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Poderosa, ma che sfortuna. Corbett si infortuna e Ferrara le rovina il debutto in A2

corbettinfortunio

L’inizio choc con i primi tiri finiti lontani dal ferro poteva mandare fuori giri la squadra di coach Ceccarelli, alla sua prima da capo allenatore in serie A2. Ma la grinta ai gialloblù non manca mai.

 

di Raffaele VItali

FERRARA – La parola chiave della prima in A2 della Poderosa è: sfortuna. Quando il tuo miglior giocatore, quello più in palla e determinato, quello che fin dalla prima azione ha capito come si gioca in A2, esce zoppicando dopo 6 minuti, si stende in panchina e soffre, si mette la maglia sulla testa, parla con la moglie preoccupata dietro la balaustra e alla fine si ritrova con la caviglia imbragata nel ghiaccio, quando questo accade capisci che vincere diventa un’impresa quasi impossibile. E tale è rimasta. Ci ha provato la Poderosa Montegranaro a superare l’infortunio di Corbett, che in pochi minuti aveva fatto impazzire sia Rush che Cortese, i suoi mastini. L’inizio choc con i primi tiri finiti lontani dal ferro poteva mandare fuori giri la squadra di coach Ceccarelli, alla sua prima da capo allenatore in serie A2. Ma Corbett non ama fare l’attore non protagonisti e così con un arresto e tiro dal centro della linea da tre punti cambiava il corso del match rimettendolo sui binari giusti.

Ma anche le belle favole, sette punti in un amen, finiscono quando il regista è perfido. Fa tutto da solo Corbett, un dentro fuori del piede che lo fa accasciare e uscire a braccia. In panchina urla, si dispera in un mix di dolore e rabbia per dover guardare i compagni in campo. Ma se Corbett esce dal match, ci entra Powell, l’altro moro, l’altro esperto del gruppo. Ci ha messo un po’ a comprendere che lui è immarcabile per gli avversari se riceve vicino all’area colorata e a due passi dal ferro. Perché è esplosivo e perché sa usare le gambe per incantare i difensori. E infatti l’11-11 è tutto suo.

Solo che quando ti concentri su un uomo spesso dimentichi gli altri. E quando uno non tocca il pallone per troppi minuti poi perde concentrazione in difesa. È accaduto spesso questo durante i primi due quarti. Va detto che Ferrara gioca bene. Ha due play di qualità, Venuto e Panni, che sanno giocare sul blocco, sanno cambiare lato e sanno, soprattutto, segnare da tre punti se lasciati soli. Il -8 del primo quarto è la fotografia di un brutto attacco, Powell, finito con una brutta difesa: tripla di Moreno dall’arco.

Ma Ceccarelli non è tipo da farsi prendere dal panico, piuttosto prima risveglia tutti con un paio di ruoli. E lo fa con un ottimo time out nel momento più difficile, quello del -10 e delle facce basse perché Mike Hall e Panni sembrano immarcabili. La poderosa reagisce, impara a conoscere le mani di Campogrande, due triple per l’ex Fortitudo che sente aria di derby, e trova in Amoroso, il giocatore più osannato dal pubblico e cercato dai compagni insieme a Powell, il perno per scardinare la pesante, di chili, difesa di Fantoni e Molinaro. Il 49-41 dell’intervallo poteva essere migliore. Ma quando mancano 2’ impazzisce Marshwan Powell, proprio il giocatore chiave che prima commette un terzo fallo banale e poi protesta in maniera troppo plateale: tecnico e tanti saluti al match per lunghissimi minuti.

Oltre cento i tifosi sugli spalti che spendono l’intervallo guardando il tunnel che porta agli spogliatoi. Ma la lieta notizia non arriva: Corbett ha la caviglia avvolta nel ghiaccio bisogna fare a meno di lui. Ferrara lo capisce e prova ad accelerare approfittando anche della situazione falli dei gialloblù che cominciano a lasciare qualche centimetro di troppo agli uomini di Martelossi. Fantoni senza Powell si diverte con Zucca, ma il pivot veregrense complica la vita ai piccoli di casa stoppando un paio di entrate. Non basta l’impegno, non basta perché quando con l’orgoglio e un colpo di testa di Amoroso, tripla senza ritmo, la Poderosa torna a -4, ecco che il biondo venuto la punisce dalla lunga distanza.

Ceccarelli prova anche la zona per cercare di limitare i contatti, ma non è nelle corde della sua squadra, che ama mettere le mani addosso agli avversari. Son sempre di meno i giocatori gialloblù, perché a sei minuti dalla fine Campogrande commette il suo quinto fallo. Come se non bastasse Maspero continua a giocare una partita personale contro il ferro, frutto di un carattere da veterano e di una maschera che gli toglie la visuale. Ceccarelli lo fa giocare al fianco di Rivali, sperando che la costruzione dei tiri migliori, ma la frenesia da rimonta, la Poderosa nel quarto periodo resta sempre sul -9, toglie un po’ di lucidità. Quella che Ceccarelli saprà ricostruire nei prossimi giorni in cui preparerà al meglio la sfida contro Roseto.

Da Ferrara il coach riporta la voglia di lottare, la certezza di Amoroso, la consapevolezza che con Corbett in campo questa partita l’avrebbe vinta, ma anche che Rivali non può accontentarsi di passare la palla, perché se gli avversari lo battezzano lui deve punirli, altrimenti trovare spazi contro squadre fisiche come la Bondi di uno straordinario Mike Hall, ma che si fa in A2?, è impossibile. Il finale 83-69 è ingiusto per la Poderosa, ma gli ultimi 3’ sono una lenta agonia che servono alla Bondi per convincere i suoi tifosi ad abbonarsi perché i play off sono l’obiettivo dichiarato.

@raffaelevitali

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