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Boom boom Lovatti. Soffrire e poi godere: la Malloni stacca la spina alla Goldengas e vola

mallonisenigallia

Minuto dopo minuto Domizioli è riuscito a ridisegnare il gioco della squadra. E lo ha fatto con una prima scelta coraggiosa: il secondo quarto si è aperto con Lovatti e Cernivani, le due stelle offensive, seduti in panchina. Un segnale del coach.

di Raffaele Vitali

PORTO SANT’ELPIDIO – Venti minuti per illudere Senigallia, dieci minuti per far capire cosa significa chiamarsi Lovatti, dieci per imprimere la legge del palasport di Via Martiri d’Ungheria: se segni 60 punti non vinci. E così è stato. Il tabellone non mente: Malloni Basket 73, Goldengas 61. Una prova di forza per gli uomini di coach Domizioli che avevano iniziato il match svagati e svogliati. In ritardo su ogni cambio in difesa, hanno così permesso a Senigallia di prendere anche undici punti di vantaggio (20-31) grazie al 'barba' Maggiotto. Tutto troppo facile per gli ospiti, tutto troppo brutto per una squadra che fino a oggi, soprattutto in casa, si era mossa come un guanto non permettendo agli avversari canestri facili.

Minuto dopo minuto Domizioli è riuscito a ridisegnare il gioco della squadra. E lo ha fatto con una prima scelta coraggiosa: il secondo quarto si è aperto con Lovatti, ben marcato dal lungo Bastone, e Cernivani, le due stelle offensive, seduti in panchina. Un segnale del coach: chi sta in campo deve dare l’anima anche dopo un blocco. I due l’hanno capito e quando sono rientrati hanno cambiato atteggiamento. Ma la mano è rimasta fredda e così la Goldengas, trascinata da un solido Bastone e da un funambolico Caverni, non si faceva rimontare (28-36) all’intervallo lungo”.

Domizioli, dopo un lungo battibecco con gli arbitri rientra negli spogliatoi scuro in volto. Non devono essere stati minuti facili per i suoi uomini. Ma le parole del coach hanno colto nel segno. Il Ds Pallotti mentre in campo regnava il silenzio profeticamente commentava: “Si vince solo se li fermi a 60 punti”. Ma per riuscirci, la Malloni doveva cominciare a difendere. I canestri sarebbero poi arrivati. Troppo imprecisi nei primi venti minuti chiusi con quel -8 che è sembrato quasi un regalo.

Come si poteva vincere una gara nata male? Tre i fattori chiave: grinta, e quella ce l’ha messa come sempre capitan Torresi; costanza, racchiusa nelle giocate difensive di Cacace; talento, con quel movimento immarcabile fatto di tre palleggi e step back fuori dai 6.75 di Lovatti. Tre fattori che fanno della Malloni la quarta forza del campionato al fianco di San Severo, a due punti da Bisceglie, a quattro dalla Poderosa Montegranaro, prima solitaria in vetta dopo aver asfaltato Giulianova.

E domenica prossima, dopo il turno infrasettimanale, a Porto Sant’Elpidio sarà derby. “Noi vogliamo Montegranaro” urlano i tifosi, caldi e tanti, alla fine del match.

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