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Semifinale play off. Paesano stella per un giorno: la Poderosa schiaccia Pescara

diviccaroabbraccio

Pescara si è disunita, si è affidata ai tiri immarcabili di Pepe. Ma il numero 4 non è eterno e tra difesa e attacco alla fine ha iniziato a scheggiar ei ferri mentre la Poderosa finiva pure per prendere rimbalzi in attacco, quando per due quarti erano stati prerogativa di Di Donato.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – È come se avesse giocato al gatto con il topo la Poderosa di coach Ceccarelli. Perché quando per 20’ soffri, segni poco, difendi e chiudi sul 36-33 tutto puoi aspetti fuorché di trovarti al 35’ sul +18. Una Poderosa a due facce, ma quella che alla fine guarda il suo pubblico è bellissima e si racchiude con il canestro di Rizzitiello per il 76-54 su assist di Broglia che lo vede tagliare verso l'area. È la fotografia del match perché riassume la partita da metà terzo quarto alla fine, quella che si può riassumere con ‘gioco di squadra’.

L’inizio è stato difficile più per colpe proprie che per merito di Pescara. Se Dip avesse messo uno dei cinque tiri dalla media, il primo quarto avrebbe avuto un altro cammino. E invece, con il pivot fermo sulle gambe e impreciso, ma i tiri erano tutti giusti, Rajola ha potuto spingere i suoi in pressing sugli esterni sporcando conclusioni o rendendole frettolose anche se ben costruite.

È mancato all’inizio il contributo dei lunghi, fino a quando non è cresciuto Broglia e soprattutto Paesano non si è ricordato che l’anno scorso chiudeva tutte le partite in doppia cifra. Il saltatore del gruppo ha preso fiducia dopo un appoggio da sotto con fallo e non si è più fermato riuscendo anche a segnare dalla media. Ma è il suo dinamismo, fatto di rimbalzi e palle sporcate che ha ridato fiducia a ogni giocatore gialloblù che in un amen hanno piazzato un break incredibile frutto di una serie di triple micidiali. Giocate chiave quelle di Paesano nel girono in cui Dip

Pescara si è disunita, si è affidata ai tiri immarcabili di Pepe. Ma il numero 4 non è eterno e tra difesa e attacco alla fine ha iniziato a scheggiar ei ferri mentre la Poderosa finiva pure per prendere rimbalzi in attacco, quando per due quarti erano stati prerogativa di Di Donato.

Tensione, nervosismo, tanti contatti sporchi per una serie che non sarà facile ma che inizia con un perentorio 83-57. Pescara sa che contro la Poderosa non bastano due quarti da grande squadra, perché Ceccarelli tra un urlo e un cambio, anche senza il suo miglior giocatore, Eugenio Rivali in panchina con un polpaccio ko, le partite le gioca con intensità e forza dal primo all’ultimo secondo. Mvp? Nessun dubbio: Vincenzo Di Viccaro, l’uomo del 7-0 personale che ha tenuto in vita la Poderosa nel momento più difficile del match a inizio terzo quarto, quello che poi ha dato il via alla cavalcata.

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