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Corbett, la guardia che guida una Poderosa ambiziosa: "Grande squadra, io vorrei giocare i play off"

corbett storione

Cosa spinge un giocatore a scegliere Montegranaro, Corbett lo riassume così: “Numerose ragioni, due principali. Una il fatto che ero già in Italia d due anni. La squadra neopromossa mi ha attirato, perché sapevo che mi volevano perché mi ritengono importante. E poi, ogni figura del club mi ha fatto sentire a casa. Infine, la location: siamo vicini al mare”.

PORTO SAN GIORGIO – La’Marshall Corbett c’è. Si presenta allo Storione di Porto San Giorgio con a fianco Stefano Vanoncini, vice allenatore della Poderosa. “Non abbiamo esitato quando dovevamo prenderlo per due ragioni: un giocatore esperto della categoria per una neopromossa è un dettaglio importante; oltre al valore tecnico su di lui c’erano referenze umane importanti. Sapevamo che era la persona giusta” spiega il coach.

Cosa spinge un giocatore a scegliere Montegranaro, Corbett lo riassume così: “Numerose ragioni, due principali. Una il fatto che ero già in Italia d due anni. La squadra neopromossa mi ha attirato, perché sapevo che mi volevano perché mi ritengono importante. E poi, ogni figura del club mi ha fatto sentire a casa. Infine, la location: siamo vicini al mare”. Corbett ama l’Italia: “La gente è splendida e pronta ad aiutarti, il clima è sempre ottimo, il cibo e ci sono tante città da vedere meravigliose, penso a Roma e Firenze”. Ma non è un turista e quindi si allena forte, sapendo che l’A2 è complicata: “Il livello della A2 è tosto, molto alto e migliora di anno in anno. Penso che siamo una squadra molto buona. Certo, il basket è fatto di alti e bassi, ma so che siamo capaci di affrontarli insieme. E chi lo sa fare poi supera ogni difficoltà e raggiunge buoni risultati”.

Sono un leader, non a parole perché parlo poco, ma lo sono in campo con il mio esempio. Lo do in difesa, a livello di impegno, lo faccio sapendo che posso fare canestro e creare per i miei compagni”. E poi ritrova Powell: “È morto importante ritrovarsi. Arriviamo da due zone vicine dell’America e poi ci siamo ritrovati sul campo. Amo il suo modo di giocare, so che può essere un fattore: è un animale, una vera bestia, può uccidere ogni partita”. Ma non è il solo che conosceva prima di arrivare a Montegranaro: “Ho giocato con Gueye a Jesi, è una persona speciale. E poi c’è Amoroso, giocatore incredibile, di intelligenza superiore, un vero leader. E poi c’è Rivali, un play che è il generale in campo”.

Squadra forte, allenatore giovane: “È figo, ci si parla bene e soprattutto capisce come stai. Quindi un impatto molto buono con Ceccarelli”. Sarà un’arma in più Corbett, visto che lui conosce gli avversari: “So che Bologna, Triste e Treviso sono un passo sopra le altre, ma è presto per fare dei pronostici che poi durante la stagione vengono sovvertiti. Ma sono certo che possiamo essere una delle squadre migliori del campionato, se prepareremo le partite nel modo giusto”.

La salvezza è il suo primo obiettivo: “Questo è il traguardo, ma come spinta individuale, parlando per me, noi americani abbiamo l’aspirazione di giocare per vincere e fare i play off”. Giocherà con il 21: “Mia madre giocava a basket con il 21 e quindi è il mio numero. E in più il mio giocatore preferito era Garnett che porta il 21, quindi…”. Grandi aspettative per lui, grandi per la Poderosa.

Raffaele Vitali

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