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La Sutor non conferma Rossi. Il play: 'Peccato, avrei giocato ancora con la mia maglia del cuore'

rossiplay

Una telefonata e l'addio: "Ho ricevuto una chiamata dall’allenatore Ciarpella dieci giorni fa in cui mi comunicava che non avrei fatto parte della Sutor la prossima stagione".

MONTEGRANARO – “Luca Rossi saluta la Sutor” è il titolo del comunicato della società tornata dopo una lunga risalita in serie B. Ma è un titolo sbagliato. Quello vero è “La Sutor non conferma Luca Rossi”. Tutti, ma proprio tutti, avevano dato per scontata la conferma del play, il mister Wolf della Premiata. Anche perché in serie B Rossi è di casa con quasi venti campionati giocati. Non sarà però protagonista del prossimo con i gialloblù.

“Ho ricevuto una telefonata dall’allenatore Ciarpella dieci giorni fa in cui mi comunicava che non avrei fatto parte della Sutor la prossima stagione. Tutto qui, niente altro, non ho sentito più nessuno” commenta amareggiato il play che negli ultimi due anni ha guidato la squadra nella cavalcata vincente. Insomma, una scelta tecnica chiara.

Sul momento non ha neppure avuto la forza di ribattere tanto è stata inaspettata la situazione. Poi, oggi, il comunicato lusinghiero della società: “Metronomo e regista della squadra. Determinazione, allenamento quotidiano, visione di gioco e voglia di dare sempre il massimo sono state le caratteristiche che Rossi ha mostrato in campo e che i tifosi sutorini hanno da subito apprezzato”. Non abbastanza per restare.

Rossi sognava un futuro con la maglia della Sutor. In campo o magari fuori come allenatore, ha anche il patentino, o dirigente. “La maglia della Sutor per me è qualcosa di speciale, è la mia seconda pelle. Quando mi hanno chiamato sono tornato, non importava la categoria, era per la Sutor”.

Peccato, si sentiva una bandiera ma è stata ammainata. Non cambia l’amore per la Sutor, ma l’amarezza resta. Lui, sangiorgese di nascita ma veregrense di cuore, lavora ad Ancona: “Avrei preferito poter dire di ‘no’ a una proposta, magari perché incompatibile con il lavoro. Quando arrivi a 38 anni (con il fisico di un ventenne, ndr) ogni scelta va ponderata al meglio, di certo la B potevo farla e con la Sutor l’avrei giocata con il sorriso”. Ora gli resta il ‘grazie’ di tutto il popolo gialloblù, quello che ha riempito la Bombonera e ne ha decretato l’importanza a ogni uscita dal campo con lunghi applausi.

Raffaele Vitali

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