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Ceccarelli ridisegna la Poderosa e la squadra domina. "Come in Rocky 3, cambiare era necessario"

paesanocecca

Il coach: “Complimenti al mio vice Formato, che ha saputo starmi vicino sia dal lato umano sia da quello tecnico. E un grazie allo staff medico e atletico. Il loro lavoro è molto complesso”.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO - Coach Gabriele Ceccarelli, le è piaciuta la Poderosa contro Campli?

“Non so come finirà la stagione, abbiamo ancora due partite, ma quanto fatto con Campli è stata una grande prova di forza mentale”.

Perché?

“È stata una settimana molto difficile. Ci siamo allenati non nelle condizioni in cui prepari una gara così importante. Ma dal 18 agosto i giocatori stanno facendo vedere che onorano la maglia. E non sono due partite storte che mi fanno cambiare idea su di loro”.

Soddisfatto, quindi?

“Complimenti al mio vice Formato, che ha saputo starmi vicino sia dal lato umano sia da quello tecnico. E un grazie allo staff medico e atletico. Il loro lavoro è molto complesso”.

Primo posto più vicino?

“Siamo padroni del nostro destino. Bisceglie non perderà più. Chi ci aveva dato per morti, sappia che la Poderosa è viva e quando passerà la mareggiata ne riparleremo. Abbiamo messo via il fioretto e ripreso in mano la clava”.

E ora Lecce?

“Dobbiamo continuare la marcia che si era interrotta”.

Tornando alla partita, primi due quarti difficili.

“Duranti che mette quattro triple non è facile da rivedere ogni domenica. E Brighi una settimana fa non sbagliava mai. Quindi bisogna considerare gli avversari, anche se ti prepari al meglio”.

Cosa le è piaciuto di più?

“Il primo quarto, finito 23-22 mi ha soddisfatto, perché ci siamo passati la palla. Abbiamo tirato 34 volte da tre e quasi tutte conclusioni da liberi. Ottima circolazione, potevamo essere a 60 punti all’intervallo”.

Giocando senza Dip, ha finalmente cambiato l’uso di Paesano. E il giocatore l’ha premiata. Come mai?

“Dovevamo cambiare per forza. In Rocky 3 Apollo fa cambiare la mano e insegna a Stallone a muovere i piedi. Non ci si può fermare, convinti di essere i migliori. La squadra è stata costruita in un certo modo, quando è al completo. Non si può giocare ugualmente senza due protagonisti. Come Rocky, abbiamo cambiato assetto. La scorsa settimana non era fattibile, perché c’era il turno infrasettimanale che non ci ha permesso di cambiare i giochi. Questa settimana invece la squadra si è impegnata a cercare una nuova pelle. Non amo un basket da 34 tiri da tre e 33 da due. Ma se è questo il modo che ci fa giocare bene, ben venga. Questo sistema dimostra che abbiamo più frecce e diventiamo più difficili da scoutizzare”.

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