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Mani calde e voglia di vincere: Gueye e Lovatti, anima e cuore di Poderosa e Malloni

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Non sempre al 100%, Lovatti ha passato qualche partita di troppo in panchina, mentre Gueye, che è un sanguigno, si chiama fuori dal match da solo quando perde la concentrazione.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO/PORTO SANT’ELPIDIO – Due leader, due giocatori acquistati durante l’estate, a sorpresa perché cercati anche da squadre di livello superiore, per fare il salto di qualità. Il primo, Ousman Gueye, è una guardia da serie A, quantomeno da Legadue. Ha scelto Montegranaro perché convinto di poterci tornare coni colori gialloblù. Il secondo, Lovatti, girovago e talentuosa comboguard, come dicono gli americani, è stato conquistato dal nuovo progetto griffato Malloni e ha rinunciato a guadagnare molto di più fuori dal suo territorio. Entrambi scendono in campo con un solo obiettivo: fare canestro. A questo Gueye aggiunge grandi doti difensive, Lovatti l’estro dell’assist che scatena i compagni.

Non sempre al 100%, Lovatti ha passato qualche partita di troppo in panchina, mentre Gueye, che è un sanguigno, si chiama fuori dal match da solo quando perde la concentrazione. Ma i numeri, di entrambi, sono sontuosi e soprattutto sono, per gli avversari, la dimostrazione che non possono mai lasciargli un metro. Osservati speciali, insomma.

“A 34 anni penso di aver raggiunto una maturità tale da farmi capire che siamo tutti ugualmente importanti all’interno di una squadra e quindi non posso prendere sempre la palla e tirare. Sono paziente, abbiamo un obiettivo e a me interessa quello, non fare tanti punti” sottolinea Gueye, che ha cambiato il suo modo di giocare partita dopo partita segnando 10 punti di media con un 36% da tre punti. Merito anche di coach Ceccarelli che non si fa problemi a metterlo in panchina quando va fuori giri. Ed è lì che emerge l’intelligenza della guardia che sa rientrare e fare quello che serve per scatenare i compagni. Domenica sarà di scena a Isernia: “Noi dobbiamo passare sopra a tutti, senza dar loro alcuna speranza. Ovvio che non sia facile, ma penso che siamo nettamente più forti e dobbiamo dimostrarlo coi fatti”.

Sulla costa leader è Fabio Lovatti, che per domenica attende Monteroni: “Ci alleniamo con serietà e professionalità nonostante da mesi non riusciamo mai ad essere tutti e dieci disponibili. Esprimiamo un basket piacevole e molto intenso, il segreto è quello di essere tutti protagonisti, ognuno mette il suo mattone e se c’è un assenza si raddoppia lo sforzo”.

Leader indiscusso, 13 di media con 130 triple tentate e 42 realizzate, per un motivo semplice: “Ho il vantaggio di conoscere la società e la piazza definendomi uno del posto. Per me prendere delle responsabilità è un piacere, sono felice di quello che sto facendo nonostante anche io non sia al meglio della condizione. Sto lavorando per essere al massimo nella fase calda della stagione quando servirà l’apporto di tutti”.

@raffaelevitali 

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