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Intervista a Raffaele Ferraro, mister 'La giornata tipo': il basket senza visibilità, la Poderosa e Rivali "il nano con la testa da Eurolega"

raffaeleferraro

Ferarro alle 1645 sarà alla presentazione della Xl Extralight: "Il vero problema è che si parla di cultura sportiva, ma quella italiana è calciocentrica, cosa che non accade in altri Paesi sportivamente più democratici. Non bisogna pensare voglio il basket al posto del calcio, ma con idee, risorse e persone possiamo farlo crescere”.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Sabato ore 16.45, presentazione ufficiale della Poderosa Montegranaro attesa dalla prima stagione in serie A2. Presentatrice è la frizzante Daniela Gurini, voce narrante e ficcante è quella di Raffaele Ferraro, fondatore del blog La giornata tipo (foto The Creative Brothers).

Ferraro, come sarà ‘La giornata tipo’ della Poderosa?

“Spero che sarà piena di entusiasmo, tipico di una squadra neo promossa. Conosco persone che lavorano, sono giovani e hanno idee brillanti, con aspetti che mancano a tante società. E poi c’è la sfida mediatica di comunicare a tutti che è la Poderosa e non la Sutor”.

Come si avvicinano le persone?

“È da un anno che lavorano per cercare di proporsi come alternativa alla società storica. E quindi non facile. Dalla loro hanno la categoria e il buon lavoro. L’altra sfida, a livello Nazionale, è lo scotto che pagava Treviso, con la gente che non capiva che non sono più biancoverdi e Benetton”.

L’ha stupita il fatto che abbiano scelto lei per la presentazione?

“Non avevo idea in quale veste volessero ‘usarmi’. Non sono un presentatore, so che ho al mio fianco Daniela Gurini. Io mi inserirò per portare quel qualcosa di originale”

Ma quanta fantasia ha per riuscire sa riempire di contenuti La giornata Tipo ogni giorno?

“Più che la fantasia è la passione. Il fatto che tutti i giorni della mia vita ci sia qualcosa che riguarda il basket. Gioco da quando ho cinque anni e poi negli ultimi anni con questo blog è diventato un riferimento quotidiano. Fantasia, ma passione e voglia, perché se mancano quelli la sola fantasia non aiuta a promuovere il basket, cosa che in basket fanno in pochi. Usiamo ironia, ma anche quando portiamo una notizia la coloriamo, cercando di far vivere una emozione mentre si legge”.

Voi raccontate cose vere in modo originale, non falsificate la realtà.

“Con l’avvento dei social nel basket e del calcio sputano come funghi pagine e siti che usano l’ironia e un linguaggio giovanile per rendersi accattivanti. Io penso che La giornata tipo sia diversa, da non confondere con altre realtà che ‘banalizzano’ o quantomeno parlano di sport solo nel lato gossipparo. Noi parliamo di sport. Su dieci contenuti che proponiamo ci sono anche analisi tecniche. Nel corso degli anni sono arrivate collaborazioni importanti come Marco Crespi ed ex giocatori come Matteo Soragna. Parliamo di pallacanestro in modi diversi con un comune denominatore: l’ironia. È un modo democratico e coinvolgente di vivere il basket”.

A che pubblico vi rivolgete?

“Il linguaggio usato è trasversale. Soprattutto Facebook ci fa capire chi ci segue. La fascia di lettori con la percentuale più alta è il 18-24, una fascia nata con il cellulare in mano, poi abbiamo più over 35, quelli da Superbasket e Telemontecarlo, che Under 18”.

Forza mediatica per il blog, ma non potete compensare il poco spazio nei giornali e l’assenza della tv pubblica. Come dare spazio al basket?

“Sono uno di quelli che era incavolato tutti i giorni per la paginetta sui quotidiani. Ho passato anni a capire come potessero cambiare le cose. A un certo punto, se si aspettano anni per non veder cambiare le cose, qualcosa non funziona. Il web è una alternativa democratica e forse serve investire lì per essere sempre più presenti. La carta stampata e la tv, che hanno dinamiche più lente, col passare del tempo vedendo una esplosione di interesse sul web potrebbero cambiare la gestione degli spazi. Anche se il vero problema è che si parla di cultura sportiva, ma quella italiana è calciocentrica, cosa che non accade in altri Paesi sportivamente più democratici. Non bisogna pensare voglio il basket al posto del calcio, ma con idee, risorse e persone possiamo farlo crescere”.

Cosa si devono aspettare i tifosi Poderosa domani da Raffaele Ferraro?

“Spesso mi chiamano a parlare, anche se sono più bravo a scrivere. Non vi aspettate che io faccia ridere, dal vivo fanno ridere i comici. Sono un amante viscerale del basket e porterò il mio modo di essere e dare quel pizzico di Ferraro a una presentazione”.

Solo una piccola anticipazione sui giocatori?

 “Amo Rivali. Me lo ricordo a Ravenna e Sant’Arcangelo. Mi fa impazzire, perché è un ‘nano’ ma ha un controllo dei ritmi e della partita incredibili. Ha la testa da Eurolega, ma con un corpo da serie D. Mixando è diventato un giocatore ottimo da serie A2, un protagonista assoluto in B”.

Se questo è l’inizio…a domani allora.

“Non vedo l’ora, Poderosa arrivo”.

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