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La seconda giovinezza di Amoroso, il capitano che si scopre cecchino. Poderosa, è ora del rinnovo

amomaglia

Le prestazioni di Amoroso non sono però frutto del caso. Il lungo campano sta lavorando da inizio stagione sul suo fisico. “Ho 39 anni sarebbe stupido il contrario” ammette candidamente.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Semplicemente Amoroso. Come giudicare la prestazione di un giocatore che a 39 anni, dopo la folata del suo americano che ricuce lo strappo, infila un tre su tre dalla lunga distanza e chiude il match contro Piacenza?

È il capitano nel bene e nel male della Poderosa Basket. E’ il capitano che dopo la sconfitta contro Verona va in sala stampa e si assume la responsabilità della sconfitta per aver perso un paio di palloni decisivi. Ma è anche il capitano che dopo aver perso, di nuovo, un pallone che sembrava chiave contro Piacenza a un paio di minuti dalla fine, l’azione dopo prende palla e tira da tre punti. E poi ritira e poi tira ancora. E alla fine fa sei su sei, meglio di un cecchino.

Le prestazioni di Amoroso non sono però frutto del caso. Il lungo campano sta lavorando da inizio stagione sul suo fisico. “Ho 39 anni sarebbe stupido il contrario” ammette candidamente. Per muovere la sua massa servono muscoli tonici e fibre pronte. E per farlo serve qualcosa in più di quello che fano i compagni. E così ogni giorno entra dentro la palestra di Marco Minnucci e suda tra addominali, pesi ed esercizi posturali.

Così si resta un giocatore capace di giocare più di trenta minuti, così ci si garantisce il futuro. Che per Amoroso si spera sia ancora in gialloblù. Si parla sempre del rinnovo di Corbett, si sognava quello di Simmons, ma di certo la Poderosa potrebbe già chiudere quello di Amoroso. Non sono i play off che diranno sì o no, ma lo storico, ovvero quello che il capitano fino a oggi ha dato. Le partite sbagliate sono un numero irrisorio rispetto alle prestazioni da ala da serie A1.

Lo sanno i Bigioni, lo sa Pancotto, lo sanno i tifosi che con la Poderosa in difficoltà aspettano sempre qui, vuoi per un passaggio sopra al fero di Simmons, vuoi per la tripla senza logica, vuoi anche per quella palla persa che a volte serve a svegliare i compagni che non devono fermarsi a guardarlo, ma devono cercare di fare meglio di lui almeno questo è quello che spera il capitano quando si arrabbia con Treier e Petrovic, il suo futuro sulla carta. Ed è quello che servirà nelal post season per reggere le gare ravvicinate. Intanto, però, godersi questo Amoroso vale da solo il biglietto.

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