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Basket, il ritorno dell'incubo: Turner spinge Pesaro verso la A2

peesarocremona

Tremano le mani, ma soprattutto sono annebbiate le idee. La circolazione di palla, nel match salvezza che Sky fa giocare a mezzogiorno, è una chimera. Ne sono consci anche gli allenatori che rinunciano spesso agli uomini d’ordine, vedi Clark e Carlino, per dare spazio all’estro degli shooter.

PESARO – Si gioca per la salvezza e la società riapre la gradinata. Serviva il pubblico alla Consultinvest, ma non è bastato. La fotografia del match è la stoppata di Thomas a Clarke, l’ultimo ad arrendersi, che ha inchiodato la palla contro il tabellone. E poi, subito dopo, c’è il coast to coast di Thomas a due minuti dalla fine, quando invece Pesaro avrebbe dovuto difendere con le mani pur di non far segnare gli avversari. La giustificazione? Un ottimo Nnoko bloccato per infortunio a inizio terzo quarto.

Una partita strana, inizio fatto di errori, per due minuti non si segna, solo ferri, che è vissuta su strappi improvvisi frutto di exploit personali. Nove punti in fila di Jones per l’allungo che sembrava decisivo nel secondo quarto per Pesaro, altri nove, prima della sirena lunga, di Turner. Poi, solo tanti tiri liberi. Ed è la fortuna della Consultinvest che fa una gran fatica a segnare.

Tremano le mani, ma soprattutto sono annebbiate le idee. La circolazione di palla, nel match salvezza che Sky fa giocare a mezzogiorno, è una chimera. Ne sono consci anche gli allenatori che rinunciano spesso agli uomini d’ordine, vedi Clark e Carlino, per dare spazio all’estro degli shooter. Croce e delizia del basket, Odom e Turner da un lato, Thornton e Jones dall’altra. Lo sanno anche i tifosi, tanti e caldi dell’Adriatic Arena: vince chi trova il tiro della domenica. E quando Turner, l’uomo che salvò la Vuelle anni fa contro la Virtus, sulla sirena del terzo quarto ha infilato una tripla da nove metri per il 47-50 la luna è sembrata improvvisamente storta per i biancorossi. Che si sono complicati la vita da soli. Hazell ha fatto male in attacco, ma è l’unico che ha annullato Turner che marcato da Ceron ha dato spettacolo. Eppure, nel match chiave per la salvezza, è stato fischiato.

E poi ci sono le scelte, come il lasciare Jasaitis in panchina per lunghi tratti, senza farlo entrare in ritmo o ritenere che Zavackas sia un pensionato illustre, a tal punto da preferirgli in maniera stabile un impalpabile Gazzotti. Alla fine ha vinto chi ha avuto meno paura. Alla fine si salverà chi giocherà meglio le ultime cinque, lunghissime, partite di campionato. Ma da oggi è Pesaro a scendere in campo da ultima in classifica.

Raffaele Vitali

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