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Pick and roll e tanti saluti: troppa Poderosa per Imola

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Sarebbe stata una bella gara, perché entrambe sanno fare canestro. Poi il nervosismo ha avuto il sopravvento ‘grazie’ a fischi sibillini della terna che ha regalato falli tecnici come caramelle a carnevale.

di Raffaele Vitali

IMOLA – Due livelli diversi in campo. E dopo settimane di partite difficili e nervose, la Poderosa domina l’Andrea Costa (79-84). Divario tecnico enorme sotto canestro, solo compensato dalle folate di Bowers e di Fultz tra i piccoli. La verità è che Raymond, il bomber di Imola, segna solo quando in campo c’è Treier. Ma non è il giovane estone a difendere male, semplicemente la massa muscolare di Raymond, unita alla esperienza, fa la differenza. Quella che però poi Treier fa in attacco, correndo il doppio del suo avversario e facendosi così trovare spesso libero sulla riga da tre (56-74)

La Xl Extralight poteva vincere anche di trenta punti, volendo. Ma è un classico che sul +17 i gialloblù si prendano un po’ di pausa e rimettono in partita ogni avversario. Figuriamoci chi gioca in un piccolo palasport caldissimo in cui in campo, quando si arrabbiano, volano tutti i giornalini. Ma le folate biancorosse servono solo a tenere vivo un match che a inizio secondo quarto prende la strada di Montegranaro grazie ai panchinari. Pancotto ha un grande vantaggio: un quintetto base in cui ognuno può fare canestro, in particolare Corbett, vedi la folata nel terzo periodo, e poi ha un quintetto panchinaro che quando sta in campo dimostra che anche nel 2019 si può giocare a basket. I cinque giovani, guidati dall’estro folle di Traini, sono la riprova che il passaggio è un fondamentale non ancora dimenticato e che l’assist è merce preziosa da usare con cautela, ma è possibile anche abusarne (7 quelli di Traini).

Imola ci prova in tutti i modi a reggere l’urto. Ma se Amoroso prende palla sotto canestro, esce in palleggio, finta il consegnato a Palermo e poi si arresta, tira e segna da tre punti (30-45), che vuoi raccontare se non che la differenza è stata troppa? Sarebbe stata una bella gara, perché entrambe sanno fare canestro. Poi il nervosismo ha avuto il sopravvento ‘grazie’ a fischi sibillini della terna che ha regalato falli tecnici come caramelle a carnevale. La poderosa ha saputo non scomporsi, non si è fatta trascinare nelal bagarre che il caldo pubblico avrebbe voluto e ha assecondato il manipolo di tifosi arrivati da Montegranaro che urlavano solo una cosa: vincere, vincere vincere.

Così è stato, con Pancotto che ha di nuovo giocato il quarto periodo con il secondo quintetto. E se Filippo Testa, il migliore delle seconde linee per intensità, riesce a bruciare il suo uomo con due cambi mano e ad appoggiare a canestro il 59-76, la giornata di gloria è completa. O quasi, perché in due minuti la Poderosa subisce un super break e viene fuori tutta l’inesperienza dei giovani. Errore di Treier da sotto, errore di Petrovic da sotto, errore di Mastellari, ma Pancotto non cambia lo stesso. È convinto che la Xl Extralight vincerà lo stesso, vuole dare un segnale ai panchinari, vuole responsabilizzarli fino all’ultimo istante. Si spiega solo così la scelta, che in pochi avrebbero fatti. Ma mister mille panchine non si è mai scomposto, se non per urlare ai suoi, dopo uno sbaglio da leggerezza, non certo da lettura di azione. Ha avuto ragione lui, tanto che Raymond stanotte sognerà il pick&roll di Traini con Petrovic, e ora il sogno secondo posto prosegue, sabato la Poderosa chiuderà in casa al PalaSavelli mentre Treviso sfiderà Udine. Non si sa mai.

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