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Fiducia, amicizia e professionalità. Vacirca, il super dirigente, si racconta: 'Io e Meo (Sacchetti), il basket che funziona'

meogiamma

Per la LegaBasket è il numero due, per tutti è stato il migliore dell'anno: "Mi vedo figura part time: la crescita che ho avuto nel settore moda mi ha ridato l’ambizione di poter crescere e migliorare in ogni settore. Bisogna sempre aver voglia di migliorarsi".

di Raffaele Vitali

CREMONA – “Questo lo meriti tu”. Le parole di Meo Sacchetti valgono più del premio di ‘miglior dirigente dell’anno’ che la LegaBasket ha dato a Simone Giofrè di Brindisi e non a Gianmaria Vacirca, il lombardo che si è innamorato delle Marche dopo l’esperienza in serie A con la Sutor. “Sono felice così, il miglior giocatore è di Cremona, il miglior allenatore è di Cremona: la costruzione della squadra ha vinto” commenta il poliedrico dirigente che alterna una campagna marketing per scarpe d’alta gamma a ore di video per conoscere i giocatori in giro per il mondo.

Si era ‘ritirato’ dal basket, come un amante tradito dopo gli anni veregrensi. Ma l’amico Sacchetti ha saputo riaccendere la passione di chi ha una fiammella dentro di sé che può diventare fuoco in un attimo. E il fuoco Vacirca lo ha acceso a Cremona. “Giofrè ha vinto con merito, sia chiaro. È la riprova che quando c’è fiducia tra chi allena e costruisce la squadra, i risultati arrivano (Frates ai tempi Sutor, ndr)”.

Vacirca, quanta felicità per i premi presi da Cremona?

 “La soddisfazione più bella dei miei anni. Ho pensato a Ranieri, che traghetta la Roma con una dignità incredibile dicendo ‘sono venuto a dare una mano alla squadra per cui tifo’. È lo stesso motivo per cui ho accettato la proposta di Cremona: per amicizia a Sacchetti e quindi per tifare Vanoli e aiutare il coach che ammiro. Sono stato fortunato, mi hanno chiamato e ho potuto contribuire”.

Il ritorno alla pallacanestro non poteva andare meglio?

“Non so neppure definire quello che è successo. Un anno fa non mi immaginavo più dentro una squadra. E invece, la sorpresa della telefonata e poi la sorpresa di ogni giorno vissuto con Cremona. Sono cresciuto e ho ripensato al basket in maniera più matura”.

Basket e Vacirca torneranno un binomio inscindibile?

“A Cremona ci sono due ragazzi giovani con cui ho lavorato tutto l’anno e che ho aiutato a crescere. Credo che loro saranno il futuro della società. Quello che mi è piaciuto è che ho trasportato metodi di lavoro che utilizzo ogni giorno con i giovani nell’ufficio dell’azienda Fabi. Il lavoro in azienda mi ha aiutato a crescere nei processi e nell’esecuzione. Pensando a Cremona, chiaro che a fine stagione parleremo con la società e sul come andare avanti. Ma intanto il lavoro per Cremona non si ferma, perché i giocatori si trovano durante l’inverno, d’estate si chiudono i rapporti, non si trovano gli uomini giusti”.

Il futuro è sempre da dirigente part time?

“Poter mettere fiducia e amicizia alla base del lavoro, abbinandoli alla professionalità è il valore in più. Mi vedo figura part time: la crescita che ho avuto nel settore moda mi ha ridato l’ambizione di poter crescere e migliorare in ogni settore. Bisogna sempre aver voglia di migliorarsi. Io e Meo ci siamo assunti dei rischi, ma i risultati ci premiano”.

I play off potrebbero cambiare il giudizio su Cremona o a prescindere è una stagione straordinaria?

“Non cambierà nulla se faremo un turno, due turni o la finale. La stagione resta nella storia della società. Dopo la Coppa Italia la squadra poteva rilassarsi e invece la barra è rimasta sempre dritta. Chiaro che ora inizia un altro campionato, affrontando la squadra per noi più pericolosa perché come noi gioca leggera, senza pressioni. E inserendo un giocatore come Dragic ha aumentato il valore, che è arricchito dall’empatia tra città e squadra, che è andata oltre i problemi del presidente”.

Vacirca, ci svela un segreto, come si trova un Crowford?

 “Il vero segreto è avere allenatori con idee chiare e sapere quello che vogliono. Questo facilita le scelte. Questo è il segreto. Quando c’è confusione il coach ti dice ‘questo lo hai scelto tu’ dopo tre settimane. Poi chiaro che c’è la conoscenza del sistema, delle caratteristiche dei giocatori. Per me, sapendo come gioca Sacchetti, diventa più semplice scremare”.

Ci risentiamo il prossimo anno per il premio da miglior dirigente?

Non c’è risposta, solo un sorriso, magari già un pensiero al prossimo articolo di Basketkitchen, il blog in cui Vacirca regala consigli culinari su piatti e ristoranti. Un blog nato per passione, tra un bicchiere di vino e un antipasto girando per l’Italia dietro una palla spicchi, quella che non voleva più prendere in mano e che invece con Sacchetti ha già trasformato in trofei.

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