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Raduno, ecco la Poderosa da serie A2. Ceccarelli: "Gli avversari devono dire: che palle, arriva Montegranaro"

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“Abbiamo un 96 in quintetto e uno che cambia i lunghi, ecco che Campogrande e Zucca non li considero più Under. Se uno è buono gioca già a 19 anni e a 21 per me è un uomo” aggiunge duro il coach che fa così capire l’alta aspettativa che ha nell’ex Fortitudo e nel lungo incappato in un incidente stradale proprio pochi giorni prima del raduno.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – “Voglio una squadra grintosa che costringa gli avversari a dare qualcosa in più. Le squadre avversarie devono dire ‘che palle arriva Montegranaro’”. Benvenuti alla prima stagione in serie A2 della Poderosa Montegranaro. Le parole di coach Ceccarelli aprono il raduno dei gialloblù.

“Siamo dove volevamo essere 12 mesi fa”. Gabriele Ceccarelli dà il via alla stagione: “Ripartiamo dal 10 giugno consci che tutto è cambiato, perché il salto di categoria rende tutto più complicato”. Arrivano uno dopo l’altro i giocatori davanti alla Bombonera, mancano solo i fratelli Bigioni. Ma c’è il padre, il presidentissimo Dino, a rappresentare la proprietà e a dare il suo personale in bocca al lupo alla squadra. Uno per volta varcano la porta vetrata e tornano fuori con pantaloncini grigi e polo blu, oltre al borsone pieno di materiale tecnico. Perché da domani si suda. Due volte al giorno, tra pista d’atletica e palestra.

Montegranaro ritrova il basket che conta e Ceccarelli parte proprio da qui: “Questa città è abituata da tre anni a vincere. La Poderosa ha garantito l’80% di vittorie, cosa non possibile o di certo poco probabile in A”. Obiettivo chiaro per il giovane e vincente allenatore: salvezza diretta. “Per riuscirci dovremo vincere il 40% delle partite. Questo significa che perderemo. E quando accadrà, dovremo restare tutti compatti. Facile esserlo quando tutto va bene”.

Il budget con cui è stata fatta la squadra è “limitato”, ma “ottimo per una piccola realtà”. Un budget che “mi ha garantito un gruppo di cui sono molto contento”. A tal punto da ribadire: “Il 10 giugno una squadra così era un sogno. Se penso che l’abbiamo chiusa il 9 luglio, devo dire bravi a dirigenti e società. Abbiamo una copia di americani molto buoni, abbiamo preso Valerio Amoroso, un lusso per la categoria, abbiamo tenuto il play italiano più forte del campionato e abbiamo scommesso su Campogrande”. Questo per ragionare sul quintetto.

Il resto sono giovani di buone prospettive, Gueye “che è la nostra scheggia impazzita, il giocatore che con le sue folate cambierà i ritmi”, Maspero, “perfetto cambio di Rivali”, e Dario Zucca “che ha tutto per riscattare una stagione meno fortunata”. Le avversarie più temibili? Fortitudo, Trieste e Ravenna sono le tre favorite. “La prima ha scelto dieci senior, la seconda per continuità con il mantenimento della spina dorsale e la terza che ha aggiunto elementi di livello” spiega Ceccarelli. Poi c’è Verona. Tante avversarie che hanno vinto campionati e giocato l’Eurolega. “Vedremo impianti che molti spesso sognano. Siamo la matricola che dovrà dare il massimo da un punto di vista di grinta e capacità”.

Al suo fianco Alessandro Bolognesi, il general manager che la squadra l’ha costruita pezzo dopo pezzo con il “budget limitato” della matricola. Seduto senza essere invadente Franco Del Moro, il manager che porta esperienza in una società nuova per la categoria. “Idee chiare e questo ci ha permesso di comprare e di no metterci nelle mani dei procuratori che a fine agosto fanno loro il prezzo. Lo abbiamo sperimentato un anno fa. Anche con gli Under ci siamo mossi prima. E non è una scelta che – prosegue il Gm – hanno fatto anche le altre matricole: Orzinuovi e Bergamo hanno nove senior, noi abbiamo scelto di scommettere su giovani che potenzialmente sono forti”. E sui tre Under c’è un progetto pluriennale, sperando che crescono passo passo, giocando. Tranne Maspero che in B è stato protagonista. “Abbiamo un 96 in quintetto e uno che cambia i lunghi, ecco che Campogrande e Zucca non li considero più Under. Se uno è buono gioca già a 19 anni e a 21 per me è un uomo” aggiunge duro il coach che fa così capire l’alta aspettativa che ha nell’ex Fortitudo e nel lungo incappato in un incidente stradale proprio pochi giorni prima del raduno.

Ha fame di giocare la Poderosa e lo farà nelle amichevoli, “nessuna al PalaSavelli perché occupato dagli scacchi e poi dai lavori”, e durante gli allenamenti, “che sono aperti i tifosi. Ben vengano, noi vogliamo sentirli vicini”. Il clima è buono, i giocatori non si conoscono, a parte qualcuno. Amoroso, “pensavo arrivassi meno tonico” è il saluto del coach, è il solito istrione, Rivali osserva, tanto sa che ogni pallone passerà per lui, Mitt e Treier sembrano già amici e Gueye, con l’insperabile figlio, ha già la coppa in mano come giocatore più in forma. Infime Corbett, che arriva per ultimo. Non un vezzo da americano, ma la riprova che Montegranaro è piccola ma va conosciuta in fretta, altrimenti perdersi è facile. Si presenta con il sorriso, abbraccia tutti. Ha 29 anni, è maturo e si vede. “È forte e mi sembra pure una brava persona” commenta Rivali che già immagina il penetra e scarica per le mani educate della guardia o il pick and pop con Amoroso quando non avrà già mandato Powell, che atterra domenica, con due mani dentro il ferro.

Si parte con la foto sulle scale. Pochi gradini e ci si siede, perché per arrivare in alto bisogna prima sudare e iniziare a vincere, “sperando di contare sui nostri tifosi. Quelli che ci hanno seguito ogni domenica in B e quelli che si avvicineranno perché il basket a Montegranaro – conclude Ceccarelli – è la Poderosa”.

@raffaelevitali 

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