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Basket serie C. Meconi gioca alla Curry e l'Icubed Pedaso schianta il Pisaurum: il sogno continua

pedasovittoriapisaurum

Pensando ai primi trenta minuti, il presidente Paolo Lanciotti, che in tribuna si alterna tra un fischio, un applauso e un urlo, non può certo stare tranquillo. Ancora di meno quando coach Camarri decide di richiamare il ‘go to guy’ in panchina.

PEDASO – Un catino infuocato pieno di rabbia che diventa il palasport della festa. Tutto in undici minuti di grande basket. L’Icubed Pedaso esce dalla fossa che si era scavata, tra errori, proteste e nervosismo, e sale in cima alla montagna. Vince 78-68 lo spareggio per il terzo posto contro il Pisaurum la squadra di coach Camarri e lo fa risalendo dal -9 del 28’. “Buffoni, buffoni, buffoni” è il coro che si alza e come un mantra si impossessa del palazzetto. I tifosi sono arrabbiati, ce l’hanno con gli arbitri. Ma da quel momento accade qualcosa di incredibile. Non è il fischio degli uomini in grigio a cambiare metro, ma la mano dei pedasini a diventare infallibile.

Due mani più delle altre, quelle di Meconi. Cinque minuti alla Curry fanno del play guardia il match winner. Lezioni di pick and roll che i pesaresi si ricorderanno a lungo. Perché rare volte, anche in serie C, capita di vedere un giocatore così abile di rollare e prendere il centro dell’area in cui segnare con un rapido arresto e tiro. Due canestri in fila e due assist valgono il break che poi Meconi, al 35’, trasforma in fuga segnando una tripla, sempre in uscita dal blocco che vale il 62-56.

Pensando ai primi trenta minuti, il presidente Paolo Lanciotti, che in tribuna si alterna tra un fischio, un applauso e un urlo, non può certo stare tranquillo. Ancora di meno quando coach Camarri decide di richiamare il ‘go to guy’ in panchina. Per rifiatare? No, per rimettere la squadra in mano a Lupetti. Una scelta coraggiosa che dà però ragione al coach. La guardia è una macchina ai tiri liberi e così anche il fallo sistematico, non fosse per tre ferri dell’ottimo Conti, spettacolare la sua partenza in virata con penetrazione mancina per il 71-60, non porta risultati.

Pedaso ha il match in mano. La rabbia diventa gioia e di quel ‘buffoni, buffoni’ un lontano ricordo da lasciare ai commissari che sono arrivati a Pedaso per giudicare la coppia di arbitri capace nel quarto periodo di controllare un match dai colpi proibiti senza dover mai alzare il tono con tecnici o intenzionali.

La squadra esce in trionfo con tanto di giro di campo, davanti a sindaco e assessore allo Sport, e un bassotto che zampetta in mezzo al campo. Pedaso è terza, le prime due sono lontane, ma il podio ora lo difenderà con i denti, sapendo che contro il Pisaurum, hanno entrambe 32 punti, si è presa anche la differenza canestri.

Raffaele Vitali

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