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Nessuno segna, basta un flash del peggior Vujacic della storia: la Poderosa perde partita e secondo posto

simmonspelel

Peccato, perché se l’è giocata dall’inizio alla fine la Poderosa, anche se l’ultimo minuto e mezzo è da dimenticare. Anche per questo Pancotto ha chiamato un nuovo time out sul meno nove, voleva evitare la débâcle (61-67 alla sirena) e ci è riuscito.

PORTO SAN GIORGIO – La differenza in una partita in cui si segna poco, si difende tanto e si sbaglia di più, la possono fare anche i due più impalpabili in campo. Nel bene, Vujacic, e nel male, Negri. Ci voleva un colpo d’ala per decollare sopra l’avversaria ed è arrivato dall’ex Nba, parente lontano di un giocatore di livello, che infila la tripla decisiva (58-63) un paio di azioni dopo che Negri, ormai lasciato completamente libero dagli avversari, aveva sbagliato quella del pareggio.

Contro le pari grado la Poderosa perde, questa è la verità. Ma mai come questa volta ci ha messo del suo. Incluso il coach che ha tolto dalla partita Traini che da solo nei primi tre minuti dell’ultimo quarto aveva riaperto il match con sei punti. Si è affidato alla solidità di Palermo, ma la scelta non ha pagato.

Peccato, perché se l’è giocata dall’inizio alla fine la Poderosa, anche se l’ultimo minuto e mezzo è da dimenticare. Anche per questo Pancotto ha chiamato un nuovo time out sul meno nove, voleva evitare la débâcle (61-67 alla sirena) e ci è riuscito. Grande intensità, ma palla ferma in attacco nelle mani del singolo, ecco la grande pecca dei gialloblù.

Nel giorno delle mani gelate, i gialloblù di casa hanno chiuso con 6/29 da tre punti, la Poderosa non ha saputo adeguare il gioco, non ha praticamente mai attaccato il ferro, nonostante gli esterni di Verona fossero carichi di falli. La panchina non ha dato quasi nulla, tolto Traini, e Corbett ha faticato molto più di quanto dica il suo tabellino (13 punti). Da salvare solo Simmons, l’uomo del grande rifiuto a Reggio Emilia, che ha saputo capitalizzare i pochi palloni ricevuti con il suo immenso atletismo.

Solo che se prendi 15 punti da Candussi, e gli concedi 4 rimbalzi offensivi, poi diventa tutto più difficile. Dal primo all’ultimo minuto i gialloblù sono stati sotto nel punteggio. E quando insegui per 40’, la lucidità viene meno, vedi due palle perse di capitan Amoroso, proprio nei momenti chiave, quando gli errori di Verona, e ne ha commessi tanti, ti rimettono in partita (58-60 sulla folata di Corbett). Peccato, anche perché in contemporanea Treviso espugna Forlì e scippa il secondo posto alla Poderosa che ora dovrà vincere due delle ultime quattro per mantenere il terzo.

Raffaele Vitali

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