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Final Eight, vince Treviso con un pezzo di Montegranaro: Max Menetti. 'Questo palazzetto è magico, è casa mia'

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Il messaggio che i trevigiani mandano è anche al campionato: siamo indietro in classifica, ma nessuno ci dia per morti.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – “E’ come vincere a casa mia, amo questo palazzetto, amo questa terra, mi sento a casa”. Parole di Max Menetti, il coach che porta sempre un pezzo di gialloblù, della Sutor che fu, nel suo cuore.

Vince Treviso (75-84 contro la Fortitudo), ma vince anche il PalaSavelli e con lui la Poderosa e il territorio Fermano che ha risposto presente. In campo, poi Treviso ha fatto la voce grossa, vincendo con merito al termine di una partita che è stata in discussione solo negli ultimi due minuti. Ma quando una squadra è capace di far schiacciare il suo pivot a 40 secondi dalla fine al termine di un’azione in cui tutte e cinque i giocatori hanno toccato il pallone, anche l’avversario può solo applaudire. Merito di chi sta in campo, certo, ma la guida di Max Menetti rasenta la perfezione. Non sbanda mai la DeLonghi, anche quando l’ultimo periodo Bologna lo apre con tre triple. Certo, è più facile giocare quando hai in campo David Logan, votato dalla stampa come Mvp delle Finali, ma è soprattutto più facile quando hai giocatori come Uglietti o Chillo che in difesa trasformano ogni azione avversaria in una montagna da scalare.

Il messaggio che i trevigiani mandano è anche al campionato: siamo indietro in classifica, ma nessuno ci dia per morti. E intanto si portano a casa la Coppa Italia, che fa sempre bene allo spirito dei giocatori e del pubblico, che già si prepara al match più importante della stagione, quello di domenica alle 12 contro la Poderosa Montegranaro che ha quattro punti in classifica in più della squadra di Menetti e che quindi è la vera avversaria quantomeno per la seconda piazza.

La Fortitudo ha perso e ha dimostrato un nervosismo eccessivo che a turno ha fatto finire in panchina i suoi uomini migliori tra falli e tecnici, vedi Rosselli e Mancinelli. Non ha aiutato il coach Martino, che per 40’ ha battagliato con la terna arbitrale, rimediando a sua volta un fallo tecnico. “Il nostro obiettivo è il campionato, non credo che avremo problemi di energia e condizione. Abbiamo la profondità per affrontare le prossime sette gare al meglio. Dispiace, ma noi sappiamo cosa ci interessa” il secco commento di Antimo Martino che perde il primo trofeo a disposizione nella stagione e guarda al bicchiere mezzo pieno: “Abbiamo inserito Delfino, sappiamo che non è Cinciarini, ma di certo ho un roster di nuovo completo”.

Come completa e fortissima è la squadra che Treviso ha messo in mano a Max Menetti. “Che bello vincere qui, questo è un posto magico per la mia esperienza con la Sutor. I posti magici rimangono magici. Al di là dei nomi, qui sono a casa. E abbiamo vinto, non a caso”. Prima vittoria per Treviso, dopo anni belli con Pillastrini ma senza successi: “Ora, quantomeno, un piccolo fiore all’occhiello lo abbiamo messo e la società lo meritava”. Soddisfatto, da tutti i punti di vista: “Tre giorni ottimi. La sfida con Bergamo ci ha aperto gli occhi su come dobbiamo giocare. E questa vittoria ci ha dato un’iniezione di fiducia. Per un paio d’ore festeggeremo, poi dobbiamo ributtarci dentro il campionato. Non passeremo due tre giorni a festeggiare. Noi vogliamo farlo a primavera. Non me la voglio tirare, ma ancora dobbiamo fare tanta strada. Ci aspettano in campionato sette sfide per raggiungere e sorpassare Montegranaro”. In mano ha una squadra di talento, ma di grande difesa: “Le gare importanti non si vincono sparacchiando da tre punti. Anche se così (a Reggio Emilia, ndr) sono stato affossato da Sacchetti, l’unico che ha questa filosofia e con lui funziona”. E mentre se ne va, il messaggio finale: “Domenica abbiamo la gara più importante per il campionato”. La Poderosa è avvisata.

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