Campli a lezione da Rivali: la Poderosa inizia alla grande. E la Bombonera esplode

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Ha traballato nel mese scorso la Poderosa, priva prima di Dip e poi di Rivali. Ha faticato per reinserire il suo pivot, ma quando Dip ha segnato il 14-4 con una conclusione da sei metri i Bigioni hanno tirato un sospiro di sollievo: il pampa è tornato davvero.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Da questa sera mancano solo tre vittorie per la serie A. La Poderosa annienta Campli e si porta 1-0 nelal serie finale dei play off che valgono un posto alle Final Four per la promozione in serie A2.

Bel clima ala Bombonera. Merito, all’inizio, di Campli che si presenta con duecento tifosi al seguito. E così, prima della palla a due i tifosi di Montegranaro devono alzarsi in piedi e urlare per farsi sentire. Ponziani segna il primo canestro della finale, ma in un amen grazie a due palle rubate la Poderosa imprime il suo marchio sul match. Sa che deve giocare con Dip, che non ha rivali dopo l’infortunio di Gatti, ma per far lavorare al meglio il pivot l’area si deve aprire. Per questo servono gli esterni. Gueye lo ha capito e in tre minuti mette a segno quattro punti, da fuori e dentro il pitturato. Ritmi alti, ma basta dare la palla a Rivali che tutto torna in controllo. Così si spiega il 9-4 con la tripla piedi a terra di Broglia, servito da Dip che non forza avendo tre uomini su di se. L’11-4 è uno spot per il playmaking: Rivali prende palla sul fondo esce in palleggio, finta tre volte di entrare con palleggi incrociati, alla fine a Petrucci, suo difensore, si intrecciano le gambe e lui gli tira in faccia dai cinque metri. Ciof e Bombonera che esplode. Campli traballa e Rivali ne approfitta rubando il pallone che manda in contropiede Gueye. Inizio perfetto, come preparato a tavolino da coach Ceccarelli che si è presentato alla sfida caricando la città sui social con una foto da vero condottiero.

Ha traballato nel mese scorso la Poderosa, priva prima di Dip e poi di Rivali. Ha faticato per reinserire il suo pivot, ma quando Dip ha segnato il 14-4 con una conclusione da sei metri i Bigioni hanno tirato un sospiro di sollievo: il pampa è tornato davvero. Squadra al completo, rotazioni che tornano normali: entra Diomede esce Rivali, entra Di Viccaro esce Gueye. Il buon inizio è sciupato da due minuti di confusione contro la zona di Millina. Non brutti tiri quelli di Rizzitiello e Di Viccaro, alla fine, ma un gioco troppo fermo sugli esterni. Ceccarelli chiama time out, spiega due schemi e prova Paesano. Confusione in campo, anche perché Campli ha alzato il livello di intensità difensiva con raddoppi al limite del legale. E si sa che i gialloblù le mani addosso le soffrono. Ma la bagarre è terreno fertile per Bedetti che in un amen segna quattro punti facendo capire a Millina che la tattica va cambiata (19-11).

Secondo quarto, boom boom Campli e 0-5. Ceccarelli rimette Dip e Rivali, il riposo è durato abbastanza e gli abruzzesi a -1 fanno paura (20-19) anche perché saltano di più a rimbalzo e si buttano su ogni pallone. È questa la chiave della partita, se la Poderosa gioca di fioretto prende gli schiaffi, ancor di più contro chi non ha nulla da perdere (20-21 al 12’). Millina le prova tutte per fermare Rivali, anche le dure con il giovane Norbedo che fa tre falli in pochi minuti, ma se guardi lui, non vedi gli altri e Dip va a schiacciare (26-21 al 15’). Il pivot, vale anche per i minuti in campo di Paesano, è la chiave del sistema, il perno su cui la Poderosa ha costruito il suo primo posto in campionato. Campli non ha l’uomo giusto per fermarlo, può dare fastidio a Dip quando deve difendere, ma poi è incontenibile. Come Gueye, che non sbaglia una scelta. Quando penetra per la seconda volta consecutiva e porta i gialloblù sul 36-23 la Bombonera ci crede: “Lotteremo, vinceremo, torneremo in serie A’. Il clima è buono, il tamburo suona, ma ci sono ancora due quarti e Campli non si arrende (38-27).

L’intervallo lungo ricarica le pile dei gialloblù. In tribuna volti noti del mondo del basket, da Franco Del Moro a Valentino Renzi. Zona per Mellina, mobile, insidiosa. Una palla finisce in tribuna, la seconda nel cesto: Gueye dall’angolo fa capire che non c’è trippa per gatti (43-30) ma un passaggio a vuoto di Dip, punito da Bottioni, impedisce la fuga. O meglio, la rallenta fino a che Rizzitiello non segna il primo canestro dopo cinque errori, seguito da Diomede, implacabile da tre punti per il +16 e puntuale nell’assist che manda Paesano in cielo prima di schiacciare a due mani (54-36).

Come iniziare l’ultimo e decisivo quarto? Tripla di Paesano, battezzato da Campli, e contropiede di Bedetti con assist a Paesano che a rimorchio si alza in volo e schiaccia con violenza il 62-49. Mancano otto minuti e Ceccarelli può già pensare a gara due lasciando Dip e Rivali in panchina. Campli è stanca, si vede, non riesce più a raddoppiare e a seguire la perfetta circolazione di palla di Broglia e compagni. La riprova è nella tripla di Bedetti (65-39) che arriva dopo un gioco alto-basso. Millina chiama time out. Nessuno se ne accorge, perché il tifo del pubblico di Montegranaro è ritmato, coinvolgente, continuo. Che sia la volta buona? La Poderosa c’è e Montegranaro pare averlo finalmente capito, stimolata anche nell’orgoglio dai cori dei duecento tifosi di Campli. Martedì gara due, dove si riparte zero a zero: altre due vittorie e poi tutti a Montecatini. La A è un gradino più vicina. Il finale, 72-48, è già dimenticato ma “Lotteremo, vinceremo e resteremo in serie A”.