia in modo unitario.

Nel mezzo c’è Roseto, allenata da un ex Sutor come Emanuele Di Paolantonio, ci saranno almeno 300 tifosi ospiti, ci sono giovani di talento, ci sono punti salvezza. Perché non va mai dimenticato che la Poderosa ha un roster di grande qualità, ma che è una matricola, che gioca, almeno oggi, senza il suo miglior realizzatore Corbett e che prima di sognare bisogna costruire le basi. Come fanno gli imprenditori, prima si prendono ordini, poi si produce. Prima si mettono punti in classifica, poi si guarda a traguardi più lontani.

Una giornata da vivere, una giornata di basket: ore 18, PalaSavelli, the place to be dicono gli inglesi.

@raffaelevitali

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